{"id":17301,"date":"2024-09-24T11:01:30","date_gmt":"2024-09-24T09:01:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=17301"},"modified":"2024-09-24T12:20:20","modified_gmt":"2024-09-24T10:20:20","slug":"inquinamento-atmosferico-e-salute-umana-limportanza-di-migliorare-laria-che-respiriamo","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=inquinamento-atmosferico-e-salute-umana-limportanza-di-migliorare-laria-che-respiriamo","title":{"rendered":"Inquinamento atmosferico e salute umana: l\u2019importanza di migliorare l\u2019aria che respiriamo"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><br><strong>Polveri sottili, ozono, biossido di azoto, sono solo alcuni degli inquinanti atmosferici classificati dall\u2019OMS come nocivi per la salute umana, dal momento che causano ogni anno cinque milioni di vittime nel mondo. Investire sul miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria \u00e8 indispensabile per ottenere benefici di carattere sociale, economico e ambientale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquinamento-urbano-23-9-24-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17305\" style=\"width:auto;height:480px\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquinamento-urbano-23-9-24-1.png 500w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquinamento-urbano-23-9-24-1-288x300.png 288w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/inquinamento-urbano-23-9-24-1-36x36.png 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Veduta di Vienna. Foto di Alessandro Campiotti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>\u201cLe citt\u00e0 dovrebbero essere costruite in campagna; l\u2019aria l\u00ec \u00e8 pi\u00f9 salubre\u201d scriveva nel 1851 lo scrittore francese Jean Louis Commerson, esprimendo ironicamente un pensiero nostalgico sull\u2019avvento della rivoluzione industriale in Europa. Quasi due secoli dopo, l\u2019inquinamento atmosferico si conferma tra i principali problemi della societ\u00e0 contemporanea, causando ogni anno circa cinque milioni di decessi prematuri nel mondo, di cui oltre 250.000 in Unione Europea e 60.000 in Italia. A questo proposito, un recente rapporto dell\u2019Agenzia europea dell\u2019ambiente (EEA) sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, fotografa un diffuso inquinamento atmosferico sul territorio europeo, con evidenti picchi nelle aree urbane, dove la concentrazione dei principali inquinanti supera spesso le soglie limite stabilite dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS). Quest\u2019ultima ha classificato gli inquinanti dell\u2019aria in funzione della pericolosit\u00e0 per la salute umana, indicando tra i pi\u00f9 nocivi le polveri sottili come il particolato atmosferico (soprattutto PM2,5), e una serie di gas quali l\u2019ozono (O<sub>3<\/sub>), il biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>), l\u2019anidride solforosa (SO<sub>2<\/sub>) e l\u2019ammoniaca (NH<sub>3<\/sub>). Infatti, l\u2019esposizione prolungata nel tempo ad elevate concentrazioni di questi inquinanti pu\u00f2 incidere negativamente sulla salute umana, provocando principalmente malattie respiratorie e cardiovascolari sui soggetti pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene capiti di pensare che l\u2019inquinamento atmosferico sia imputabile in larga parte ai motori dei mezzi di trasporto e ai relativi gas di scarico, va chiarito che la sua formazione \u00e8 il risultato di un mix di numerose fonti di origine antropica e naturale. Tuttavia, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie e al progressivo inasprimento delle norme europee in materia di qualit\u00e0 dell\u2019aria, negli ultimi decenni \u00e8 stata rilevata una graduale riduzione delle concentrazioni di polveri sottili e gas nocivi. In Italia, per esempio, le emissioni di PM sono diminuite del 40% dal 1990, e la quota relativa al trasporto stradale \u00e8 scesa al 10%, mentre pi\u00f9 del 60% deriva dai processi industriali e dagli impianti di riscaldamento residenziali. Un\u2019ulteriore quota di inquinamento \u00e8 causata dal settore agricolo convenzionale e dagli allevamenti zootecnici intensivi, dove il massiccio impiego di prodotti chimici di sintesi e l\u2019alimentazione a cui sono sottoposti gli animali, causano un\u2019elevata produzione di metano e ammoniaca, due gas precursori di altri inquinanti come il PM e l\u2019ozono. Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, l\u2019inquinamento dell\u2019aria non riguarda solo l\u2019ambiente esterno, bens\u00ec anche gli ambienti interni delle nostre abitazioni, uffici e scuole. Basti pensare che la maggioranza della popolazione trascorre oltre l\u201980% della giornata in ambienti confinati, dove la scarsa ventilazione e il ridotto ricambio d\u2019aria favoriscono l\u2019aumento di concentrazione degli inquinanti <em>indoor<\/em>, tra i quali spiccano i composti organici volatili (VOC), sostanze chimiche ad elevata volatilit\u00e0 generate da una serie di fonti di uso comune come vernici, colle, stampanti, fumo di tabacco, prodotti per la pulizia, combustione del gas di cucine, stufe e camini.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, una maggiore attenzione da parte degli attori istituzionali nell\u2019attuazione di interventi di miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria non \u00e8 solo doverosa, ma, se ben gestita, pu\u00f2 comportare anche risvolti positivi dal punto di vista economico. A questo proposito, un recente studio sui rapporti tra inquinamento e salute pubblicato dalla rivista di ricerca medica <em>The Lancet<\/em>, ha stimato che negli USA dal 1970 al 2018 \u00e8 stato ottenuto un ritorno economico di circa 30 dollari per ogni dollaro investito per contenere l\u2019inquinamento atmosferico. L\u2019elevato moltiplicatore sarebbe legato al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione, che, ammalandosi meno, garantirebbe nel tempo la stessa produttivit\u00e0 lavorativa e graverebbe meno sui costi del sistema sanitario. Per tali ragioni, e su spinta delle politiche promosse dall\u2019UE all\u2019insegna della sostenibilit\u00e0 ambientale, nel dicembre del 2021 l\u2019Italia ha approvato il Programma nazionale per il controllo dell\u2019inquinamento atmosferico (PNCIA), individuando una serie di temi cruciali su cui intervenire con azioni concrete. Le principali soluzioni proposte riguardano l\u2019introduzione di limiti alla circolazione dei veicoli pi\u00f9 inquinanti, l\u2019incentivazione di interventi di efficientamento energetico degli edifici, l\u2019adozione di pratiche agricole sostenibili che vietino lo spandimento di liquami zootecnici e la combustione all\u2019aperto dei residui vegetali, la sostituzione degli impianti di riscaldamento residenziale basati sulle biomasse, la maggiore produzione di energie rinnovabili e la realizzazione di infrastrutture verdi urbane per favorire la fitodepurazione dell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Qualit\u00e0 dell\u2019Aria, Position Paper 2022, Gruppo di lavoro sul Goal 11 \u201cCitt\u00e0 e comunit\u00e0 sostenibili\u201d, maggio 2022;<\/p>\n\n\n\n<p>European Environmental Agency (EEA) <a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/topics\/in-depth\/air-pollution\">https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/topics\/in-depth\/air-pollution<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Programma Nazionale Controllo Inquinamento Atmosferico \u2013 PNCIA, https:\/\/www.mase.gov.it\/pagina\/programma-nazionale-controllo-inquinamento-atmosferico-pncia;<\/p>\n\n\n\n<p>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), Linee guida globali OMS sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria: Particolato (PM2,5 e PM10), ozono, biossido di azoto, anidride solforosa e monossido di carbonio. Sintesi. Copenaghen: OMS Ufficio Regionale per l\u2019Europa; 2022. Licenza: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.<\/p>\n\n\n\n<p>The Lancet Commission on pollution and health, The Lancet, Volume 391, Issue 10119, 2018, Pages 462-512, ISSN 0140-6736, https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0140-6736(17)32345-0.<\/p>\n\n\n\n<p>Vilcins D, Christofferson RC, Yoon JH, Nazli SN, Sly PD, Cormier SA, Shen G. Updates in Air Pollution: Current Research and Future Challenges. Ann Glob Health. 2024 Feb 1;90(1):9. doi: 10.5334\/aogh.4363. PMID: 38312715; PMCID: PMC10836163.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>__________________________<\/strong><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-17301","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 anni fa","modified":"Aggiornato 2 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 24\/09\/2024","modified":"Aggiornato il 24\/09\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 24\/09\/2024 11:01","modified":"Aggiornato il 24\/09\/2024 12:20"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/17301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=17301"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=17301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}