{"id":12470,"date":"2019-11-30T10:46:43","date_gmt":"2019-11-30T10:46:43","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/le-nazioni-unite-lanciano-un-nuovo-allarme-sulle-emissioni-di-gas-serra\/"},"modified":"2019-11-30T10:46:43","modified_gmt":"2019-11-30T10:46:43","slug":"le-nazioni-unite-lanciano-un-nuovo-allarme-sulle-emissioni-di-gas-serra","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=le-nazioni-unite-lanciano-un-nuovo-allarme-sulle-emissioni-di-gas-serra","title":{"rendered":"Le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme sulle emissioni di gas serra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&rsquo;UNEP lancia l&rsquo;allarme: se non si rispetta l&rsquo;Accordo di Parigi si rischia un aumento della temperatura globale tra i 3,4 e i 3,9 &deg;C entro la fine del secolo. In vista della prossima COP25, l&rsquo;Europarlamento approva una risoluzione che impegna l&rsquo;Ue a ridurre le emissioni di gas serra del 55 per cento entro il 2030 e a raggiungere la &ldquo;neutralit\u00e0 climatica&rdquo; entro il 2050<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concentrazione di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) in atmosfera ha raggiunto nel 2018 la soglia di &ldquo;non ritorno&rdquo; di 55,3 miliardi di tonnellate di CO<sub>2 <\/sub>equivalente&nbsp;[1]. Tale quantit\u00e0 di anidride carbonica potrebbe portare a un aumento della temperatura media globale tra i 3,4 e i 3,9 &deg;C entro la fine del secolo. Questi sono alcuni dei dati allarmanti contenuti nell&rsquo;ultimo <a href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/interactive\/emissions-gap-report\/2019\/\"><strong><em>Emissions Gap Report<\/em><\/strong><\/a>, pubblicato in questi giorni dall&rsquo;UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l&rsquo;ambiente). La soglia raggiunta nel 2018 &ndash; si legge nel rapporto &ndash;, \u00e8 in completo disaccordo con gli obiettivi fissati nell&rsquo;<strong>Accordo di Parigi del 2015, che impegna i 195 Paesi sottoscriventi a sviluppare azioni e programmi per limitare l&rsquo;aumento della temperatura globale entro i 2&deg;C entro il 2100 (con volont\u00e0 di contenerla entro gli 1,5 &deg;C)<\/strong>. Solo se i Paesi del G20, responsabili del 78 per cento delle emissioni globali, troveranno un accordo per mettere in atto a livello nazionale strategie di contrasto al cambiamento climatico, ovvero gli <strong><em>Intended Nationally Determined Contributions<\/em><\/strong> &ndash; avverte l&rsquo;UNEP &ndash; sar\u00e0 possibile centrare l&rsquo;obiettivo di contenere l&rsquo;aumento della temperatura globale entro i 2 &deg;C, evitando le conseguenze, previste attraverso simulazioni modellistiche, sugli ecosistemi terrestri in termini di ondate di calore, frequenti periodi di siccit\u00e0 e piogge distruttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di tali previsioni, i Paesi europei, in particolare quelli del Sud Europa (Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta, Croazia, Albania, Bosnia Erzegovina, Slovenia, Montenegro), sono chiamati a sviluppare azioni al fine di contenere l&rsquo;aumento delle emissioni da gas climalteranti, in assenza delle quali non sar\u00e0 possibile raggiungere gli obiettivi dell&rsquo;Accordo di Parigi. La strada per raggiungere tali obiettivi passa attraverso pi\u00f9 binari paralleli: da un lato, occorre sviluppare azioni di mitigazione, passando per metodi e processi pi\u00f9 innovativi ed efficienti dal punto di vista energetico, aumentando l&rsquo;impiego delle energie rinnovabili; dall&rsquo;altro, bisogna fare ricorso a soluzioni naturali, come l&rsquo;impiego delle &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo; (Figure 1 e 2) nelle citt\u00e0, riducendo i consumi di energia elettrica per la climatizzazione, soprattutto nei mesi estivi (che in Italia rappresentano oltre il 30 per cento dei consumi elettrici totali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12468\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig2.jpg\" style=\"width: 500px; height: 376px;\" width=\"715\" height=\"537\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig2.jpg 715w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12469\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig3.jpg\" style=\"width: 500px; height: 407px;\" width=\"660\" height=\"537\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig3.jpg 660w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig3-300x244.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figure 1 e 2. Sistema dimostrativo verde parietale (sopra) e tetto verde (sotto) sugli edifici (fonte: Centro ENEA Casaccia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, di particolare importanza \u00e8 l&rsquo;iniziativa internazionale denominata <a href=\"https:\/\/www.pattodeisindaci.eu\/it\/\"><strong>Patto dei Sindaci per il clima e l&rsquo;energia<\/strong><\/a>&nbsp;(<em>Covenant of Mayor<\/em>), il cui coordinatore nazionale per l&rsquo;Italia \u00e8 l&rsquo;ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l&rsquo;energia e lo sviluppo economico sostenibile), che riunisce migliaia di autorit\u00e0 e amministrazioni locali per lo sviluppo di piani d&rsquo;azione (<em>Actions plan<\/em>) per contrastare il cambiamento climatico, sostenendo l&rsquo;ammodernamento e\/o l&rsquo;efficientamento energetico delle abitazioni per il risparmio di energia e l&rsquo;impiego delle energie rinnovabili. Del resto, <strong>in Europa gli edifici sono responsabili del 36 per cento delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> e del 40 per cento dell&rsquo;energia consumata<\/strong>. A questo proposito, lo sviluppo di programmi finalizzati a contrastare situazioni di povert\u00e0 energetica, degrado e\/o disagio abitativo (spetto dovuto alla mancanza di servizi di base come la presenza di fognature e la raccolta dei rifiuti) e favorire l&rsquo;accesso sicuro dalle fonti idriche, costituiscono un ulteriore obiettivo del Patto dei Sindaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significative ai fini dello sviluppo di iniziative e progetti sui temi della mitigazione e dell&rsquo;adattamento ai cambiamenti climatici sono la <a href=\"http:\/\/www.climatealliance.it\/allegati_content\/Delgado_Rosa_IT.pdf\"><strong>&ldquo;Strategia europea per l&rsquo;adattamento ai cambiamenti climatici&rdquo;<\/strong><\/a>, lanciata dalla Commissione europea nel 2014, e l&rsquo;<a href=\"https:\/\/unric.org\/it\/agenda-2030\/\"><strong>Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile<\/strong><\/a>, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi. In questo contesto, la cooperazione tra imprese, <em>stakeholders<\/em> e associazioni di cittadini gioca un ruolo fondamentale per diffondere la consapevolezza nella societ\u00e0 civile nei confronti di nuovi paradigmi di produzione e consumo di beni industriali, manifatturieri e alimentari e l&rsquo;accettazione di nuovi stili di vita pi\u00f9 rispettosi dell&rsquo;ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte della decarbonizzazione delle citt\u00e0, particolare importanza assume la <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/press-room\/20191121IPR67110\/il-parlamento-europeo-dichiara-l-emergenza-climatica\"><strong>recente risoluzione del Parlamento europeo<\/strong><\/a> che fissa i nuovi target in materia di riduzione delle emissioni di gas serra. La risoluzione &ndash; approvata in vista della COP25, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terr\u00e0 dal 2 al 13 dicembre a Madrid, <strong>impegna l&rsquo;Unione europea a ridurre le emissioni di gas serra del 55 per cento entro il 2030 e&nbsp; raggiungere la &ldquo;neutralit\u00e0 climatica&rdquo; (obiettivo &ldquo;emissioni zero&rdquo;) entro il 2050<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Nota:&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1]&nbsp;La tonnellata di CO2 equivalente \u00e8 un&#39;unit\u00e0 di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti.&nbsp;Ad esempio, una tonnellata di metano che ha un potenziale climalterante 21 volte superiore rispetto alla CO2, viene contabilizzata come 21 tonnellate di CO2&nbsp;equivalente (fonte: Ministero dell&#39;ambiente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto d&#39;intestazione: Carlo Alberto Campiotti<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12471,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12470","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fig1.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=6","display_name":"Alberta"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 6 anni fa","modified":"Aggiornato 6 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 30\/11\/2019","modified":"Aggiornato il 30\/11\/2019"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 30\/11\/2019 10:46","modified":"Aggiornato il 30\/11\/2019 10:46"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12470","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12470"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}