{"id":12320,"date":"2018-12-12T10:20:48","date_gmt":"2018-12-12T10:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/la-sostenibilita-delle-citta-tema-chiave-dellagenda-internazionale\/"},"modified":"2018-12-12T10:20:48","modified_gmt":"2018-12-12T10:20:48","slug":"la-sostenibilita-delle-citta-tema-chiave-dellagenda-internazionale","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=la-sostenibilita-delle-citta-tema-chiave-dellagenda-internazionale","title":{"rendered":"La sostenibilit\u00e0 delle citt\u00e0 tema chiave dell\u2019Agenda internazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nonostante occupino solamente il 3 per cento della superficie terrestre, le citt\u00e0 consumano l&rsquo;80 per cento delle risorse naturali e producono il 70 per cento delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> a livello globale.&nbsp;<\/em><\/strong><strong><em>Secondo stime del think tank internazionale Brookings Institution, le prime 300 aree metropolitane del pianeta generano quasi la met\u00e0 dell&rsquo;output economico globale, sebbene ospitino appena il 20 per cento della popolazione mondiale. Milano punta sulla sostenibilit\u00e0 ambientale e si pone come citt\u00e0-modello a livello europeo.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Il ruolo delle citt\u00e0 nell&rsquo;Agenda internazionale<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi citt\u00e0 del mondo hanno ormai assunto un ruolo di primo piano sotto il profilo socio-economico, ambientale ed energetico. Attualmente, a livello globale, il 55 per cento dei 7,5 miliardi di persone che abitano il pianeta risiede nelle aree urbane e il numero \u00e8 destinato a salire al 70 per cento entro il 2050, quando la popolazione mondiale avr\u00e0 raggiunto, stando alle stime, 9,7 miliardi di persone. Nonostante occupino solamente il 3 per cento della superficie terrestre, le citt\u00e0 consumano l&rsquo;80 per cento delle risorse naturali e producono il 70 per cento delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> a livello globale. Secondo l&rsquo;Agenda 2030 delle Nazioni Unite, nei prossimi anni, le citt\u00e0 giocheranno un ruolo fondamentale per il benessere e la sicurezza dei cittadini, ma presenteranno anche problemi di ordine economico, sociale ed ambientale. A questo proposito, conviene sottolineare che il <a href=\"https:\/\/www.unric.org\/it\/agenda-2030\/30732-obiettivo-11-rendere-le-citta-e-gli-insediamenti-umani-inclusivi-sicuri-duraturi-e-sostenibili\"><strong>Goal 11 dell&rsquo;Agenda 2030<\/strong><\/a> dichiara che la comunit\u00e0 internazionale ha il compito di &ldquo;rendere le citt\u00e0 e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili&rdquo; entro il 2030. L&rsquo;obiettivo fissato dalle Nazioni Unite richiede l&rsquo;adozione di politiche incentrate sulla sostenibilit\u00e0 ambientale ed energetica delle citt\u00e0 e sullo sviluppo inclusivo in termini di riduzione delle disuguaglianze sociali (Goal 10), di rispetto della dignit\u00e0 del lavoro (Goal 8), di azzeramento della povert\u00e0 (Goal 1) e della fame (Goal 2), di garanzia di un&rsquo;istruzione di qualit\u00e0 per tutti i cittadini (Goal 4). <strong>Secondo il <em>think tank<\/em> internazionale <em>Brookings Institution<\/em>, le prime 300 aree metropolitane del pianeta generano quasi la met\u00e0 dell&rsquo;<em>output<\/em> economico globale, sebbene ospitino appena il 20 per cento della popolazione mondiale<\/strong>. Perci\u00f2 si capisce il ruolo fondamentale giocato dalle citt\u00e0. Tokyo, ad esempio, ha un <em>output<\/em> economico paragonabile a quello della Corea del Sud, ovvero la quindicesima economia al mondo. New York rappresenta un&rsquo;economia che per dimensioni raggiunge quella del Canada e lo stesso avviene per Los Angeles rispetto all&rsquo;Australia e per Londra rispetto ai Paesi Bassi. In altri termini, le grandi citt\u00e0 del mondo rappresentano i centri fondamentali dell&rsquo;economia globale e la loro importanza \u00e8 destinata a crescere nei prossimi anni. Se negli anni delle societ\u00e0 industriali la percentuale dei lavoratori operai arrivava anche al 90 per cento del totale, nelle societ\u00e0 di oggi, caratterizzate sempre di pi\u00f9 dalla produzione di beni immateriali e da economie dell&rsquo;informazione basate sulle tecnologie digitali, l&rsquo;occupazione intellettuale ed impiegatizia supera quella operaia, ormai ridotta alla met\u00e0 della popolazione complessiva. Le conseguenze dell&rsquo;urbanizzazione e della forte concentrazione economica nelle citt\u00e0 si riflettono tuttavia negativamente sulla vita dei cittadini poveri o con redditi bassi che, a differenza delle classi pi\u00f9 agiate, che vivono nei quartieri migliori e che usufruiscono di una moltitudine di servizi, si trovano costretti a vivere in aree urbane e sobborghi caratterizzati da infrastrutture ed edifici degradati e servizi limitati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il programma lanciato dall&rsquo;Unione europea<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far fronte a queste problematiche, l&rsquo;Unione europea, a partire dal 2016, ha elaborato un dossier relativo a 10 mila centri urbani sparsi per il mondo, che sar\u00e0 presentato alle Nazioni Unite a marzo del prossimo anno. Il dossier, realizzato insieme con la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura), l&rsquo;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e la Bancamondiale, mira a realizzare un programma condiviso di cooperazione internazionale urbana tra le principali citt\u00e0 del mondo. Attualmente, il programma vede la partecipazione di 70 citt\u00e0 del mondo, 35 delle quali si trovano nei paesi dell&rsquo;Ue, le cui amministrazioni stanno lavorando a piani d&rsquo;azione locali dedicati alla qualit\u00e0 dell&rsquo;ambiente urbano, dell&rsquo;accesso alla risorse idriche, dei trasporti e della salute dei cittadini che vivono nelle citt\u00e0. Tra le citt\u00e0 che partecipano al programma ci sono <strong>Oslo<\/strong>, che di recente ha annunciato di voler diventare la prima citt\u00e0 senza auto entro il 2019, <strong>Parigi<\/strong>, che negli ultimi anni ha realizzato numerose zone pedonali e parchi all&rsquo;interno della citt\u00e0, tra i quali anche la nota &ldquo;Promenade plant\u00e9e&rdquo; (Figura 1). Nel programma sono coinvolte inoltre Chicago e <strong>New York<\/strong>, dove nel 2011 \u00e8 stata inaugurata la <em>High Line<\/em>, una ferrovia sopraelevata dismessa trasformata in passeggiata verde e luogo di svago. Nelle citt\u00e0 si stanno poi diffondendo varie forme di <em>bike sharing<\/em>, spesso senza stazioni di riconsegna, non soltanto in Europa, ma anche in Cina, dove il trasporto su bicicletta in citt\u00e0 \u00e8 passato negli ultimi due anni dal 5,5 all&rsquo;11,6 per cento del totale, con notevoli benefici in termini di riduzione dell&rsquo;inquinamento atmosferico e di miglioramento della qualit\u00e0 di vita dei cittadini. <strong>Londra <\/strong>ha recentemente approvato&nbsp; una serie di progetti urbani tra i quali il &ldquo;100 Pocket Parks&rdquo;, che prevede la realizzazione di cento nuovi parchi in 26 quartieri della citt\u00e0, e il &ldquo;National Park City&rdquo;, che mira a ricoprire la capitale londinese di infrastrutture verdi (<em>Green Roof and Walls<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12262\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/48167817_930258887171840_8241772869265129472_o.jpg\" style=\"width: 500px; height: 333px;\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 1. Scorcio della Promenade plant\u00e9e, a Parigi (foto: Andrea Campiotti)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Milano punta sulla sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di progetti improntati alla sostenibilit\u00e0 ambientale delle citt\u00e0, non si pu\u00f2 non citare Milano che con il suo <strong>Bosco Verticale<\/strong> (Figura 3), realizzato nel 2014, ha fatto parlare di s\u00e9 in tutto il mondo, ponendosi come modello di densificazione della natura all&rsquo;interno della citt\u00e0. A Milano sono in corso numerosi programmi di inverdimento di balconi, terrazzi e pareti degli edifici, sia pubblici che privati. In questo modo, la citt\u00e0 ha avviato una rapida riconversione degli edifici urbani all&rsquo;insegna della sostenibilit\u00e0, diminuendo le &ldquo;isole di calore&rdquo; (<em>heat island<\/em>), tutelando la biodiversit\u00e0 vegetale e animale, diminuendo l&rsquo;inquinamento atmosferico e migliorando la qualit\u00e0 di vita dei cittadini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12319\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/DSC_0223.JPG\" style=\"width: 500px; height: 333px;\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 2. Bosco Verticale a Milano (foto: Andrea Campiotti)<\/em><\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><strong><em>Fonti per approfondire:<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Il ritorno delle citt\u00e0 stato. Aspenia, 2018.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>Javier Echeverria, Telepolis. La nuova citt\u00e0 telematica. Laterza, 1994.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>Urban Agenda for the EU. ec.europa.eu .<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Nota:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>L&rsquo;immagine d&rsquo;intestazione dell&rsquo;articolo mostra una parte dello skyline di Milano. La foto \u00e8 stata scattata da Andrea Campiotti (autore dell&rsquo;articolo).<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12321,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12320","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/DSC_0227-scaled.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 7 anni fa","modified":"Aggiornato 7 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 12\/12\/2018","modified":"Aggiornato il 12\/12\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 12\/12\/2018 10:20","modified":"Aggiornato il 12\/12\/2018 10:20"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12320"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}