{"id":12604,"date":"2021-04-25T09:24:26","date_gmt":"2021-04-25T09:24:26","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/lunione-europea-accelera-verso-la-neutralita-climatica\/"},"modified":"2021-04-25T09:24:26","modified_gmt":"2021-04-25T09:24:26","slug":"lunione-europea-accelera-verso-la-neutralita-climatica","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=lunione-europea-accelera-verso-la-neutralita-climatica","title":{"rendered":"L\u2019Unione europea accelera verso la neutralit\u00e0 climatica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&rsquo;Unione europea fissa i nuovi target: riduzione del 55 per cento delle emissioni di CO2 entro il 2030 e raggiungimento della neutralit\u00e0 climatica al 2050<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#39;Unione europea ha definito i nuovi target che prevedono la riduzione, dal 40 al 55 per cento, delle emissioni di CO<sub>2 <\/sub>entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e l&rsquo;obbligo di raggiungere la neutralit\u00e0 climatica al 2050 (Figura 1). \u00c8 stato inoltre istituito un organismo scientifico indipendente dall&rsquo;Ue con il compito di monitorare i progressi che si faranno di qui ai prossimi quattro anni. I nuovi obiettivi dovranno ora passare per il vaglio del Consiglio dell&rsquo;Unione europea e dell&rsquo;Europarlamento. Raggiungere la neutralit\u00e0 climatica dell&rsquo;Unione europea costituisce un obiettivo cardine nella lotta al cambiamento climatico, nonostante <strong>il contributo in termini di emissioni di CO<sub>2<\/sub> da parte degli Stati membri dell&rsquo;Ue rappresenti solo il 7 per cento delle emissioni globali di gas serra<\/strong>. Attualmente, i settori dove si registrano maggiori emissioni di CO<sub>2 <\/sub>sono: trasporti, industria, energia, edilizia e agricoltura; con una significativa parte delle emissioni dovute al consumo di combustibili fossili, che rappresentano ancora oggi l&rsquo;80 per cento delle emissioni totali di gas serra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12603\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/graf_0.png\" style=\"width: 550px; height: 399px;\" width=\"658\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/graf_0.png 658w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/graf_0-300x217.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><\/p>\n<p>Figura 1. Percorso dell&#39;Unione europea verso la neutralit\u00e0 climaticanel periodo 1990-2050(Commissione Europea, COM(2020) 562 <em>final<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#39;IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) il sequestro del carbonio nel suolo di terreni coltivati e praterie ha una capacit\u00e0 potenziale di mitigazione pari a 0,4-8,6 CO2-eq\/anno. A questo proposito, la Commissione europea ha confermato la proposta di revisione del <strong>regolamento LULUCF<\/strong><strong>(<em>Land-Use, Land-Use Change and Forestry<\/em>)<\/strong>, relativo all&rsquo;inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra derivanti dall&rsquo;uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura, stabilendo il tetto di 225 Mt di CO<sub>2<\/sub> equivalenti al contributo degli assorbimenti della CO<sub>2<\/sub> dalle foreste. La velocit\u00e0 di accumulo di CO<sub>2<\/sub> nell&#39;atmosfera pu\u00f2 essere infatti ridotta anche grazie al fenomeno della fotosintesi clorofilliana che fissa la CO<sub>2<\/sub> atmosferica sotto forma di carbonio nella vegetazione e nel suolo. Il settore primario dovr\u00e0 inoltre seguire gli obiettivi delineati dal <strong><em>Green Deal<\/em><\/strong>, che prevedono l&rsquo;impiego di pratiche agricole e tecniche di allevamento pi\u00f9 sostenibili e la diffusione di tecnologie pi\u00f9 efficienti sotto il profilo energetico per raggiungere zero emissioni entro il 2050. Un contributo importante arriver\u00e0 poi dalla penetrazione delle energie rinnovabili, dal momento che l&rsquo;energia elettrica rappresenta ormai la fonte pi\u00f9 efficiente dal punto di vista dei costi e dell&rsquo;impatto ambientale. Le previsioni della Commissione europea indicano che al 2030 la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili dovrebbe almeno raddoppiare rispetto ai livelli attuali, passando dal 32 per cento a circa il 65 per cento. Le rinnovabili sono anche al centro dei programmi europei volti a conseguire il decentramento dell&rsquo;energia mediante lo sviluppo delle &ldquo;comunit\u00e0 energetiche&rdquo; che consentiranno di produrre e condividere energia e contribuiranno a creare nuova occupazione a livello locale. Nel quadro della lotta al cambiamento climatico particolare rilevanza assume il <strong>recente annuncio del Presidente degli Stati Uniti Biden<\/strong>, che ha confermato il proprio impegno nel ridurre le emissioni di CO<sub>2<\/sub> del 25 &ndash; 28 per cento entro il 2025 e di rientrare presto nell&rsquo;Accordo di Parigi. Un segnale importante arriva anche dall&rsquo;Unfccc (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), che ha invitato i governi partecipanti alla prossima <strong>COP26<\/strong>, presieduta dal Regno Unito &ndash; si terr\u00e0 a Glasgow dall&rsquo;1 al 12 novembre &ndash; a inserire l&rsquo;alfabetizzazione climatica nei programmi scolastici in tutto il mondo. L&rsquo;Italia collaborer\u00e0 con il Regno Unito ospitando i lavori preparatori della Conferenza sui cambiamenti climatici e l&rsquo;evento dedicato ai giovani <strong>&ldquo;Youth4Climate 2020: Driving Ambition&rdquo;<\/strong>, che si svolgeranno il prossimo autunno a Milano.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Un traguardo climatico 2030 pi\u00f9 ambizioso per l&#39;Europa. Investire in un futuro a impatto climatico zero nell&rsquo;interesse dei cittadini. Commissione Europea, COM(2020) 562 <em>final<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Net-Zero Europe. November 2020. McKinsey &amp; Company. www.mckinsey.com.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12605,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12604","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/co2_0.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 5 anni fa","modified":"Aggiornato 5 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 25\/04\/2021","modified":"Aggiornato il 25\/04\/2021"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 25\/04\/2021 09:24","modified":"Aggiornato il 25\/04\/2021 09:24"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12604"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}