{"id":12418,"date":"2019-08-30T11:04:53","date_gmt":"2019-08-30T11:04:53","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/il-riscaldamento-globale-influenza-le-alluvioni-europa\/"},"modified":"2019-08-30T11:04:53","modified_gmt":"2019-08-30T11:04:53","slug":"il-riscaldamento-globale-influenza-le-alluvioni-europa","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=il-riscaldamento-globale-influenza-le-alluvioni-europa","title":{"rendered":"Il riscaldamento globale influenza le alluvioni in Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Uno studio internazionale&nbsp;<\/strong><\/em><em><strong>ha dimostrato, per la prima volta su scala europea, che il riscaldamento globale porta a modificare l&rsquo;entit\u00e0 degli eventi alluvionali: aumentano nei paesi nord-occidentali, diminuiscono in quelli meridionali e orientali. Tuttavia, in Italia la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa.<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti nell&rsquo;entit\u00e0 delle alluvioni in Europa osservati negli ultimi decenni possono essere attribuiti ai cambiamenti climatici. A dimostrarlo \u00e8 uno studio internazionale coordinato da G\u00fcnter Bl\u00f6schl, esperto di piene fluviali della Vienna University of Technology (Austria). Pubblicato su&nbsp;Nature, lo studio ha coinvolto 35 gruppi di ricerca europei tra i quali il&nbsp;Politecnico di Torino&nbsp;con il gruppo di ricerca composto da Alberto Viglione, Daniele Ganora e Pierluigi Claps, l&rsquo;Universit\u00e0 di Messina&nbsp;con Giuseppe T. Aronica, l&rsquo;Universit\u00e0 di Padova&nbsp;con Marco Borga, l&rsquo;Universit\u00e0 di Bologna&nbsp;con Attilio Castellarin ed Alberto Montanari, l&rsquo;Universit\u00e0 di Napoli Federico II&nbsp;con Giovanni B. Chirico e l&rsquo;Universit\u00e0 di Roma Tre&nbsp;con Elena Volpi.Il clima che cambia non produce per\u00f2 lo stesso effetto ovunque. Lo studio mostra infatti che gli eventi di piena stanno diventando sempre pi\u00f9 intensi nell&#39;Europa nord-occidentale, mentre l&rsquo;entit\u00e0 delle alluvioni fluviali \u00e8 generalmente diminuita nell&#39;Europa meridionale e nell&#39;Europa orientale. In Italia si nota una riduzione delle alluvioni dei corsi d&rsquo;acqua di dimensione medio-grande, ma restano da valutare nel dettaglio fiumi e torrenti di dimensioni ridotte e i tratti urbani dei corsi d&#39;acqua, che negli ultimi anni si sono rivelati particolarmente sensibili e piogge intense di breve durata, provocando anche conseguenze drammatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Interazione tra clima ed eventi alluvionali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fiumi che inondano le pianure alluvionali causano danni enormi in tutto il mondo: il danno alluvionale annuale a livello globale \u00e8 stimato in oltre 100 miliardi di dollari ed \u00e8 in continuo aumento. Fino ad&nbsp;oggi&nbsp;per\u00f2 la misura in cui i cambiamenti climatici influiscono sulla gravit\u00e0 delle piene fluviali non era stata accertata.<br \/>Analizzando i dati provenienti da 3.738 stazioni di misura di portate fluviali in tutta Europa per il periodo dal 1960 al 2010, questo nuovo studio internazionale offre una serie di indicazioni per chiarire la complessa interazione tra clima ed eventi alluvionali. L&rsquo;analisi dei dati osservati ha infatti evidenziato tendenze differenti nelle diverse regioni d&#39;Europa.<br \/>Nell&#39;Europa centrale e nord-occidentale, tra Islanda e Austria, l&rsquo;entit\u00e0 delle piene \u00e8 in aumento a causa dell&rsquo;aumento delle precipitazioni e dell&rsquo;umidit\u00e0 del suolo. Nell&#39;Europa meridionale invece i livelli di piena tendono a diminuire poich\u00e9 i cambiamenti climatici si traducono in una riduzione delle precipitazioni e le temperature pi\u00f9 elevate provocano una maggiore evaporazione dell&#39;acqua dal suolo. Tuttavia, per i piccoli corsi d&rsquo;acqua le piene potrebbero anche diventare pi\u00f9 severe a causa di una maggiore frequenza nei temporali e di una differente gestione del territorio (per effetto, ad esempio, della deforestazione). E le piene stanno diminuendo anche nell&#39;Europa orientale, caratterizzata da un clima pi\u00f9 continentale, principalmente a causa delle pi\u00f9 elevate temperature che riducono lo spessore dello strato di neve durante la stagione invernale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Effetti importanti sul rischio d&rsquo;alluvione in molte regioni d&rsquo;Europa.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#39;entit\u00e0 delle variazioni nelle portate di piena evidenziate nello studio \u00e8 notevole: si passa infatti da una riduzione prevista del 23% ad un aumento dell&#39;11% per decennio (rispetto alle medie di lungo termine). Se queste tendenze dovessero perdurare nel futuro, si potrebbero attendere effetti importanti sul rischio d&rsquo;alluvione in molte regioni d&rsquo;Europa. Secondo gli studiosi, questi dati sono un chiaro segnale di avviso che spinge a mettere in campo subito strategie efficaci per la gestione degli eventi alluvionali. Indipendentemente dagli sforzi necessari per mitigare i cambiamenti climatici, infatti, gli effetti del riscaldamento globale si faranno sempre pi\u00f9 concreti nei prossimi decenni e la gestione delle piene dovr\u00e0 quindi per forza di cose adattarsi a questa nuova realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le piene in Italia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la situazione italiana, lo studio evidenzia come l&rsquo;entit\u00e0 delle alluvioni dei corsi d&rsquo;acqua di dimensione medio-grande, fatta eccezione per l&rsquo;arco alpino, si sia in media ridotta negli ultimi cinquant&rsquo;anni, coerentemente con quanto \u00e8 accaduto in tutti i paesi del Mediterraneo. La frequenza con cui si verificano piene estreme dei grandi corsi d&rsquo;acqua italiani sembra quindi generalmente diminuita. Gli studiosi sottolineano per\u00f2 che, per mancanza di osservazioni disponibili, questa tendenza non \u00e8 accertata su fiumi e torrenti di dimensioni ridotte e sui tratti urbani dei corsi d&#39;acqua: proprio i contesti che negli ultimi anni sono stati protagonisti dei pi\u00f9 drammatici eventi alluvionali del nostro Paese. Essendo particolarmente sensibili alle piogge intense di breve durata, i piccoli corsi d&rsquo;acqua e i tratti fluviali urbani sono infatti soggetti ad un quadro decisamente pi\u00f9 complesso del rischio alluvionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-019-1495-6\">Il link dal quale scaricare la ricerca<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fonte<\/em><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficio stampa &#8211;&nbsp;Comin &amp; Partners, Lucio Filipponio |&nbsp;lucio.filipponio@cominandpartners.com&nbsp;| 327 3281717<br \/>Universit\u00e0 degli studi&nbsp;Roma&nbsp;Tre, Alessia del Noce &ndash;&nbsp;<a target=\"_self\" rel=\"noopener\">alessia.delnoce@uniroma3.it<\/a>&nbsp;|&nbsp;<a href=\"tel:3395304817\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">339 5304817<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12419,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12418","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/riscaldamento-globale.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 7 anni fa","modified":"Aggiornato 7 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 30\/08\/2019","modified":"Aggiornato il 30\/08\/2019"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 30\/08\/2019 11:04","modified":"Aggiornato il 30\/08\/2019 11:04"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12418"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}