{"id":17666,"date":"2024-11-19T14:48:19","date_gmt":"2024-11-19T12:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=17666"},"modified":"2024-11-19T14:58:30","modified_gmt":"2024-11-19T12:58:30","slug":"spreco-alimentare-un-fenomeno-ancora-troppo-diffuso","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=spreco-alimentare-un-fenomeno-ancora-troppo-diffuso","title":{"rendered":"Spreco alimentare, un fenomeno ancora troppo diffuso"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Sebbene un terzo della popolazione mondiale sia soggetta al pericolo dell\u2019insicurezza alimentare, ogni anno circa un terzo del cibo prodotto viene sprecato, sollevando una serie di questioni dal punto di vista etico, economico, sociale e ambientale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"449\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/foto-spreco-alimentare.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17668\" style=\"width:620px\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/foto-spreco-alimentare.png 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/foto-spreco-alimentare-300x168.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/foto-spreco-alimentare-768x431.png 768w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/foto-spreco-alimentare-705x396.png 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Foto di Alessandro Campiotti<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ogni anno nel mondo si spreca circa un terzo del cibo prodotto, pari ad oltre un miliardo di tonnellate lungo l\u2019intera filiera alimentare, che va dal campo alla tavola. Di questa enorme quantit\u00e0, il 13% viene perso ancora prima di raggiungere il consumatore finale, durante le fasi di produzione, lavorazione, conservazione e distribuzione, mentre un altro 19% viene sprecato nelle fasi di vendita e consumo. A detenere il primato nella classifica dello spreco sono le famiglie con il 60%, mentre i settori della ristorazione e della vendita al dettaglio sono responsabili rispettivamente del 28% e del 12%. Nei paesi dell\u2019Unione europea (UE) la situazione non risulta migliore, infatti lo spreco alimentare annuo supera i 59 milioni di tonnellate (circa 75 chili per ogni persona), equivalenti ad un valore di mercato stimato in 132 miliardi di euro. <strong>Questa realt\u00e0, apparentemente surreale, si presta a considerazioni di ordine etico, economico, sociale e ambientale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, i pi\u00f9 recenti rapporti internazionali in materia di crisi alimentari concordano sul fatto che la situazione globale sia in continuo peggioramento, dal momento che ancora oggi <strong>circa 800 milioni di persone nel mondo soffrono di fame acuta, mentre un terzo della popolazione globale \u00e8 soggetta al pericolo dell\u2019insicurezza alimentare<\/strong>. Le cause sono legate a fattori molto distinti tra loro, come gli eventi meteorologici estremi sempre pi\u00f9 frequenti (in particolare alluvioni e siccit\u00e0), la manifestazione di specie di parassiti e patogeni vegetali alieni, spesso devastanti per le colture agrarie, fino ad arrivare a guerre e conflitti armati, che accentuano crisi economiche, disuguaglianze e migrazioni di massa. Inoltre, va ricordato che i numeri relativi allo spreco di cibo fotografano solo parzialmente la gravit\u00e0 della situazione, in quanto non tengono conto di tutte le risorse necessarie alla produzione degli alimenti, come suolo, acqua, energia, trasporti, manodopera e capitali investiti. Se poi si considera che la gran parte del cibo sprecato finisce in discarica, dove viene smaltito sotto forma di rifiuto urbano, si giunge alla conclusione che l\u2019attuale sistema alimentare risulta poco sostenibile anche dal punto di vista dell\u2019impatto ambientale, dal momento che nella sola UE \u00e8 responsabile del 16% delle emissioni di gas serra in atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma quali sono le cause alla base di tanto spreco da parte di famiglie, ristoranti e supermercati?<\/strong> I fattori in gioco sono numerosi e riguardano in primo luogo le abitudini delle persone, che, dettate da una certa componente psicologica, tendono ad acquistare prodotti alimentari spesso in eccesso perch\u00e9 indotti dal marketing che promuove offerte apparentemente molto vantaggiose. A questo si aggiunge un problema di scarsa informazione sulle conseguenze negative che comporta lo spreco del cibo, che spesso induce le persone a scartare prodotti perfettamente commestibili per non aver compreso il significato di un\u2019etichetta o perch\u00e9 non completamente soddisfatte dall\u2019aspetto estetico. Per contrastare il fenomeno dello spreco alimentare, <strong>l\u2019UE \u00e8 impegnata nel perseguimento del Target 12.3 dell\u2019Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, che prevede la riduzione del 50% dello spreco pro capite a livello globale entro il 2030<\/strong>. A questo proposito, gli stati membri dell\u2019UE sono tenuti a rispettare il <em>Codice di condotta sulle pratiche commerciali e di marketing nella filiera alimentare<\/em>, entrato in vigore nel 2021 per agire a livello di prevenzione. Tra le principali misure del Target 12.3, c\u2019\u00e8 il riconoscimento di incentivi economici e fiscali agli operatori commerciali che si incaricano di donare il cibo in eccesso a soggetti deputati alla redistribuzione, come le banche alimentari, e allo stesso modo viene riconosciuta l\u2019azione di quei produttori che agiscono in un\u2019ottica di economia circolare, dando nuova vita ai prodotti non immessi sul mercato tramite la trasformazione in mangimi animali, fertilizzanti organici per il terreno e produzione di bioenergie. Per favorire questo processo, sarebbe utile organizzare campagne di sensibilizzazione per informare le persone sul tema e migliorare la loro percezione del valore del cibo, ricorrendo ad esempi concreti che dimostrino come l\u2019azione virtuosa del singolo si traduca nel tempo anche in un risparmio economico per le famiglie e per l\u2019intera comunit\u00e0. A questo proposito, nel 2019 l\u2019Assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la <em>Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari<\/em>, che ricorre il 29 settembre di ogni anno con l\u2019obiettivo di far luce su un tema assai gravoso ma ancora troppo poco considerato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), l\u2019Agenda 2030 dell\u2019Onu e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, 2020, https:\/\/asvis.it\/public\/asvis2\/files\/Pubblicazioni\/Fatti_%26_Cifre_2020.pdf;<\/p>\n\n\n\n<p>European Commission, <em>Food waste<\/em>, <a href=\"https:\/\/food.ec.europa.eu\/food-safety\/food-waste_en\">https:\/\/food.ec.europa.eu\/food-safety\/food-waste_en<\/a>;<\/p>\n\n\n\n<p>Global Network Against Food Crises (GNAFC), <em>Global Report on Food Crises 2024<\/em>, <a href=\"https:\/\/azionecontrolafame.it\/news\/rapporto-sofi-2024\/\">https:\/\/azionecontrolafame.it\/news\/rapporto-sofi-2024\/<\/a>;<\/p>\n\n\n\n<p>United Nations, <em>International Day of Awareness on Food Loss and Waste Reduction 29 September<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/observances\/end-food-waste-day\">https:\/\/www.un.org\/en\/observances\/end-food-waste-day<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-17666","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 1 anno fa","modified":"Aggiornato 1 anno fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 19\/11\/2024","modified":"Aggiornato il 19\/11\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 19\/11\/2024 14:48","modified":"Aggiornato il 19\/11\/2024 14:58"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/17666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=17666"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=17666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}