{"id":12324,"date":"2018-12-17T12:01:48","date_gmt":"2018-12-17T12:01:48","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/la-cop24-e-terminata-poche-le-decisioni-adottate-e-molti-i-nodi-rimasti-irrisolti\/"},"modified":"2018-12-17T12:01:48","modified_gmt":"2018-12-17T12:01:48","slug":"la-cop24-e-terminata-poche-le-decisioni-adottate-e-molti-i-nodi-rimasti-irrisolti","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=la-cop24-e-terminata-poche-le-decisioni-adottate-e-molti-i-nodi-rimasti-irrisolti","title":{"rendered":"La COP24 \u00e8 terminata. Poche le decisioni adottate e molti i nodi rimasti irrisolti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Al termine della COP24, che \u00e8 durata un giorno in pi\u00f9 del previsto per consentire ai vari paesi che hanno preso parte ai negoziati di portare a casa qualche risultato, \u00e8 stato approvato un pacchetto di regole condivise per rendere operativo, a partire dal 2020, l&rsquo;Accordo di Parigi. Rimasti irrisolti i temi chiave degli INDCs e degli investimenti nei paesi pi\u00f9 vulnerabili ai cambiamenti climatici. La prossima COP25 si terr\u00e0 a Santiago, in Cile, a novembre 2019. Nel frattempo, l&rsquo;Italia ha annunciato di voler ospitare la COP26 che si terr\u00e0 nel 2020.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (<strong><a href=\"https:\/\/cop24.gov.pl\/\">COP24<\/a><\/strong>) si \u00e8 chiusa con 24 ore di ritardo. \u00c8 stato necessario un giorno in pi\u00f9, rispetto ai 14 previsti, per consentire ai paesi che hanno preso parte alla Conferenza di portare a casa dei risultati, sebbene minimi. Nel corso dei negoziati, che sono proseguiti ad oltranza, \u00e8 stato approvato il <strong><em>Rulebook<\/em><\/strong>, ovvero il pacchetto di regole condivise per rendere operativo, a partire dal 2020, l&rsquo;Accordo di Parigi, che mira a limitare l&rsquo;aumento della temperatura globale ai 2 &deg;C, con volont\u00e0 di contenerlo entro gli 1,5 &deg;C (rispetto ai livelli preindustriali) entro la fine del secolo. Si tratta di un pacchetto di misure &ldquo;positivo per il pianeta&rdquo; secondo il presidente della Conferenza, il viceministro dell&rsquo;ambiente polacco <strong>Michal Kurtyka<\/strong>, un po&rsquo; meno secondo alcune organizzazioni non governative impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici, tra le quali Greenpeace, che hanno criticato aspramente l&rsquo;intesa raggiunta a Katowice. Le ong contestano il fatto che nella bozza finale, frutto dei negoziati della COP24, non compaiano i temi dei diritti umani, della sicurezza alimentare, dell&rsquo;uguaglianza di genere e che siano ancora poco stringenti le regole in materia di investimenti nei paesi pi\u00f9 vulnerabili ai cambiamenti climatici. Sul fronte delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> i negoziati sono stati particolarmente difficili. Sin da sabato 8 dicembre, quando era stata pubblicata la prima bozza di conclusioni finali della Conferenza, ancora colma di questioni da definire, Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Kuwait avevano insistito prepotentemente per non inserire frasi che potessero lasciare intendere un sostegno, da parte dei quattro Paesi, alle allarmanti conclusioni dello&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/sr15\/\"><strong><em>Special Report 15<\/em> dell&rsquo;Ipcc<\/strong><\/a><b>&nbsp;<\/b>(Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), secondo il quale, senza misure tempestive, la temperatura globale raggiunger\u00e0 la soglia dei +1,5 &deg;C gi\u00e0 entro il 2030, superando i 3 &deg;C di aumento entro la fine del secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questa Conferenza, il tema chiave degli <strong>INDCs (<em>Intended Nationally Determined Contributions<\/em>)<\/strong>, ovvero le promesse di riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> avanzate dai vari Paesi che hanno aderito all&rsquo;Accordo di Parigi, \u00e8 rimasto un nodo irrisolto. A rendere difficile i negoziati su questo punto \u00e8 stato il Brasile, che ha annunciato di voler bloccare le trattative in corso per il &ldquo;mercato mondiale delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>&rdquo;, un sistema che introduce una tassa per ogni tonnellata di emissioni prodotta, ma sul quale i vari paesi non hanno trovato ancora un&rsquo;intesa, in particolare per quanto riguarda la contabilizzazione della CO<sub>2<\/sub> dispersa nell&rsquo;atmosfera. Sul tema degli investimenti nei paesi in via di sviluppo si \u00e8 fatta sentire la Turchia, che rifiuta di essere classificata nella lista dei paesi economicamente sviluppati dell&rsquo;Unfccc (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici)&nbsp; perch\u00e9 ci\u00f2 impedirebbe al Paese di accedere ad una serie di aiuti finanziari destinati, invece, ai paesi in via di sviluppo. Debole a questa Conferenza \u00e8 stata poi la presenza politica della Francia che, a partire dal 2017, si era impegnata in progetti diplomatici volti a trovare un&rsquo;intesa globale nella lotta ai cambiamenti climatici, primo fra tutti il <a href=\"https:\/\/www.oneplanetsummit.fr\/en\"><strong><em>One Planet Summit<\/em><\/strong><\/a>, ma che a Katowice si \u00e8 ridotta al minimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso delle lunghe e complesse trattative della COP24, una studentessa svedese di quindici anni, <strong>Greta Thunberg<\/strong>, ha preso la parola, accusando i delegati governativi di avere paura di essere impopolari e di aver ignorato, anche in quest&rsquo;ennesima Conferenza sul clima, l&rsquo;importanza dei cambiamenti climatici (Figura 1). &ldquo;Questa \u00e8 una crisi e non possiamo risolverla senza trattarla come tale&rdquo;, ha dichiarato la Thunberg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12323\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/COP24-pochi-i-risultati_fig.1.jpg\" style=\"width: 550px; height: 309px;\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/COP24-pochi-i-risultati_fig.1.jpg 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/COP24-pochi-i-risultati_fig.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/COP24-pochi-i-risultati_fig.1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. La studentessa quindicenne Greta Thunberg prende la parola alla COP24 (<\/em><strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VbDnPj0G0wY\">Video<\/a><\/strong>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la COP24 si \u00e8 chiusa tra molte promesse e pochi risultati concreti. Dopo la COP21 di Parigi, che ha portato all&rsquo;approvazione dell&rsquo;Accordo di Parigi, la volont\u00e0 politica dei governi dei vari paesi che hanno aderito all&rsquo;intesa globale sul clima \u00e8 andata via via scemando. Il tema degli INDCs e quello degli investimenti nei paesi pi\u00f9 vulnerabili ai cambiamenti climatici, rimasti ancora irrisolti, saranno riproposti alla prossima COP25, che si terr\u00e0 a Santiago, in Cile, a novembre del 2019. Nel frattempo, l&rsquo;Italia si \u00e8 candidata ad ospitare la COP26, che si terr\u00e0 nel 2020 e che dovr\u00e0 ufficializzare l&rsquo;entrata in vigore dell&rsquo;Accordo di Parigi.<\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><strong><em>Nota:<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&rsquo;immagine d&rsquo;intestazione dell&rsquo;articolo mostra l&rsquo;istallazione <a href=\"http:\/\/icewatchlondon.com\/\">&ldquo;<\/a><strong><a href=\"http:\/\/icewatchlondon.com\/\">Ice Watch London<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/icewatchlondon.com\/\">&rdquo;<\/a>&nbsp;<\/em><em>realizzata dall&rsquo;artista danese Olafur Eliasson davanti al Tate Modern Museum a Londra. I 30 blocchi di ghiaccio dell&rsquo;istallazione rappresentano il rapido scioglimento dei ghiacciai dell&rsquo;Artico (foto: Studio Olafur Eliasson)<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12325,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12324","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Coop-24-nodi-irrisolti.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 17\/12\/2018","modified":"Aggiornato il 17\/12\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 17\/12\/2018 12:01","modified":"Aggiornato il 17\/12\/2018 12:01"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12324"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}