{"id":12578,"date":"2020-12-30T11:45:56","date_gmt":"2020-12-30T11:45:56","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/proteggere-il-capitale-naturale-via-per-uno-sviluppo-economico-sostenibile\/"},"modified":"2020-12-30T11:45:56","modified_gmt":"2020-12-30T11:45:56","slug":"proteggere-il-capitale-naturale-via-per-uno-sviluppo-economico-sostenibile","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=proteggere-il-capitale-naturale-via-per-uno-sviluppo-economico-sostenibile","title":{"rendered":"Proteggere il capitale naturale: via per uno sviluppo economico sostenibile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il World Economic Forum ha stimato che una crisi ambientale potrebbe danneggiare significativamente l&rsquo;economia globale, dal momento che la met\u00e0 di essa, ovvero 44 trilioni di dollari, dipende direttamente dal capitale naturale. Citt\u00e0 pi\u00f9 ricche di vegetazione e stili di vita rispettosi dell&rsquo;ambiente e in accordo con i cicli naturali sono la via per uno sviluppo economico sostenibile<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le citt\u00e0 giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico, la sostenibilit\u00e0 ambientale ed energetica e per il progresso umano. Nonostante occupino solamente il 3 per cento della superficie terrestre, le citt\u00e0 ospitano il 50 per cento della popolazione mondiale, producono il 70 per cento della CO<sub>2<\/sub> e consumano l&rsquo;80 per cento delle risorse naturali a livello globale. Inoltre, occorre considerare che circa l&rsquo;80 per cento della crescita economica mondiale deriva dalle citt\u00e0, ma anche un terzo dei 2 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi generali attualmente a livello globale. Questi numeri rendono chiaro il motivo per cui alle citt\u00e0 \u00e8 stato riconosciuto un ruolo centrale rispetto ai nuovi obiettivi che la pandemia da Covid-19 ha posto all&rsquo;attenzione di istituzioni, amministratori e stakeholder di tutto il mondo. I rapporti delle pi\u00f9 importanti Agenzie internazionali (FAO, OECD, UNDP) sono concordi sul fatto che entro il 2050 il 70 per cento della popolazione mondiale vivr\u00e0 nelle citt\u00e0 e che il 90 per cento della crescita della popolazione urbana si registrer\u00e0 in Africa e in Asia (Figura 1). Un obiettivo, che la FAO ritiene pregnante per il futuro della citt\u00e0, \u00e8 rappresentato dall&rsquo;<strong>iniziativa &ldquo;Citt\u00e0 verdi&rdquo;<\/strong>, che prevede il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni urbane e periurbane in almeno 100 citt\u00e0 del mondo (15 citt\u00e0 metropolitane, 40 citt\u00e0 intermedie e 45 cittadine), sulla base di 1000 centri urbani entro il 2030.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12577\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/graf1_2.png\" style=\"width: 600px; height: 222px;\" width=\"800\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/graf1_2.png 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/graf1_2-300x111.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/graf1_2-768x284.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 1. Popolazione espressa in miliardi nelle diverse aree di sviluppo nel periodo 1975-2050 (Fonte: Cities in the World. A new perspective on urbanisation.&copy; OECD\/EU 2020).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne consegue una sfida cruciale per le citt\u00e0, cui viene riconosciuto il dovere di difendere l&rsquo;ambiente naturale nonch\u00e9 di formare e sviluppare luoghi sicuri, sani e vivibili in grado di salvaguardare il capitale umano e naturale. In tale obiettivo, si inserisce lo sviluppo e il mantenimento di sistemi alimentari sostenibili, della vegetazione urbana e l&rsquo;accrescimento della resilienza ai cambiamenti climatici e ad eventuali future emergenze sanitarie che potrebbero limitare gli approvvigionamenti di cibo. &nbsp;Secondo la FAO, la <strong>perdita di biodiversit\u00e0<\/strong> costituisce una delle grandi minacce cui \u00e8 esposto il nostro pianeta che va assolutamente contrastata al fine di impedire potenziali rischi quali crisi alimentari e idriche, disastri ambientali, conflitti interstatali e migrazioni climatiche. La perdita di biodiversit\u00e0, causata dall&rsquo;eccesso di urbanizzazione, ha portato infatti alla perdita di aree di coltivazione e conseguentemente alla scomparsa di alberi e vegetazione che hanno fortemente compromesso le normali funzioni ecosistemiche rispetto ai cicli biologici relativi all&rsquo;acqua, al fosforo, all&rsquo;azoto e al carbonio. I risultati pi\u00f9 evidenti del processo incontrollato di urbanizzazione hanno portato non soltanto alla perdita di biodiversit\u00e0, ma hanno anche aumentato i rischi di inquinamento, di diffusione di malattie trasmesse da vettori e amplificato gli effetti negativi del cambiamento climatico. A tal proposito, il <strong>Global Economic Risks Report del WEF <\/strong>(World Economic Forum), ha stimato che, dal momento che oltre la met\u00e0 dell&rsquo;economica globale, ovvero 44 trilioni di dollari, dipende direttamente dal capitale naturale, una crisi ambientale potrebbe produrre effetti deleteri sulla nostra economia. La riqualificazione urbana, l&rsquo;aumento delle aree agricole, l&rsquo;arresto del consumo di suolo, la progettazione di ambienti urbani con maggiori spazi per la vegetazione e la diversit\u00e0 naturale si profilano come una opportunit\u00e0 che non va ignorata se si vuole promuovere un progresso economico in accordo con i cicli naturali e con il benessere umano.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/><\/div>\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Cities in the World. A new perspective on urbanisation.&copy; OECD\/EU 2020.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>https:\/\/urban.jrc.ec.europa.eu\/thefutureofcities\/climate-action#key-messages.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>https:\/\/datatopics.worldbank.org\/what-waste\/trends_in_solid_waste_management.html.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>WEF (World Economic Forum), New Nature Economy Report, 2020.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.undp.org\/content\/undp\/en\/home\/learnmore.html?author=authors%3AJamison_Ervin\">Jamison Ervin<\/a>. UNDP. I rischi di perdita di biodiversit\u00e0 per le citt\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto d&#39;intestazione: La D\u00e9fense, Parigi (Foto: www.ecowave.it)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12579,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12578","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DSC_0091-scaled.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 5 anni fa","modified":"Aggiornato 5 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 30\/12\/2020","modified":"Aggiornato il 30\/12\/2020"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 30\/12\/2020 11:45","modified":"Aggiornato il 30\/12\/2020 11:45"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12578"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}