{"id":17388,"date":"2024-10-03T12:10:06","date_gmt":"2024-10-03T10:10:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=17388"},"modified":"2024-10-03T13:28:13","modified_gmt":"2024-10-03T11:28:13","slug":"tetti-verdi-e-orti-di-comunita-per-la-rigenerazione-urbana","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=tetti-verdi-e-orti-di-comunita-per-la-rigenerazione-urbana","title":{"rendered":"Tetti verdi e orti di comunit\u00e0 per la rigenerazione urbana"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Decarbonizzare, rigenerare, gentrificare, sono tra le parole chiave che hanno caratterizzato la VII edizione della<\/strong> <em><strong>Milano Green Week 2024.<\/strong><\/em> <strong>L\u2019evento \u201c<\/strong><em><strong>Coltiviamo case green per decarbonizzare la citt\u00e0<\/strong><\/em><strong>\u201d \u00e8 stato l\u2019occasione per illustrare alla cittadinanza un esempio ecologico di riqualificazione edilizia nella periferia milanese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/A.-Campiotti-Orti-3-ott.-24-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17396\" style=\"width:358px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/A.-Campiotti-Orti-3-ott.-24-5.png 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/A.-Campiotti-Orti-3-ott.-24-5-169x300.png 169w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/A.-Campiotti-Orti-3-ott.-24-5-397x705.png 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><br>Esempi di verde urbano. Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo scorso 26 settembre, nell\u2019ambito della <em><strong>Milano Green Week 2024<\/strong><\/em>, si \u00e8 tenuto il convegno dal titolo \u201c<em>Coltiviamo case green per decarbonizzare la citt\u00e0<\/em>\u201d, organizzato da <em>Prospecta Formazione<\/em> con il contributo di <em>Ricehouse<\/em>, allo scopo di divulgare i risultati di un esempio di riqualificazione edilizia in chiave green. L\u2019evento ha avuto luogo nel quartiere Barona della periferia sud-ovest di Milano, precisamente in Via Russoli, dove sorge un complesso di edilizia popolare di propriet\u00e0 dell\u2019Aler (Azienda Lombarda di Edilizia Residenziale) costruito negli anni \u201980 e composto da quattro torri che ospitano circa 200 alloggi. Tra il 2022 e il 2024, gli edifici sono stati riqualificati nell\u2019ambito di un progetto che ha visto la partecipazione di un partenariato misto tra pubblico e privato, a cui sono state aggiunte le risorse del Superbonus 110%, per un costo complessivo di 15 milioni di euro. Le torri sono state dotate di un cappotto termico per la coibentazione delle pareti esterne realizzato con un mix di materiali di origine naturale, costituito da legno e paglia di riso, provenienti da aziende agricole locali. Inoltre, sono stati migliorati i tetti e i lastrici solari, che hanno subito delle modifiche strutturali per ospitare giardini e orti urbani di comunit\u00e0 realizzati a 30 metri da terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019evento fosse rivolto in particolare ai professionisti del settore della bioedilizia &#8211; ingegneri, architetti, agronomi, geometri \u2013 ha riscontrato l\u2019interesse di un pubblico pi\u00f9 ampio, in quanto il programma ha previsto l\u2019alternanza di interventi e contributi da parte dei diversi stakeholders che operano nel campo della rigenerazione urbana: dagli attori istituzionali alle associazioni civiche, dal mondo delle imprese a quello delle startup. Ad aprire il convegno \u00e8 stato l\u2019assessore all\u2019ambiente e al verde del Comune di Milano Elena Grandi, che ha sottolineato la visione olistica alla base del progetto, in cui ampio spazio \u00e8 stato dedicato agli aspetti tecnici, senza tuttavia dimenticare i risvolti legati alla sostenibilit\u00e0 economica e sociale. A questo proposito, l\u2019architetto Tiziana Monterisi, CEO e co-fondatrice di <em>Ricehouse<\/em>, nonch\u00e9 tra le responsabili del progetto, ha ripercorso le tappe che hanno condotto alla realizzazione dell\u2019opera, mettendo in risalto l\u2019importanza che hanno avuto il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei condomini ai fini di una migliore riuscita dei lavori. L\u2019idea nasce nel 2014 ed \u00e8 ispirata alla riflessione dell\u2019artista Michelangelo Pistoletto, che, tramite la mostra <em>Terzo Paradiso \u2013 coltivare la citt\u00e0<\/em>, proponeva di avviare processi di rigenerazione urbana, massimizzando la presenza dell\u2019elemento naturale, per stimolare le persone ad una maggiore connessione con la natura. Riguardo gli aspetti tecnici dell\u2019opera, i relatori hanno spiegato che la realizzazione di pannelli prefabbricati di facile applicabilit\u00e0, ha consentito di operare in acrobatica, ovvero senza l\u2019ausilio di ponteggi, il che ha contribuito a comprimere fortemente i tempi e i costi dell\u2019intervento, oltre a ridurre lo stress per i condomini. Particolare attenzione \u00e8 stata rivolta all\u2019applicazione di accorgimenti finalizzati a migliorare l\u2019efficienza energetica degli edifici, che in questo modo risultano pi\u00f9 freschi in estate e pi\u00f9 caldi in inverno, comportando un minor ricorso ai sistemi di raffrescamento e riscaldamento dell\u2019aria. In entrambi i casi, si ottiene un risparmio in termini di energia elettrica, che si traduce anche in una riduzione delle emissioni di CO<sub>2 <\/sub>in atmosfera e in un risparmio economico in bolletta, utile a contrastare la povert\u00e0 energetica. A questo proposito, nel 2024 il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva \u201c<em>case green<\/em>\u201d, che dovr\u00e0 essere recepita dagli stati membri dell\u2019UE entro il maggio del 2026, con l\u2019obiettivo di ridurre i consumi energetici degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20\/22% entro il 2035.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo, e di altro ancora, si \u00e8 discusso nella tavola rotonda a chiusura dell\u2019evento, dove \u00e8 stato affrontato il tema della manutenzione necessaria a gestire i tetti verdi. I relatori hanno introdotto le principali differenze che caratterizzano i substrati delle coperture vegetali, che possono essere pi\u00f9 o meno profondi in relazione alle piante che dovranno ospitare: dai semplici prati melliferi, che richiedono 14 centimetri (tetto estensivo), alle specie arboree che hanno bisogno di 50 centimetri per sviluppare l\u2019apparato radicale (tetto intensivo). Pertanto, \u00e8 stato chiarito che, mentre un tetto verde non praticabile richiede un paio di interventi annui, gli orti sugli edifici necessitano di una manutenzione frequente, che peraltro pu\u00f2 essere gestita dai condomini stessi in una logica di <em>social housing<\/em>. In questo caso, una gestione condotta dagli inquilini contribuisce a promuovere il senso di appartenenza alla comunit\u00e0, ma allo stesso tempo rafforza la responsabilit\u00e0 di custodire gli spazi comuni, anche per contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive. \u00c8 stato sottolineato, inoltre, come gli orti urbani, realizzati in prossimit\u00e0 del suolo o sul tetto di un edificio, possano assumere la funzione di giardino terapeutico per persone affette da disabilit\u00e0 come autismo e Alzheimer, consentendo loro di entrare a contatto con la natura e contribuire a coltivarne i frutti. Alla domanda finale in merito alla possibilit\u00e0 di mangiare ortaggi e frutti prodotti in citt\u00e0, dove l\u2019aria \u00e8 spesso molto inquinata, il pubblico \u00e8 stato tranquillizzato, in quanto i prodotti sono stati analizzati, ed eccetto alcune verdure a foglia larga come gli spinaci, sono risultati perfettamente commestibili, a patto che non si dimentichi di effettuare la consueta pulizia con acqua corrente prima di servirli a tavola.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>_______________________<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-17388","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 anni fa","modified":"Aggiornato 2 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 03\/10\/2024","modified":"Aggiornato il 03\/10\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 03\/10\/2024 12:10","modified":"Aggiornato il 03\/10\/2024 13:28"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/17388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=17388"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=17388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}