{"id":18037,"date":"2025-01-20T10:30:00","date_gmt":"2025-01-20T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=18037"},"modified":"2025-01-27T12:35:13","modified_gmt":"2025-01-27T10:35:13","slug":"citta-energivore-fonti-di-inquinamento-e-salute-umana","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=citta-energivore-fonti-di-inquinamento-e-salute-umana","title":{"rendered":"Citt\u00e0 energivore, fonti di inquinamento e salute umana"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><br><br><strong>Nuovi criteri di pianificazione urbana, riduzione degli sprechi e una corretta informazione sono tra le principali soluzioni per gestire il problema dell\u2019inquinamento atmosferico e acustico nei centri urbani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"745\" height=\"775\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/foto-Siviglia.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18042\" style=\"width:392px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/foto-Siviglia.png 745w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/foto-Siviglia-288x300.png 288w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/foto-Siviglia-36x36.png 36w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/foto-Siviglia-678x705.png 678w\" sizes=\"auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corridoio vegetale nel centro della citt\u00e0 di Siviglia (Spagna) <br><em>Foto di Alessandro Campiotti<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br>Nell\u2019attuale panorama europeo e mondiale, i processi di urbanizzazione sono in continua crescita, e <strong>si stima che nei prossimi anni oltre il 70% dei cittadini dell\u2019UE vivr\u00e0 nelle aree urbane, che, sebbene rappresentino appena il 4% della superficie, sono luoghi estremamente energivori, responsabili di oltre il 60% della produzione di gas climalteranti<\/strong>. Questi, oltre a condizionare i fenomeni climatici e atmosferici, determinano un sostanziale peggioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria, che a sua volta incide negativamente sulla salute delle persone, causando ogni anno oltre 250.000 decessi prematuri in UE, di cui circa 60.000 in Italia. A questo proposito, la comunit\u00e0 scientifica mondiale concorda sul fatto che un\u2019esposizione prolungata nel tempo ad elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici \u2013 quali particolato, biossido di azoto e ozono &#8211; pu\u00f2 essere correlata all\u2019insorgenza di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumorali sui soggetti pi\u00f9 vulnerabili. <br>Una recente relazione della Corte dei Conti europea, dal titolo <em>Inquinamento urbano nell\u2019UE &#8211; Le citt\u00e0 hanno aria pi\u00f9 pulita, ma sono ancora troppo rumorose<\/em>, afferma che l\u2019inquinamento dell\u2019aria non \u00e8 il solo parametro che le citt\u00e0 dovrebbero tenere sotto controllo, e pone l\u2019attenzione anche su altre fonti inquinanti, quali il rumore e la luce. <strong>L\u2019inquinamento acustico, in particolare, viene generato dall\u2019insieme dei rumori ambientali prodotti dalle attivit\u00e0 antropiche, primo tra tutti il traffico stradale, e pu\u00f2 avere implicazioni negative sulla salute umana<\/strong>, causando disturbi del sonno, fastidio cronico e malattie cardiache. Allo stesso tempo, va ricordato che il mix di rumori nocivi pu\u00f2 disturbare anche la biodiversit\u00e0 urbana, specialmente l\u2019avifauna (insieme delle specie di uccelli), i cui esemplari possono avvertire una forte riduzione delle capacit\u00e0 sensoriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Negli ultimi decenni, lo sviluppo di nuove tecnologie e l\u2019inasprimento delle norme europee in materia di inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0, hanno determinato un sostanziale miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria, che ha portato ad un rilevante contenimento dei decessi, ridotti del 41% in circa quindici anni: dai 430.000 del 2005 ai 250.000 del 2021. Per tali ragioni, <strong>l\u2019UE ha destinato agli obiettivi in materia di riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico 46 miliardi di euro nella programmazione 2014-2020 e ben 185 miliardi nell\u2019attuale programmazione 2021-2027<\/strong>. A questo proposito, per tenere sotto controllo la concentrazione dei principali inquinanti aerei, sono stati definiti dei valori soglia da non superare, e dei valori obiettivo da raggiungere, che i diversi stati devono monitorare costantemente, mentre \u00e8 stata incentivata la realizzazione di mappe acustiche per la valutazione dei rumori ambientali nei centri urbani con pi\u00f9 di 100.000 abitanti. La relazione della Corte, inoltre, sottolinea la necessit\u00e0 di un\u2019azione sinergica da parte dei 27 stati UE, in quanto <strong>l\u2019inquinamento atmosferico non rispetta i confini nazionali o regionali, ma ha un carattere transfrontaliero<\/strong>, e pu\u00f2 essere soggetto a lunghi spostamenti se veicolato da forti correnti d\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Tra le principali soluzioni individuate per migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria e contenere l\u2019inquinamento acustico nelle citt\u00e0, ci sono l\u2019introduzione di limiti alla circolazione dei veicoli pi\u00f9 inquinanti, l\u2019efficientamento energetico degli edifici, la riduzione degli sprechi alimentari, la sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa, il potenziamento della produzione di energie da fonti rinnovabili e la realizzazione di infrastrutture e aree verdi per favorire la fitodepurazione dell\u2019aria ed il contenimento dei rumori. Allo stesso tempo, <strong>non meno importante in questo processo di transizione risulta essere la corretta informazione dell\u2019opinione pubblica<\/strong> per favorire la comprensione di questi interventi ed incentivarne l\u2019interesse. Molto spesso, infatti, la scarsa accettazione dei nuovi criteri di pianificazione urbana deriva dalla limitata conoscenza dei benefici che nel tempo si possono ottenere per le comunit\u00e0 di persone e per l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Per approfondire<\/strong>: <br><br>Campiotti A.,<br><em>Inquinamento atmosferico e salute umana: l\u2019importanza di migliorare l\u2019aria che respiriamo<\/em><br>Ambiente, Risorse, Salute, 2024,<br><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=inquinamento-atmosferico-e-salute-umana-limportanza-di-migliorare-laria-che-respiriamo\">https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=inquinamento-atmosferico-e-salute-umana-limportanza-di-migliorare-laria-che-respiriamo<\/a>. <br><br><em>Corte dei conti europea, Inquinamento urbano nell\u2019UE &#8211; Le citt\u00e0 hanno aria pi\u00f9 pulita, ma sono ancora troppo rumorose, 2025,<\/em><br><a href=\"https:\/\/www.eca.europa.eu\/it\/publications\/SR-2025-02\"><em>https:\/\/www.eca.europa.eu\/it\/publications\/SR-2025-02<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">European Environmental Agency (EEA)<br><a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/topics\/in-depth\/air-pollution\">https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/topics\/in-depth\/air-pollution<\/a>,<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\/?locale=it_IT\">Centro Studi l\u2019Uomo e l\u2019Ambiente Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-18037","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 1 anno fa","modified":"Aggiornato 1 anno fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 20\/01\/2025","modified":"Aggiornato il 27\/01\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 20\/01\/2025 10:30","modified":"Aggiornato il 27\/01\/2025 12:35"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/18037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=18037"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=18037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}