{"id":17055,"date":"2024-08-08T12:17:42","date_gmt":"2024-08-08T10:17:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=17055"},"modified":"2024-08-08T12:17:42","modified_gmt":"2024-08-08T10:17:42","slug":"1-agosto-2024-earth-overshoot-day","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=1-agosto-2024-earth-overshoot-day","title":{"rendered":"1\u00b0 agosto 2024: Earth Overshoot Day"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Alessandro Campiotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 1\u00b0 agosto ha segnato il giorno dell\u2019esaurimento delle risorse naturali prodotte dal pianeta per il 2024. In soli sette mesi l\u2019umanit\u00e0 ha consumato il budget ecologico di un anno, aprendo ufficialmente la strada a cinque mesi di deficit ecologico. Cosa fare per invertire questa tendenza? Cause e soluzioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"824\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17058\" style=\"width:681px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/image-2.png 1000w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/image-2-300x247.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/image-2-768x633.png 768w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/image-2-705x581.png 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso 1\u00b0 agosto \u00e8 stato l\u2019<em>Earth Overshoot Day <\/em>o Giorno del sovrasfruttamento terrestre, in cui abbiamo esaurito le risorse naturali generate dal pianeta per il 2024, e abbiamo iniziato ad utilizzare quelle necessarie per l\u2019anno successivo, andando in deficit ecologico. La data \u00e8 stata calcolata dal <em>Global Footprint Network<\/em> in base al rapporto su base annua tra la biocapacit\u00e0 globale, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di rigenerazione da parte degli ecosistemi, e l\u2019impronta ecologica umana, che misura il consumo di risorse naturali da parte dell\u2019uomo, il tutto moltiplicato per i 365 giorni dell\u2019anno. In soli sette mesi, l\u2019umanit\u00e0 ha consumato in media le risorse che il pianeta produce durante un intero anno, contribuendo allo sfruttamento e al degrado degli ecosistemi e producendo una serie di conseguenze negative, quali la deforestazione, la perdita di biodiversit\u00e0, il consumo di suolo, l\u2019inquinamento atmosferico e l\u2019aumento netto di emissioni di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>). <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impronta carbonica globale, che misura le emissioni di gas serraprodotte nel mondo dalle pi\u00f9 diverse fonti, \u00e8 tra i principali parametri utilizzati per stimare il grado di sfruttamento delle risorse naturali. A questo proposito, l\u2019ultimo rapporto pubblicato dall\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019energia (IEA) nel 2023, certifica che immettiamo in atmosfera una quantit\u00e0 di CO<sub>2 <\/sub>superiore a quella sequestrabile da parte degli ecosistemi, sfiorando i 40 miliardi di tonnellate annue. In una situazione di tale deficit ecologico, la naturale biocapacit\u00e0 del pianeta di rigenerarsi e fornire servizi ecosistemici diventa un fattore limitante, in quanto l\u2019area totale biologicamente produttiva, misurata in ettari globali (gha), risulta inferiore all\u2019area utilizzata dall\u2019uomo per la produzione dei pi\u00f9 diversi beni e servizi, come cibo, legname, energia, strade, infrastrutture, smaltimento rifiuti ecc. Il report stilato dai ricercatori del <em>Global Footprint Network<\/em> nel 2022, stima la biocapacit\u00e0 globale in 1,6 ettari pro capite, a fronte di un\u2019impronta ecologica di 2,8 ettari, con un deficit netto annuo di -1,2 ettari biologicamente produttivi. Di questo passo, con uno sfruttamento del 170% annuo delle risorse naturali, risulta sempre pi\u00f9 difficile la sfida dell\u2019inversione di marcia. Eppure, l\u2019<em>Overshoot Day<\/em> non ha sempre rappresentato una preoccupazione per la societ\u00e0. Fino agli anni \u201960, il rapporto tra biocapacit\u00e0 e impronta ecologica era sostanzialmente in equilibrio, basti pensare che nel 1974 questa giornata cadeva solo il 30 novembre, con appena un mese di anticipo rispetto alla fine dell\u2019anno. Successivamente la tendenza al sovrasfruttamento terrestre \u00e8 andata gradualmente aumentando, anticipando ogni anno il giorno dell\u2019<em>Overshoot<\/em>, per arrivare al 1\u00b0 agosto di quest\u2019anno, un giorno prima del 2023. Tuttavia, va ricordato che non tutti i paesi contribuiscono allo stesso modo all\u2019impronta ecologica globale. L\u2019Italia, per esempio, \u00e8 tra gli stati a pi\u00f9 elevato debito ecologico, dal momento che nel 2024 ha raggiunto l\u2019<em>Overshoot<\/em> appena il 19 maggio, consumando risorse naturali al ritmo di 2,6 pianeti in un anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante i numeri esprimano chiaramente quanto l\u2019elemento antropico stia agendo a discapito di quello naturale, per cercare di invertire questa tendenza, il <em>Global Footprint Network<\/em> ha posto all\u2019attenzione degli stati e delle opinioni pubbliche una strategia di interventi costruita toccando cinque aree chiave: citt\u00e0, energia, cibo, popolazione, pianeta. Le soluzioni proposte, in linea con l\u2019Agenda 2030 dell\u2019ONU sullo sviluppo sostenibile, vanno dalla conservazione della natura alla tutela della biodiversit\u00e0, dall\u2019agricoltura rigenerativa alla pesca sostenibile, dalla riduzione del consumo di carne al contenimento dello spreco alimentare, dal potenziamento delle energie rinnovabili al risparmio energetico. Per fare qualche esempio pratico, una riduzione del 50% dello spreco alimentare globale, oggi pari a 1,3 miliardi di tonnellate annue, consentirebbe di guadagnare 13 giorni sul calendario dell\u2019<em>Overshoot<\/em>, mentre il dimezzamento del consumo di carne farebbe guadagnare altri 17 giorni. Tuttavia, la problematica che pi\u00f9 di altre contribuisce all\u2019impatto antropico sul pianeta sono le emissioni di CO<sub>2 <\/sub>in atmosfera, il cui taglio del 50% su scala globale si tradurrebbe in uno spostamento in avanti dell\u2019<em>Overshoot Day <\/em>di ben tre mesi, raggiungendo all\u2019incirca i livelli di mezzo secolo fa.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.wwf.it\/\">https:\/\/www.wwf.it\/<\/a> &nbsp;Il 1\u00b0 agosto 2024 \u00e8 l\u2019Overshoot Day globale.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/overshoot.footprintnetwork.org\/.\">https:\/\/overshoot.footprintnetwork.org\/.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Global Footprint Network, Estimating the Date of Earth Overshoot Day 2022.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Foto di intestazione: <em>Global Footprint Network www.footprintnetwork.org<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-17055","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 anni fa","modified":"Aggiornato 2 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 08\/08\/2024","modified":"Aggiornato il 08\/08\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 08\/08\/2024 12:17","modified":"Aggiornato il 08\/08\/2024 12:17"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/17055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=17055"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=17055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}