{"id":12498,"date":"2020-02-28T15:17:00","date_gmt":"2020-02-28T15:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/agricoltura-fondamentale-per-raggiungere-la-neutralita-climatica-in-europa\/"},"modified":"2020-02-28T15:17:00","modified_gmt":"2020-02-28T15:17:00","slug":"agricoltura-fondamentale-per-raggiungere-la-neutralita-climatica-in-europa","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=agricoltura-fondamentale-per-raggiungere-la-neutralita-climatica-in-europa","title":{"rendered":"Agricoltura fondamentale per raggiungere la \u201cneutralit\u00e0 climatica\u201d in Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Agricoltura e silvicoltura responsabili del 25 per cento delle emissioni di gas serra a livello globale. Secondo la Commissione europea, il settore primario \u00e8 fondamentale per raggiungere la &ldquo;neutralit\u00e0 climatica&rdquo; entro il 2050 e, come sottolinea la PAC 2021-2027, strategico per centrare l&#39;obiettivo europeo &quot;emissioni zero&quot;.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i principali obiettivi del <strong><em>Green Deal<\/em><\/strong>&nbsp;figurano sia il contrasto al riscaldamento globale, con le misure atte a mantenerlo entro gli 1,5 &deg;C entro la fine del secolo, sia il sostegno allo sviluppo di un modello di produzione di beni alimentari pi\u00f9 sostenibile. Alla luce di tali obiettivi, il sistema agricolo-alimentare risulta essere strategico per rispettare gli impegni che si \u00e8 data la Commissione europea rispetto al raggiungimento (il pi\u00f9 presto possibile) della <strong>&ldquo;neutralit\u00e0 climatica&rdquo;<\/strong>, ovvero un&rsquo;Europa &ldquo;emissioni zero&rdquo;, entro il 2050. In altre parole, per riuscire a contenere il riscaldamento globale entro la soglia degli 1,5 &deg;C ed evitare gli effetti deleteri del cambiamento climatico \u00e8 fondamentale raggiungere l&rsquo;equilibrio tra emissioni di CO<sub>2<\/sub> e assorbimento di carbonio. L&rsquo;obiettivo finale consiste nel tagliare le emissioni di gas serra, in particolare quelle di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, al 2030 tra il 50&nbsp;e il 55 per cento rispetto ai livelli del 1990. In questo contesto, la <strong>strategia &ldquo;Farm to Fork&rdquo;<\/strong> rappresenta uno strumento importante del <em>Green Deal<\/em> per la modernizzazione, in termini di sostenibilit\u00e0 energetica e ambientale, del settore agricolo-alimentare. Per raggiungere questo traguardo, la Commissione europea ha sottolineato nella nuova <strong>PAC 2021-2027<\/strong>, la necessit\u00e0 di minimizzare l&rsquo;impiego di energie tradizionali a favore delle rinnovabili e di ridurre l&rsquo;uso di fitosanitari e fertilizzanti da sintesi chimica. A livello globale, l&rsquo;agricoltura e la silvicoltura, in particolare la gestione degli allevamenti e l&rsquo;uso dei fertilizzanti, causano circa il 25 per cento delle emissioni di gas serra (CH<sub>4<\/sub>, N<sub>2<\/sub>O, CO<sub>2<\/sub>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12493\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig1.jpg\" style=\"width: 500px; height: 289px;\" width=\"800\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig1.jpg 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig1-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig1-768x444.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Figura 1. Emissioni di CO2 a carico del settore primario (Fonte: ISPRA)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione europea pone inoltre l&rsquo;accento sulle potenzialit\u00e0 dell&rsquo;<strong>agricoltura biologica <\/strong>che, oltre a minimizzare l&rsquo;impiego di energia fossile, riduce l&rsquo;uso di fertilizzanti e fitosanitari di sintesi, che in Italia superano i 5 kg\/m<sup>2<\/sup>, a fronte di un consumo medio negli altri paesi europei non superiore ai 3,8 kg\/m<sup>2<\/sup>. Non va poi trascurato l&rsquo;inquinamento dovuto alla plastica utilizzata nell&rsquo;agricoltura protetta. Nel nostro Paese, ad esempio, le serre coprono una superficie di 42 mila ettari, di cui 5 mila adibiti a colture orticole e 37 mila a coltivazioni floricole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12494\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig2_0.png\" style=\"width: 500px; height: 347px;\" width=\"743\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig2_0.png 743w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig2_0-300x208.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 743px) 100vw, 743px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\">Figura 2. Agricoltura protetta in Italia<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il consumo di materiali plastici, flessibili e rigidi, i dati parlano di 85 mila tonnellate per le colture protette (serre, tunnel, piccoli tunnel) e 27.000 tonnellate per la pacciamatura delle colture agrarie forzate o semi-forzate. Il pi\u00f9 delle volte, buona parte di questi enormi quantitativi di plastica non vengono opportunamente raccolti e riciclati, con rilevanti conseguenza in termini di inquinamento in questo tipo di aree agricole.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12495\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig3_1.jpg\" style=\"width: 500px; height: 396px;\" width=\"713\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig3_1.jpg 713w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig3_1-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Figura 3. Tipologie di serre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12496\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig4_0.jpg\" style=\"width: 500px; height: 375px;\" width=\"759\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig4_0.jpg 759w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig4_0-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Figura 4. Rifiuti di plastica in agricoltura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando ai dati dell&rsquo;Agenzia Europea dell&rsquo;Ambiente (AEA), il riscaldamento globale sembra favorire non solo l&rsquo;insorgere di eventi climatici estremi, ma risulta essere legato anche all&rsquo;inquinamento atmosferico. Ci\u00f2 rende l&rsquo;Italia particolarmente esposta non solo a eventi meteorologici estremi ed improvvisi, ma anche al rischio di un aggravamento dello stato di qualit\u00e0 dell&rsquo;aria, soprattutto nelle aree urbane. Secondo l&rsquo;AEA, l&rsquo;Italia, con 65 miliardi di euro di costi e 25 mila decessi tra il 1980 e il 2017, sarebbe addirittura il Paese europeo pi\u00f9 colpito dagli effetti del cambiamento climatico e dell&rsquo;inquinamento atmosferico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12497\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig5.png\" style=\"width: 500px; height: 370px;\" width=\"589\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig5.png 589w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/fig5-300x222.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 5. Numero di eventi atmosferici estremi registrati in Italia dal 2008 al dicembre 2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;attenzione che in questo momento viene riposta sul <em>Green Deal<\/em> europeo non nasce solo sulla base di semplici considerazioni di carattere ambientale, ma anche da una pi\u00f9 forte e diffusa consapevolezza che l&rsquo;attuale sistema energetico non \u00e8 pi\u00f9 compatibile n\u00e9 con le esigenze dell&rsquo;impresa n\u00e9 con quelle della collettivit\u00e0, considerato l&rsquo;elevato prezzo da pagare in termini ambientali, climatici, sociali ed economici. In questo contesto, un significativo contributo proviene dall&rsquo;<strong>Agenda 2030 delle Nazioni Unite <\/strong>per lo sviluppo sostenibile, dall&rsquo;<strong>Accordo di Parigi <\/strong>per il clima e dallo <strong><em>Special Report<\/em> dell&rsquo;Ipcc<\/strong> (<em>Intergovernamental Panel on Climate Change<\/em>), pubblicato a ottobre 2018, a distanza di poche settimane dalla COP24, che si \u00e8 tenuta a dicembre dello stesso anno a Katowice, in Polonia.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Foto 3 e 4: Carlo Alberto Campiotti<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; letter-spacing: 0.5px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><span style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 15px; line-height: inherit; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; letter-spacing: 0.5px; text-align: justify; background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(51, 51, 51);\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12499,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12498","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/shutterstock-772541140_1122717_20191128181630.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 6 anni fa","modified":"Aggiornato 6 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 28\/02\/2020","modified":"Aggiornato il 28\/02\/2020"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 28\/02\/2020 15:17","modified":"Aggiornato il 28\/02\/2020 15:17"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12498"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}