{"id":12330,"date":"2019-01-03T11:54:52","date_gmt":"2019-01-03T11:54:52","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/stretta-europea-sulluso-della-plastica-monouso-dal-2021\/"},"modified":"2019-01-03T11:54:52","modified_gmt":"2019-01-03T11:54:52","slug":"stretta-europea-sulluso-della-plastica-monouso-dal-2021","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=stretta-europea-sulluso-della-plastica-monouso-dal-2021","title":{"rendered":"Stretta europea sull&#8217;uso della plastica monouso dal 2021"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L&rsquo;Unione europea ha approvato, il 19 dicembre 2018, la proposta che vieta dal 2021 la produzione di oggetti di plastica monouso.&nbsp;Ad essere banditi saranno posate e piatti, cannucce, bastoncini dei palloncini, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso, come le scatole di fast food,<\/strong><\/em>&nbsp;<em><strong>prodotti in plastica oxo-degradabile,<span style=\"background-color: rgb(255, 255, 255); font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 13.3333px;\">&nbsp;<\/span>e i cotton fioc. In Italia comunque sono gi\u00e0 banditi dal primo gennaio di quest&rsquo;anno i cotton fioc non biodegradabili e compostabili&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione, presa dalle Istituzioni europee dopo pi\u00f9 di 12 ore di trattative sotto la guida di Elisabeth K\u00f6stinger, ministro federale austriaco per la sostenibilit\u00e0 e il turismo, \u00e8 di rilevante importanza se si pensa all&rsquo;inquinamento da plastica dei mari. Infatti oggi oltre l&#39;80% dei rifiuti marini \u00e8 di plastica e poco meno di un terzo dei rifiuti di plastica generati viene davvero riciclato. \u00c8 stata fissata al 2025 invece la scadenza per oggetti quali le scatole monouso per hamburger e panini, i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati che dovranno essere ridotti del 25% entro il tale data. Per le bottiglie, invece, si punta alla raccolta separata e al riciclo al 90%, ad esempio tramite il sistema dei vuoti a rendere, sempre entro il 2025. \u00c8 stato previsto anche che i produttori di alcuni oggetti quali involucri, filtri per sigarette, salviette umidificate, debbano farsi carico dei costi relativi alla raccolta dei rifiuti derivanti dall&rsquo;uso dei loro prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&quot;Un segnale importante dall&#39;Europa&quot; &#8211; dice una nota di Greenpeace &#8211; &quot;anche se le misure concordate, come la riduzione a monte della produzione di alcuni imballaggi e contenitori in plastica monouso, non rispondono pienamente alla gravit\u00e0 dell&#39;inquinamento dei nostri mari&rdquo;. Anche secondo Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, si tratta di un &quot;segnale importante che risponde alle richieste e alle preoccupazioni di migliaia di cittadini, ma non introducendo misure vincolanti per gli Stati membri per ridurre il consumo di contenitori per alimenti, e ritardando di quattro anni l&#39;obbligo di raccogliere separatamente il 90% delle bottiglie in plastica, l&#39;Europa regala alle grandi multinazionali la possibilit\u00e0 di fare ancora enormi profitti con la plastica usa e getta a scapito del Pianeta&quot;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova direttiva sulla plastica monouso dovr\u00e0 essere rispettata dagli Stati membri entro due anni dalla sua pubblicazione. I paesi interessati dovranno provvedere ad un taglio significativo dei consumi di contenitori monouso destinati ad alimenti e bevande e di conseguenza dovranno elaborare anche piani nazionali per incoraggiare l&rsquo;uso di prodotti a uso multiplo, il riutilizzo e il riciclo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12331,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12330","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/rifiuti-marini-plastica.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 7 anni fa","modified":"Aggiornato 7 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 03\/01\/2019","modified":"Aggiornato il 03\/01\/2019"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 03\/01\/2019 11:54","modified":"Aggiornato il 03\/01\/2019 11:54"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12330","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12330"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}