{"id":16401,"date":"2024-05-07T13:58:51","date_gmt":"2024-05-07T11:58:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=16401"},"modified":"2024-05-07T14:15:15","modified_gmt":"2024-05-07T12:15:15","slug":"nella-testa-di-un-gatto","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=nella-testa-di-un-gatto","title":{"rendered":"&#8220;Nella testa di un gatto&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p> di&nbsp;<em>Anna Cortelazzo<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:210px\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"702\" height=\"1030\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Nella-testa-di-un-gatto-Serra-702x1030.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16402\" style=\"width:156px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Nella-testa-di-un-gatto-Serra-702x1030.jpg 702w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Nella-testa-di-un-gatto-Serra-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Nella-testa-di-un-gatto-Serra-480x705.jpg 480w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Nella-testa-di-un-gatto-Serra.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un articolo di<\/em> di&nbsp;<em>Anna Cortelazzo<\/em> pubblicato il 2 maggio 2024 sul &#8220;Bo Live&#8221; dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Prima di cominciare a recensire&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.carocci.it\/prodotto\/nella-testa-di-un-gatto\"><em>Nella testa di un gatto<\/em><\/a>&nbsp;di Jessica Serra (edito da Carocci) devo confessare una mia debolezza: sono una gattara impenitente, non a livello di quella dei Simpson ma poco ci manca. Il primo libro sui gatti l\u2019ho comprato a 8 anni, quando non sapevo nulla sul concetto di affidabilit\u00e0 delle fonti, e credevo che ogni autore meritevole di finire sugli scaffali di una libreria fosse qualificato per parlare dell\u2019argomento. Non ricordo sulla base di che criterio avessi scelto proprio quel libro, probabilmente mi piaceva il gatto sulla copertina, ma in ogni caso era di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/il-gatto-desmond-morris\/\">Desmond Morris<\/a>: quando si dice cadere in piedi.<br>Da allora ci sono stati tanti libri e tanti gatti (miei o degli amici che d\u2019estate me li affidavano), ma anche tante domande pi\u00f9 o meno dilettevoli che mi venivano poste. Una di queste mi ha messo un po\u2019 in crisi: ma un gatto d\u2019appartamento riuscirebbe a cavarsela se l\u2019essere umano si estinguesse?<\/p>\n\n\n\n<p>So che molti gattofili (pi\u00f9 tecnicamente: ailurofili) risponderebbero che con quegli occhioni qualsiasi felino domestico riuscirebbe a convincere anche un topo a sacrificarsi e trasformarsi in delizioso pranzetto, ma sottovalutare l\u2019istinto di sopravvivenza di altre specie mi sembra francamente azzardato. Bene, nel libro di Jessica Serra ho trovato la risposta, ma ne parliamo dopo.<br><strong>Serra \u00e8 un\u2019etologa francese specializzata in cognizione animale che per anni ha condotto il programma televisivo&nbsp;<em>La vie secr\u00e8te del chats<\/em>. L\u2019abitudine a frequentare diversi canali di comunicazione risulta evidente<\/strong>&nbsp;dallo stile del libro, da cui emerge la capacit\u00e0 dell&#8217;autrice di tradurre concetti scientifici complessi in una prosa accessibile e coinvolgente, rendendo la lettura avvincente per chiunque sia interessato alla mente dei felini, anche se non ha conoscenze etologiche pregresse. Con una combinazione di rigore scientifico e passione per il soggetto,&nbsp;<em>Nella testa di un gatto<\/em>&nbsp;ci offre un nuovo modo di guardare i nostri amici a quattro zampe, invitandoci a esplorare il loro mondo con occhi nuovi e una mente aperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono citate anche le ricerche pi\u00f9 recenti, e questo spiega perch\u00e9 sono riuscita a trovare informazioni che non conoscevo, anche se sono solita piantonare le pubblicazioni scientifiche sull\u2019argomento. Inoltre lo sguardo di un\u2019etologa molto concentrata sull\u2019aspetto evolutivo e sulla filogenesi permette di fare collegamenti fuori dalla portata dei semplici appassionati come me.&nbsp;<strong>Spesso Serra, pur precisando che non ci sono ancora articoli scientifici su determinati temi<\/strong>&nbsp;(i cani sono da sempre&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/come-cane-gatto-anche-ricerca\">pi\u00f9 studiati dei gatti<\/a>&nbsp;perch\u00e9 sono considerati pi\u00f9 collaborativi)&nbsp;<strong>ci restituisce le sue idee personali, ovviamente motivandole,<\/strong>&nbsp;e queste ipotesi suonano molto plausibili: le prendiamo per buone in attesa che, come lei si auspica, vengano confermate dai ricercatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo suona piuttosto riduttivo, per due motivi: il primo \u00e8 che\u00a0<strong>non si parla soltanto di gatti, ma anche di ricerche su altri animali<\/strong>, come la storia di Santino, di cui\u00a0abbiamo scritto\u00a0anche noi. Molto toccante \u00e8 il punto in cui Serra cerca di rispondere alla domanda sulla consapevolezza della morte, che il gatto non avrebbe, a differenza dei gorilla. Serra riporta le parole di Coco, una gorilla addestrata a parlare nella lingua dei segni: quando le chiesero dove andavano i gorilla dopo la morte, lei rispose \u201cBuco comodo, addio\u201d e alla domanda su come si sentono i gorilla quando muoiono, nonostante i suggerimenti dell\u2019assistente (\u201cfelici, tristi, spaventati\u201d) Coco rispose \u201cassonnati\u201d. Il gatto invece sente la mancanza di umani e altri animali familiari che sono deceduti, ma a differenza dello scimpanz\u00e9 non riesce probabilmente a comprendere che non torneranno pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, il testo si amplia in digressioni storico sociali, raccontando per esempio\u00a0come \u00e8 avvenuta la domesticazione, come se la passavano i gatti (non necessariamente neri) negli anni bui del Medioevo, quando erano perseguitati perch\u00e9 associati alle presunte streghe e hanno addirittura sfiorato l\u2019estinzione, altre curiosit\u00e0 storiche come l\u2019assedio di Pelusio, quando i persiani attaccarono 600 gatti ai loro scudi e gli Egizi rinunciarono al combattimento (ma non fatevi ingannare: \u00e8 vero che per gli Egizi i gatti erano sacri, ma in virt\u00f9 di questo alcuni di loro venivano allevati appositamente per essere sacrificati a Bastet) e, per finire,\u00a0incursioni letterarie e cinematografiche\u00a0(a proposito, se ve lo steste chiedendo, i gatti preferiscono la musica rock, veloce e acuta, rispetto alla musica melodica)&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/testa-gatto\"><em><strong>Legg<\/strong><\/em>i <strong><em>tutto l&#8217;articolo <\/em><\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-16401","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 anni fa","modified":"Aggiornato 2 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 07\/05\/2024","modified":"Aggiornato il 07\/05\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 07\/05\/2024 13:58","modified":"Aggiornato il 07\/05\/2024 14:15"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/16401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=16401"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=16401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}