{"id":12592,"date":"2021-03-18T14:56:52","date_gmt":"2021-03-18T14:56:52","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/natural-based-solutions-soluzioni-naturali-per-citta-piu-verdi-e-sostenibili\/"},"modified":"2021-03-18T14:56:52","modified_gmt":"2021-03-18T14:56:52","slug":"natural-based-solutions-soluzioni-naturali-per-citta-piu-verdi-e-sostenibili","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=natural-based-solutions-soluzioni-naturali-per-citta-piu-verdi-e-sostenibili","title":{"rendered":"Natural Based Solutions: soluzioni naturali per citt\u00e0 pi\u00f9 verdi e sostenibili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il patrimonio edilizio globale raddoppier\u00e0 entro il 2060 e tale crescita richieder\u00e0 una maggiore domanda di aria condizionata. Le NBS (Natural Based Solutions) rappresentano una soluzione naturale per contrastare l&rsquo;aumento della domanda di elettricit\u00e0 e le emissioni di gas serra derivanti dalla climatizzazione degli edifici<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore dell&rsquo;edilizia \u00e8 responsabile del 36 per cento del consumo finale di energia e del 39 per cento delle emissioni di biossido di carbonio a livello globale, di cui l&rsquo;11 per cento deriva dalla produzione di materiali da costruzione come acciaio, cemento e vetro. Secondo il <a href=\"http:\/\/wedocs.unep.org\/bitstream\/handle\/20.500.11822\/30950\/2019GSR.pdf?sequence=1&amp;isAllowed=y\"><strong>&ldquo;Rapporto sullo stato globale del 2019 per edifici e costruzioni&rdquo;<\/strong><\/a>, realizzato dalla <strong><em>Global alliance for buildings and construction <\/em>(<a href=\"https:\/\/globalabc.org\/\">GlobalAbc<\/a>)<\/strong>, la principale fonte di consumo di energia negli edifici \u00e8 costituita dagli impianti di aria condizionata (AC), utilizzati per il raffreddamento degli ambienti interni e che utilizzano energia elettrica generata prevalentemente da fonti fossili. A tal proposito, un recente&nbsp;<strong>rapporto pubblicato dall&rsquo;Agenzia internazionale dell&rsquo;energia (AIE) dal titolo &ldquo;<a href=\"https:\/\/www.moien.lu\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/The_Future_of_Cooling.pdf\">Il futuro del raffreddamento<\/a>&rdquo; <\/strong>evidenzia come nel 2016 erano in uso nel mondo 1,6 miliardi di AC, di cui 570 milioni di unit\u00e0 in Cina, 375 milioni negli Stati Uniti e poco pi\u00f9 di 100 milioni nell&rsquo;Unione europea (secondo le previsioni dell&rsquo;Agenzia la quota di impianti di aria condizionata presente in Ue \u00e8 destinato a salire a 167 milioni di unit\u00e0 entro il 2030). Secondo il rapporto dell&rsquo;AIE, lo <em>stock<\/em> globale di condizionatori&nbsp; negli edifici crescer\u00e0 fino a 5,6 miliardi entro il 2050 (rispetto agli attuali 1,6 miliardi), mentre la domanda globale di energia dai condizionatori, che rappresenta quasi il 20 per cento dell&rsquo;elettricit\u00e0 complessivamente utilizzata dagli edifici potrebbe triplicare entro la met\u00e0 del secolo. I sistemi di aria condizionata generici, alimentati con energia elettrica per il loro funzionamento, assorbono calore (raffreddando l&#39;aria interna) dall&#39;interno dell&rsquo;edificio e lo rilasciano come calore di scarto nell&#39;ambiente esterno, producendo un aumento della temperatura dell&rsquo;aria. Il processo di funzionamento \u00e8 basato sull&rsquo;uso di sostanze chimiche, come i clorofluorocarburi e gli idro-clorofluorocarburi, che agiscono da &ldquo;polmone chimico&rdquo; per il raffreddamento dell&rsquo;aria interna degli edifici. Questi, tuttavia, producono significative quantit\u00e0 di emissioni di gas serra, che costituiscono una delle principali cause del fenomeno <strong>&ldquo;isola di calore&rdquo;<\/strong>, sempre pi\u00f9 diffuso nelle aree urbane, particolarmente in quelle densamente costruite e pi\u00f9 popolose (Figura 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12591\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isola-di-calore.png\" style=\"width: 550px; height: 259px;\" width=\"800\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isola-di-calore.png 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isola-di-calore-300x141.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isola-di-calore-768x361.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\">Figura 1. Isola di calore (www.iuav.it\/climatechange)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito, le <strong>NBS (<em>Nature Based Solutions<\/em>)<\/strong> rappresentano una soluzione naturale che potrebbe essere integrata nella progettazione degli edifici, sotto forma di tetti e pareti verdi o muri verdi (<em>green roofs and walls<\/em>), per diminuire l&#39;effetto &ldquo;isola di calore urbana&rdquo; (UHI), che in ambienti urbani densamente costruiti e popolati pu\u00f2 aumentare la temperatura media dell&#39;aria di 1-3 &deg;C rispetto agli ambienti meno antropizzati. Per contrastare tale fenomeno, i sistemi vegetali (tetti e pareti verdi) sugli edifici risultano particolarmente efficaci, considerato che mediante il fenomeno della traspirazione vegetale consumano energia (calore latente) per il cambiamento di fase (l&rsquo;acqua si trasforma in vapore acqueo), contribuendo a ridurre la temperatura, e attraverso la fotosintesi clorofilliana consumano anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>), favorendo ladecarbonizzazione degli edifici. Le coltri vegetali, collocate come &ldquo;pergole di copertura&rdquo; dei condizionatori d&rsquo;aria sui lastrici solari degli edifici abbassano la temperatura dell&rsquo;aria che circonda le macchine del condizionamento e in questo modo migliorano l&rsquo;efficienza energetica, riducendo i consumi elettrici delle macchine di raffreddamento e le emissioni di gas serra generate dai gas refrigerati dei condizionatori d&rsquo;aria che, a livello globale, raggiungono ogni anno 1.135 Mt di CO<sub>2<\/sub>. A questo proposito, occorre sottolineare che l&rsquo;Unione europea sostiene soluzioni naturali (NBS) come tetti e pareti verdi in grado di aumentare l&rsquo;isolamento termico degli edifici al fine di ridurre la domanda di energia per il riscaldamento e il raffreddamento (<strong>COM\/2016\/051<\/strong>). Se poi consideriamo che la crescita delle aree urbane porter\u00e0 alla costruzione di nuovi edifici (secondo le stime il patrimonio edilizio mondiale raddoppier\u00e0 entro il 2060), le Istituzioni e gli amministratori cittadini dovrebbero porre sempre maggiore attenzione all&rsquo;impiego di soluzioni naturali in grado di contrastare il riscaldamento globale, ridurre le emissioni di gas serra e migliorare il clima nelle citt\u00e0.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/><\/div>\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>2018 Global Status Report &#8211; Towards a zero-emission, efficient and resilient buildings and construction sector. <a href=\"https:\/\/www.worldgbc.org\/sitemap\">https:\/\/www.worldgbc.org\/sitemap<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>The Future of Cooling: Opportunities for energy-efficient air conditioning. IEA, 2018.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Una strategia dell&#39;UE in materia di riscaldamento e raffreddamento. COM\/2016\/051.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto d&#39;intestazione: Carlo Alberto Campiotti<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12593,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[7],"esterni":[],"class_list":["post-12592","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-energia"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/condizionatori.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 5 anni fa","modified":"Aggiornato 5 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 18\/03\/2021","modified":"Aggiornato il 18\/03\/2021"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 18\/03\/2021 14:56","modified":"Aggiornato il 18\/03\/2021 14:56"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=energia\" class=\"advgb-post-tax-term\">Energia<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Energia<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12592"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}