{"id":12545,"date":"2020-06-26T08:55:25","date_gmt":"2020-06-26T08:55:25","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/le-vertical-farm-per-citta-piu-resilienti-e-sostenibili\/"},"modified":"2020-06-26T08:55:25","modified_gmt":"2020-06-26T08:55:25","slug":"le-vertical-farm-per-citta-piu-resilienti-e-sostenibili","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=le-vertical-farm-per-citta-piu-resilienti-e-sostenibili","title":{"rendered":"Le Vertical farm per citt\u00e0 pi\u00f9 resilienti e sostenibili"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\"><strong>La crescita vertiginosa della popolazione urbana e la necessit\u00e0 di rendere le citt\u00e0 pi\u00f9 resilienti a cambiamenti climatici e crisi sanitarie impongono una ridefinizione del nostro sistema di produzione alimentare. Le vertical farm rappresentano una soluzione innovativa capace di ridurre i costi energetici, creare occupazione, garantire sicurezza igienico-sanitaria ai prodotti e contribuire alla riqualificazione urbana.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">L&rsquo;agricoltura moderna consuma forti quantitativi di energia fossile per produrre i beni alimentari sia vegetali che animali di cui abbiamo bisogno. In termini generali, la produzione di cereali (che contribuiscono al 70 percento della dieta umana) richiede il 60 per cento di energia fossile per la produzione di fertilizzanti, fitosanitari e motorizzazione. D&rsquo;altro canto, la produzione industriale di un 1 kg di carne richiedere fino a 8 litri di combustibile fossile. <strong>Il sistema agricolo \u00e8 inoltre responsabile di circa il 10 percento delle emissioni di gas serra in Europa (il 5 percento delle quali in Italia) e di numerosi fenomeni quali deforestazione, inquinamento, erosione e salinizzazione del suolo.&nbsp;<\/strong>Se da un lato il sistema agroalimentare moderno apporta innumerevoli vantaggi all&rsquo;economia nazionale, dall&rsquo;altro contribuisce in modo negativi su produttori e consumatori. Le varie fasi che caratterizzano la catena di produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari, che allungano il percorso dal campo alla tavola, il ricorso all&rsquo;importazione di prodotti provenienti dall&rsquo;estero, spesso provenienti da paesi caratterizzati da insufficienti norme sociali e di lavoro, la specializzazione esasperata per le confezioni e l&rsquo;immagine dei prodotti, ecc., comportano guadagni superiori (spesso a scapito dei produttori) ai numerosi intermediari che agiscono nella filiera e prezzi pi\u00f9 elevati per i consumatori. <strong>Si stima che entro il 2030 oltre cinque miliardi di persone vivranno nelle aree urbane pi\u00f9 densamente popolate del pianeta <\/strong>con problemi non indifferenti in termini di consumi di cibo, energia ed emissioni di CO<sub>2<\/sub>. L&rsquo;aumento della popolazione che sceglie di vivere in citt\u00e0 impone la definizione e lo sviluppo di catene di approvvigionamento in grado di soddisfare le esigenze alimentari dei cittadini (Figura 1). Va ridefinito un sistema agricolo-alimentare basato su pianificazioni urbane innovative in grado di valorizzare le fasce perimetrali delle aree urbane mediante lo sviluppo di tipologie moderne di filiera corta e progetti di agricoltura urbana capaci di favorire il risparmio di energia, di acqua, di emissioni di CO<sub>2<\/sub> e la minimizzazione degli sprechi alimentari.<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12542\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati1.jpg\" style=\"width: 500px; height: 208px;\" width=\"636\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati1.jpg 636w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati1-300x125.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-left: 21.6pt; text-align: center;\">Figura 1. Stima di crescita della popolazione rurale e urbana al 2050 (UN, 2015)<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">Molte citt\u00e0 hanno gi\u00e0 incluso l&#39;agricoltura urbana come parte delle loro strategie per ridurre l&rsquo;impronta ecologica (meno trasporti, meno energia fossile per la climatizzazione, pi\u00f9 prodotti freschi venduti direttamente ai consumatori) e consentire il riciclo di rifiuti e residui vegetali. Questi ultimi possono essere utilizzati come compost o come materia prima per la produzione di alimenti per animali e di biomassa per la produzione di biogas. <strong>Entro il 2020, l&#39;Europa punta a raggiungere un&#39;occupazione del 75 percento nella fascia di popolazione di et\u00e0 compresa tra i 20 e i 64 anni <\/strong>(Commissione europea&nbsp;2014A). Gli ambiziosi obiettivi che si \u00e8 data l&rsquo;Europa mirano a raggiungere un livello superiore di occupazione per fornire lavoro a persone non qualificate o disabili e per sostenere le piccole comunit\u00e0 e le famiglie economicamente pi\u00f9 deboli, mediante un uso limitato di suolo urbano (Figura 2).<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12543\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati3.jpg\" style=\"width: 500px; height: 225px;\" width=\"624\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati3.jpg 624w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati3-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">Figura 2. PAN (percentuale area urbana necessaria) per soddisfare il consumo effettivo di verdure da parte degli abitanti delle citt\u00e0 attraverso l&rsquo;agricoltura urbana (Fonte: Environ. Res. Lett. 9 (2014) 064025)<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">La pandemia da Covid-19, che ha colpito indiscriminatamente tutti i paesi del mondo, ha sollevato una serie di interrogativi rispetto all&rsquo;interazione tra il cambiamento ambientale, l&rsquo;inquinamento e l&rsquo;insorgenza di malattie infettive, con particolare riguardo allo stravolgimento degli equilibri naturali, spesso frutto del sistema ad alta intensit\u00e0 energetica che caratterizza l&rsquo;approvvigionamento alimentare nei maggiori paesi industrializzati. Di qui deriva il forte interesse per un tipo di agricoltura urbana fortemente specializzata come quella rappresentata dalle <strong>Vertical farm<\/strong>,&nbsp;che eliminano di fatto le distanze tra produttore e consumatore e costituiscono una soluzione tecnologica in grado di rendere le citt\u00e0 pi\u00f9 resilienti e sostenibili. La strategia delle Vertical farm, all&rsquo;interno del contesto urbano, rappresenta un sistema agricolo <em>in door <\/em>che utilizza energia rinnovabile, materiali, spazio e lavoro in modo sostenibile, sulla base di cinque paradigmi: <em>zero emissions, zero waste, zero distances, zero power, zero pesticides<\/em>. Questa tecnologia specializzata di agricoltura urbana rappresenta una realt\u00e0 produttiva che offre l&rsquo;opportunit\u00e0 di riciclare rifiuti e acque grigie e che aiuta i cittadini ad avere frutta e verdura fresche e controllate dal punto di vista igienico-sanitario. <strong>Si stima che il mercato delle Vertical farm raggiunger\u00e0 un valore di 6 miliardi di dollari entro il 2022, registrando un tasso di crescita annuale medio pari al 24,8 percento<\/strong>.&nbsp;La stima si lega alle previsioni di crescita della popolazione urbana e alla funzionalit\u00e0 della tecnologia alla base delle Vertical farm, che impiega energia rinnovabile, minimizza l&rsquo;uso di pesticidi e fitosanitari di sintesi e garantisce sicurezza alimentare e la possibilit\u00e0 di programmare i tempi di produzione secondo cicli virtuosi e in accordo con le richieste dei consumatori (Figura 3)<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12544\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati4.jpg\" style=\"width: 500px; height: 451px;\" width=\"574\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati4.jpg 574w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/dati4-300x271.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-align: center;\">Figura 3. Ciclo biologico virtuoso per la produzione alimentare nelle Vertical farm<\/p>\n<p style=\"margin-left:7.2pt;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 7.2pt; text-align: justify;\">La produzione di cibo mediante l&rsquo;uso di sistemi tecnologici innovativi rappresenta una delle maggiori sfide dei prossimi anni per far fronte al cambiamento climatico e al forte impatto ambientale ed energetico del sistema agricolo-alimentare tradizionale.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"margin-left:7.2pt;\">Foto d&rsquo;intestazione: Carlo Alberto Campiotti<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12546,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12545","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dati2.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 6 anni fa","modified":"Aggiornato 6 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 26\/06\/2020","modified":"Aggiornato il 26\/06\/2020"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 26\/06\/2020 08:55","modified":"Aggiornato il 26\/06\/2020 08:55"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12545"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}