{"id":12731,"date":"2022-10-13T10:18:12","date_gmt":"2022-10-13T10:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/grotta-di-fumane-neanderthal-e-sapiens-si-incontrano\/"},"modified":"2022-10-13T10:18:12","modified_gmt":"2022-10-13T10:18:12","slug":"grotta-di-fumane-neanderthal-e-sapiens-si-incontrano","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=grotta-di-fumane-neanderthal-e-sapiens-si-incontrano","title":{"rendered":"Grotta di Fumane:  Neanderthal e Sapiens si incontrano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2022 nell&rsquo;ambito del Festival della Terra, abbiamo colto un&rsquo;occasione importante per conoscere da vicino i risultati emersi dagli ultimi studi effettuati sui reperti archeologici rinvenuti nella grotta di Fumane. Fumane \u00e8 un comune provincia di Verona. L&rsquo;area \u00e8 geograficamente localizzata in Valpolicella a nord ovest rispetto al capoluogo e, come grotta Broion sui Berici in provincia di Vicenza, risulta frequentata fin dal paleolitico inferiore. Il substrato \u00e8 costituito da rocce calcaree stratificate appartenenti al mesozoico in particolare Giurassico e Cretaceo. La grotta \u00e8 di origine carsica.<br \/>Il primo intervento nel sito fu compiuto nel 1964 dal Museo Civico di Storia Naturale di Verona su sollecito del Maestro Giovanni Solinas. &nbsp;Infatti i lavori dell&rsquo;allargamento della vecchia carrozzabile per Molina avevano causato l&rsquo;esposizione di una sezione stratigrafica con ossa e selci scheggiate.<br \/>Il Professor Pasa intuendo l&rsquo;importanza dei reperti fece arretrare gli scavi di qualche metro per salvaguardare gli affioramenti. Gli studi furono ripresi solo nel 1988 dagli studiosi dell&rsquo;Universit\u00e0 di Ferrara, quando parte degli strati pi\u00f9 antichi erano stati saccheggiati con l&rsquo;asportazione di ossa e reperti litici. Il crollo della volta della grotta ha permesso la prosecuzione degli studi. Attualmente il cantiere \u00e8 sistematicamente attivo da pi\u00f9 di vent&rsquo;anni e indaga contemporaneamente con diversi approcci: stratigrafico in settori di scavo diversi, cronologico e culturale. Le operazioni di scavo e il trattamento successivo dei materiali sono molto importanti per recuperare i materiali rinvenuti che diventano oggetto di studio con l&rsquo;uso delle pi\u00f9 recenti tecnologie.<br \/>La nostra visita guidata inizia proprio con la parola tecnologia che in ambito preistorico potrebbe stupire ma, anche i bambini presenti, sanno cosa significa scheggiare la selce per farne strumenti per tagliare, raschiare, sezionare.<br \/>Nel PaleoCenter, Letizia, questo \u00e8 il nome della nostra giovane guida, racconta che il suo ruolo nel laboratorio della Facolt\u00e0 di Archeologia dell&rsquo;Universit\u00e0 di Ferrara \u00e8 proprio quello di riprodurre le tecniche di lavorazione litica. In particolare l&rsquo;obiettivo \u00e8 individuare differenze e analogie nei reperti provenienti da strati con diversa datazione, riconducibili quindi a culture e abilit\u00e0 differenti. Ci presenta due tecniche di scheggiatura riconducibili una all&rsquo;uomo di Neanderthal e una al Sapiens. Nell&rsquo;area la pietra scheggiata \u00e8 la selce, abbondante nei livelli stratigrafici presenti. La selce tende a concentrarsi in lenti estremamente compatte e pressoch\u00e9 inattaccabili dagli agenti atmosferici, peculiarit\u00e0 che, insieme alla durezza e alla frattura concoide ne hanno fatto il materiale principe delle prime industrie litiche.<br \/>La prima tecnica di scheggiatura denominata &ldquo;Levallois&rdquo; dal nome della cittadina francese dove le pietre scheggiate sono state individuate e studiate, \u00e8 una tecnica che appartiene a tutte le comunit\u00e0 Neanderthaliane nel continente Eurasiatico con reperti datati fin da pi\u00f9 di 100.00 anni fa. Letizia dice come in laboratorio abbia imparato a ottenere da un nodulo di selce strumenti impugnabili e utilizzabili per tagliare, sezionare, raschiare.<br \/>La seconda tecnica \u00e8 quella chiamata &ldquo;a punta affilata&rdquo; attribuita ai Sapiens e via via perfezionata. Gli strumenti ottenuti con questa tecnica di scheggiatura sono adatti a fare da punta di un coltello o di una lancia. Chi la impugna \u00e8 quindi in grado di colpire una preda senza avvicinarsi troppo.<br \/>Letizia mette comunque in rilievo che le tecniche hanno entrambe una notevole efficacia per ottenere il risultato voluto e non manca di sottolineare quanto esercizio e impegno le sia costato utilizzare le mani per ottenere una scheggiatura simile mettendo in conto anche qualche ferita! L&rsquo;abilit\u00e0 dei due cugini paleolitici era dunque equiparabile e il risultato funzionale agli scopi perseguiti. Una visita al PaleoCenter con le diverse ricostruzioni completa la conoscenza di questi manufatti e delle strategie utilizzate per assicurare le lame e le punte a un manico con collanti costituiti da resine, bitume, grasso animale e argille. La guida mostra poi la ricostruzione del reperto pi\u00f9 famoso della grotta, quello che viene chiamato lo sciamano. Con ogni probabilit\u00e0, considerata la posizione in cui \u00e8 stato rinvenuto, si tratta di una rappresentazione iconica realizzata sulla volta della grotta. Questo particolare si comprende meglio all&rsquo;interno della grotta stessa che \u00e8 un vero e proprio cantiere di lavoro con impalcature e teloni dove ciascuno strato \u00e8 campionato e datato meticolosamente.<br \/>I cartelloni esposti all&rsquo;interno della grotta comparano i cugini homo, le loro tecnologie, la fauna che li accompagnava. Ci soffermiamo in particolare sull&rsquo;utilizzo delle penne remiganti come abbellimento, in uso tuttora in diverse civilt\u00e0 di nativi. Gli studi al microscopio dei reperti ossei come l&rsquo;ulna di diversi uccelli rapaci mettono in evidenza le tracce di avulsione delle penne stesse. Elemento pi\u00f9 volte condiviso dalla guida e dai presenti \u00e8 che le specie umane nella preistoria erano nomadi, migravano in cerca di ambienti favorevoli; l&rsquo;aspetto e la complessione fisici erano strettamente legati al clima, non dimentichiamo che il Neanderthal ha vissuto a cavallo dell&rsquo;ultima era glaciale chiamata Wurm, e la sua struttura che oggi definiamo tarchiata era funzionale a una minor dispersione del calore corporeo. La teca cranica aveva un volume maggiore della nostra, anche questo fattore garantiva una maggiore protezione dell&rsquo;encefalo dal freddo. Gli studi attualmente danno per certo che i cugini hanno convissuto. Letizia afferma &ldquo;hanno fatto l&rsquo;amore ma non ci sono dati a conferma che abbiano fatto la guerra&rdquo;. Certo \u00e8 che nel nostro DNA abbiamo qualche filamento, eredit\u00e0 del Neanderthal. A noi piace pensare che il Sapiens non sia responsabile dell&rsquo;estinzione del cugino del quale continuiamo a studiare le caratteristiche fisiche, l&rsquo;ambiente di vita, la cultura.<\/p>\n<p><em>Alberta Vittadello e Giuseppina Vittadello<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12732,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12731","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/grotta-Fumane.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 4 anni fa","modified":"Aggiornato 4 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 13\/10\/2022","modified":"Aggiornato il 13\/10\/2022"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 13\/10\/2022 10:18","modified":"Aggiornato il 13\/10\/2022 10:18"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12731","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12731"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}