{"id":12562,"date":"2020-12-03T16:01:16","date_gmt":"2020-12-03T16:01:16","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/tetti-e-pareti-verdi-soluzione-naturale-per-la-sostenibilita-urbana\/"},"modified":"2020-12-03T16:01:16","modified_gmt":"2020-12-03T16:01:16","slug":"tetti-e-pareti-verdi-soluzione-naturale-per-la-sostenibilita-urbana","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=tetti-e-pareti-verdi-soluzione-naturale-per-la-sostenibilita-urbana","title":{"rendered":"Tetti e pareti verdi soluzione naturale per la sostenibilit\u00e0 urbana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I sistemi vegetali sugli edifici contribuiscono a ridurre le emissioni di CO<sub>2<\/sub> e i consumi energetici per la climatizzazione. Secondo l&rsquo;Ue rappresentano una soluzione naturale&nbsp;per migliorare la sostenibilit\u00e0 urbana<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Green roofs and walls<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la classificazione generale si definisce <strong>&ldquo;tetto verde&rdquo;<\/strong> (<em>green roof<\/em>) una vegetazione collocata in orizzontale e <strong>&ldquo;parete verde&rdquo; <\/strong>(<em>green wall<\/em>) una vegetazione collocata sulle pareti esterne di un edificio. La costruzione di tetti verdi richiede sistemi di impermeabilizzazione, barriere radicali, strati di drenaggio e di tessuto filtrante che costituiscono il substrato di coltivazione. Per i sistemi estensivi, adatti a piante erbacee, sono sufficienti substrati di coltivazione non superiori a 15 cm di spessore, mentre per i sistemi intensivi, che consentono di coltivare piccoli alberi e arbusti, si richiedono substrati di coltivazione con uno spessore superiore e una maggiore manutenzione rispetto ai sistemi estensivi. La coltivazione di piante in verticale si attua con telai, grate e reti costituite di materiale flessibile (tessuti inorganici e funi) o rigidi (alluminio, ferro zincato, legno), distanziati o attaccati direttamente alle pareti dell&rsquo;edificio. Spesso questa tipologia di verde pensile viene realizzata con piante collocate direttamente sul terreno, sebbene l&rsquo;uso di vasi sia da raccomandare per motivi di igiene vegetale e di sostenibilit\u00e0 ambientale. Per l&rsquo;irrigazione e la fertilizzazione le coperture vegetali orizzontali (tetti verdi) richiedono piccoli impianti idrici ad aspersione, mentre per le coperture verticali, allevate in vaso, sono impiegati soprattutto sistemi idrici &ldquo;a goccia&rdquo;. Un&rsquo;ulteriore tipologia di verde urbano \u00e8 rappresentata da piante all&#39;interno di ambienti abitabili (<em>biowall<\/em>), mantenute per fini estetici oppure per avere essenze &ldquo;fresche&rdquo; da cucina e per migliorare la qualit\u00e0 dell&#39;aria, grazie alla capacit\u00e0 delle piante di rimuovere sostanze inquinanti. Vanno inoltre segnalate le potenzialit\u00e0 del verde pensile per la realizzazione di &ldquo;orti sospesi&rdquo; per la coltivazione di piante edibili, che, con la tecnica delle <em>Vertical farms<\/em> si configurano come un&rsquo;ottima soluzione per migliorare la sostenibilit\u00e0 dei sistemi alimentari urbani per quanto riguarda il risparmio di energia e lo sviluppo di filiere corte e a km zero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>I benefici del verde urbano<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Raffrescamento naturale<\/strong>. Il fenomeno dell&rsquo;evapotraspirazione consente alle piante di prendere acqua dal suolo attraverso le radici e di rilasciarla attraverso le foglie per abbassare la loro temperatura. Attraverso questo processo, le piante si &ldquo;raffrescano&rdquo; e indirettamente consumano il &ldquo;calore latente&rdquo; presente nell&rsquo;aria per fare evaporare in uscita dagli &ldquo;stomi fogliari&rdquo;, riducendo cos\u00ec la temperatura ambientale. Un ulteriore contributo al raffrescamento dell&rsquo;aria \u00e8 ottenuto con l&rsquo;effetto di schermatura vegetale della radiazione solare incidente sugli edifici che produce un riscaldamento minore dei muri esterni e conseguentemente un trasferimento di una quantit\u00e0 minore di calore verso gli ambienti interni. Inoltre, quando le coltri vegetali verticali vengono realizzate su supporti distanziati si viene a creare una intercapedine tra la vegetazione e l&rsquo;edificio che consente all&#39;aria calda di salire per convezione verso l&#39;alto, con la generazione di un raffrescamento passivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isole di calore. <\/strong>La diffusa urbanizzazione e il riscaldamento delle superfici edili \u00e8 tra le cause del fenomeno delle &ldquo;isole di calore urbane&rdquo; (<em>Urban Heat Islands<\/em>, UHI): la ri-irradiazione notturna nell&rsquo;ambiente del calore accumulato durante il giorno rende la temperatura dell&rsquo;aria urbana pi\u00f9 elevata rispetto al territorio circostante le citt\u00e0. Numerose ricerche hanno indicato nella vegetazione un elemento capace di accumulare e rimuovere il particolato dall&#39;aria (sostanze solide e\/o liquide sospese in&nbsp;aria con dimensioni da pochi nm a 100 &micro;m) che, secondo studi preliminari, sarebbe tra le cause principali delle malattie respiratoriee delle complicanze della malattia da Covid-19, soprattutto quando il particolato risulta in dosi elevate nell&rsquo;aria delle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attenuazione dei deflussi da piogge improvvise e torrenziali. <\/strong>Le coperture vegetali intercettano e trattengono l&#39;acqua sulle foglie e sul substrato di coltivazione, riducendo cos\u00ec la velocit\u00e0 del deflusso delle acque piovane nel sistema idrico. I tetti verdi, nel caso di pioggia improvvisa e torrenziale, possono contribuire a regolare il flusso dell&rsquo;acqua piovana; al contrario, nel caso di un tetto privo di vegetazione, l&rsquo;acqua piovana defluisce immediatamente. Il parametro che descrive tale situazione \u00e8 definito &ldquo;coefficiente di deflusso \u03c8&rdquo; ed \u00e8 comunemente utilizzato per calcolare la quantit\u00e0 massima di acqua che fluisce da una copertura: si hanno valori elevati (~1) nelle superfici impermeabili (asfalti o tetti tradizionali) mentre risultano valori di circa 0,3 per il verde estensivo e 0,5 per il verde intensivo, che corrispondono alla capacit\u00e0 dei tetti verdi di trattenere percentuali dal 30% al 50% dell&rsquo;acqua piovana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riduzione della CO<sub>2<\/sub> nelle citt\u00e0. <\/strong>La vegetazione nelle aree urbane sequestra la CO<sub>2<\/sub> atmosferica in modo diretto con la fotosintesi. Mediamente, le coltri vegetali sequestrano circa 6 chili di anidride carbonica per metro quadrato e per anno negli steli e nelle radici delle piante e nei substratidi coltivazione, contribuendo a contrastare la formazione delle &ldquo;isole di calore urbane&rdquo;. Infatti, la vegetazione sugli edifici con l&rsquo;ombreggiamento e l&rsquo;evapotraspirazione contribuisce a rimuovere il calore dall&#39;aria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Tetti e pareti verdi soluzione naturale contro il riscaldamento delle citt\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;inserimento di coltri vegetali sulle parti strutturali degli edifici rappresentano un vantaggio per le citt\u00e0: riducono l&rsquo;energia elettrica per la climatizzazione, sequestrano la CO<sub>2<\/sub>, mitigano i picchi di temperatura dell&rsquo;aria ed eliminano le polveri presenti nell&rsquo;aria grazie alla funzione di filtro esercitata dalle piante. Tali benefici sono associati soprattutto ai fenomeni della fotosintesi e della evapotraspirazione, presenti negli organismi vegetali. Inoltre, la vegetazione aumenta la ventilazione e l&rsquo;isolamento termico grazie all&rsquo;effetto schermante delle piante, ossia alla capacit\u00e0 delle vegetazione di riflettere oltre il 20% della radiazione solare incidente e di presentare una bassa &ldquo;emissivit\u00e0&rdquo; (emettono meno radiazione termica). Infine, il verde riduce il surriscaldamento dell&rsquo;aria e delle superfici degli edifici nonch\u00e9 i consumi elettricie, di conseguenza, l&rsquo;emissione di CO<sub>2<\/sub> per l&rsquo;aria condizionata nei periodi estivi. Per il 2030 le strategie dell&rsquo;Unione europea per l&rsquo;efficienza energetica e la riduzione della CO<sub>2<\/sub> hanno identificato nella valorizzazione dei tetti e delle pareti verdi sugli edifici una soluzione naturale per contrastare il riscaldamento globale delle citt\u00e0.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/><\/div>\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Campiotti C.A., Consorti L., Giagnacovo G., Latini A., Puglisi G., Scoccianti M., Viola C.: Caratterizzazione di tipologie di sistemi vegetali per migliorare l&#39;efficienza energetica degli edifici nella citt\u00e0 metropolitana. RdS\/PAR2015\/141. Rapporto ENEA.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Campiotti C.A., Giagnacovo G., Latini A., Margiotta F., Nencini L., Pazzola L., Puglisi G.: Le coperture vegetali per la sostenibilit\u00e0 energetica ed ambientale degli edifici. RdS\/PAR2016\/074. Rapporto ENEA.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Campiotti C.A., Giagnacovo G., Nencini L., Scoccianti M., Consorti L., Bibbiani C.: Le coltri vegetali nel settore residenziale. Energia Ambiente e Innovazione, 2\/2018.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto d&rsquo;intestazione: Carlo Alberto Campiotti<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12563,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12562","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/casa-verde.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 5 anni fa","modified":"Aggiornato 5 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 03\/12\/2020","modified":"Aggiornato il 03\/12\/2020"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 03\/12\/2020 16:01","modified":"Aggiornato il 03\/12\/2020 16:01"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12562"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}