{"id":16248,"date":"2024-04-10T14:09:59","date_gmt":"2024-04-10T12:09:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?post_type=openpublish_article&#038;p=16248"},"modified":"2024-04-12T12:59:33","modified_gmt":"2024-04-12T10:59:33","slug":"la-biodiversita-per-linnovazione-e-la-resilienza-nei-sistemi-agroalimentari","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=la-biodiversita-per-linnovazione-e-la-resilienza-nei-sistemi-agroalimentari","title":{"rendered":"La biodiversit\u00e0 per l&#8217;innovazione e la resilienza nei sistemi agroalimentari"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefania De Pascale<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:250px\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"498\" height=\"348\" src=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/biodiversitaagro-alimentare.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16251\" style=\"width:240px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/biodiversitaagro-alimentare.jpg 498w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/biodiversitaagro-alimentare-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><em>Un articolo di Stefania De Pascale pubblicato il 10 aprile 2024 <\/em>su GeorgofiliINFO<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>l termine biodiversit\u00e0, usato in molteplici circostanze e talvolta abusato, \u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice parola alla moda. Questo concetto, cruciale in ecologia, si riferisce alla vasta variet\u00e0 delle forme di vita ed \u00e8 stato introdotto dall&#8217;entomologo Edward O. Wilson nel 1986. La biodiversit\u00e0 abbraccia la variabilit\u00e0 genetica entro le specie, la diversit\u00e0 tra specie diverse e la variet\u00e0 degli ecosistemi. Questa diversit\u00e0 biologica \u00e8 vitale per la resilienza e la sopravvivenza delle specie e degli ecosistemi, permettendo loro di adattarsi ai cambiamenti e alle perturbazioni ambientali. Tuttavia, l&#8217;interpretazione comune di biodiversit\u00e0 spesso ignora la sua estensione, limitandosi all\u2019agrobiodiversit\u00e0, ovvero alla variet\u00e0 di piante coltivate e animali domestici, che rappresenta solo una piccola frazione della biodiversit\u00e0 complessiva seppure di vitale importanza. L\u2019agrobiodiversit\u00e0 si riferisce al patrimonio di risorse genetiche vegetali, animali e microbiche, prodotto dal lavoro di generazioni di agricoltori e allevatori che, dall&#8217;alba dell&#8217;agricoltura, hanno selezionato, domesticato e trasferito specie da diverse zone geografiche per ottenere prodotti utili all\u2019uomo.<br>La cosiddetta Rivoluzione Verde (1940-1970) ha segnato un\u2019epoca di industrializzazione agricola con incrementi produttivi notevoli, ma a spese di un elevato consumo energetico e di una riduzione della diversit\u00e0 agroalimentare. La biodiversit\u00e0 delle colture \u00e8 stata particolarmente compromessa: secondo la FAO nel corso del XX secolo abbiamo perso il 75% delle variet\u00e0 di colture disponibili. Oggi, il sistema agroalimentare mondiale si affida a un numero molto limitato di specie: meno di 200 delle 6000 coltivate per la produzione di cibo contribuiscono significativamente all&#8217;approvvigionamento alimentare globale, con solo 9 specie che dominano la produzione (rappresentando il 66% della produzione totale).<br>La storia ha mostrato gli effetti catastrofici di epidemie su colture geneticamente uniformi, come la carestia della patata in Irlanda nel 1845 o l&#8217;epidemia di\u00a0<em>Bipolaris maydis<\/em>\u00a0negli Stati Uniti nel 1970. Esempi recenti in Italia includono il punteruolo rosso della palma (<em>Rhynchophorus ferrugineus<\/em>), che dal 2005 si \u00e8 diffuso in Italia soprattutto lungo la linea costiera trovando la sua via tra i filari di palme, o la\u00a0<em>Xylella fastidiosa<\/em>\u00a0che ha infettato ventuno milioni di ulivi pugliesi, coprendo ottomila chilometri quadrati, circa il 40% del territorio regionale. Secondo la FAO, inoltre, molti effetti negativi del cambiamento climatico sulle piante hanno parassiti come intermediari; la presenta di insetti benefici, diminuita dell&#8217;80% negli ultimi tre decenni, sta aumentando il rischio di invasioni di insetti dannosi. Un esempio chiaro di quest\u2019ultimo fenomeno sta avvenendo in modo drammatico nell&#8217;Africa orientale dove negli ultimi decenni avvengono infestazioni di locuste senza precedenti.<br>Su scala globale nel breve e lungo periodo, l&#8217;agricoltura dovr\u00e0 aumentare del 60-70% la produzione alimentare per sfamare una popolazione in crescita, prevista a 9,7 miliardi entro il 2050; dovr\u00e0 farlo nel rispetto delle risorse naturali e della salute dei consumatori, in un contesto in cui la gran parte dei terreni utilizzabili \u00e8 gi\u00e0 coltivato e affrontando i sempre pi\u00f9 pressanti temi del degrado ambientale e del cambiamento climatico. In estrema sintesi, l&#8217;agricoltura deve aumentare la produzione in modo sostenibile, evitando l\u2019ulteriore conversione di foreste e boschi in terreni coltivati ma concentrandosi sui terreni coltivati attraverso l&#8217;intensificazione moderata, l&#8217;adattamento e il trasferimento di tecnologie, nei paesi a bassa resa e il miglioramento tecnologico globale nei paesi ad agricoltura avanzata inserendo \u00abpi\u00f9 conoscenza per ettaro\u00bb, traendo vantaggio dai progressi della ricerca.<br>In questo scenario, l&#8217;agrobiodiversit\u00e0 rappresenta un fattore chiave per la sostenibilit\u00e0 e la resilienza dei sistemi agricoli, con contributi quali la diversit\u00e0 genetica per l&#8217;adattamento delle colture ai cambiamenti climatici e la resistenza a malattie e parassiti, la diversit\u00e0 delle colture (specie e variet\u00e0) per la stabilit\u00e0 delle produzioni e il mantenimento della fertilit\u00e0 dei suoli e la diversit\u00e0 degli agroecosistemi per garantire i servizi ecosistemici e la sicurezza alimentare.<br>L&#8217;agrobiodiversit\u00e0, infatti, rappresenta una riserva genetica per lo sviluppo di variet\u00e0 adattate alle sfide future. Le biotecnologie avanzate, note come Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) quali la cisgenesi e il genome editing, offrono metodi per migliorare geneticamente le colture in modo mirato e rapido. Diete variegate, basate su diverse colture, non solo sono pi\u00f9 nutrienti, ma sostengono anche la sicurezza alimentare delle comunit\u00e0 locali e la conservazione di sapori e saperi tipici e tradizionali. Le comunit\u00e0 rurali hanno spesso una profonda conoscenza della gestione di razze e variet\u00e0 locali che \u00e8 legata allo sviluppo sostenibile dei territori. L\u2019agricoltura sostenibile e biodiversa non solo \u00e8 vantaggiosa per l\u2019ambiente, ma anche dal punto di vista economico, offrendo opportunit\u00e0 di differenziare il prodotto e di mitigare il rischio associato al mercato dei prodotti di massa.<br>In definitiva, la sfida \u00e8 di intensificare l&#8217;agricoltura concentrandosi sulla sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica, incorporando pi\u00f9 conoscenza e tecnologia per ettaro, secondo le indicazioni dell&#8217;Unione Europea. La formazione, la didattica, la ricerca e il trasferimento tecnologico giocano un ruolo fondamentale nel realizzare questa forma di intensificazione, puntando a un\u2019avanzata comprensione e applicazione di scienza e tecnologia. Proteggere e valorizzare l&#8217;agrobiodiversit\u00e0 \u00e8 un elemento strategico. Essa consente agli agricoltori di adattarsi ai cambiamenti climatici e di modellare i loro sistemi agricoli in modi sostenibili e resilienti. Il ruolo della politica \u00e8 determinante nel promuovere pratiche che preservino la biodiversit\u00e0, attraverso incentivi e interventi strategici. L\u2019adozione di approcci partecipativi pu\u00f2 sfruttare la diversit\u00e0 locale per sviluppare sistemi agricoli pi\u00f9 robusti. Le accademie, infine, hanno il compito di creare sinergie tra istituzioni, imprese, tecnici e consumatori, nonch\u00e9 di comunicare efficacemente la scienza, ricordando che l&#8217;innovazione spesso affonda le radici nella tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.georgofili.info\/contenuti\/la-biodiversita-per-linnovazione-e-la-resilienza-nei-sistemi-agroalimentari\/29751\">L&#8217;articolo su GeorgofiliINFO<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-16248","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=11","display_name":"Myname"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 2 anni fa","modified":"Aggiornato 2 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 10\/04\/2024","modified":"Aggiornato il 12\/04\/2024"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 10\/04\/2024 14:09","modified":"Aggiornato il 12\/04\/2024 12:59"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/16248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=16248"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=16248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}