{"id":12301,"date":"2018-11-26T10:06:14","date_gmt":"2018-11-26T10:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/litalia-e-seconda-europa-tasso-di-circolarita-dei-rifiuti\/"},"modified":"2018-11-26T10:06:14","modified_gmt":"2018-11-26T10:06:14","slug":"litalia-e-seconda-europa-tasso-di-circolarita-dei-rifiuti","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=litalia-e-seconda-europa-tasso-di-circolarita-dei-rifiuti","title":{"rendered":"L\u2019Italia \u00e8 seconda in Europa per tasso di circolarit\u00e0 dei rifiuti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L&rsquo;Italia \u00e8 al secondo posto in Europa, dopo i Paesi Bassi, per tasso di circolarit\u00e0 dei rifiuti. Nel nostro Paese sono attive 25 mila imprese nel riutilizzo e nella riparazione dei prodotti e, con lo sviluppo dell&rsquo;economia circolare, cos\u00ec come delineato dalle recenti normative europee, si potrebbero creare fino a 50 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, manca ancora una strategia nazionale dedicata al settore dell&rsquo;economia circolare.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Il rapporto del Circular Economy Network<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;Italia \u00e8 al secondo posto in Europa, dopo i Paesi Bassi, per tasso di circolarit\u00e0 dei rifiuti (il 18,5% contro il 27% dei Paesi Bassi). Nel nostro Paese sono attive 25 mila imprese nel riutilizzo e nella riparazione dei prodotti e, con lo sviluppo dell&rsquo;economia circolare, cos\u00ec come delineato dalle recenti normative europee, si potrebbero creare fino a 50 mila nuovi posti di lavoro. Di questi, 23 mila nell&rsquo;ambito della gestione dei rifiuti, 16 mila nelle imprese che operano nel campo della riparazione e 11 mila nel settore della bioeconomia. Questo \u00e8 quanto emerge dal <a href=\"http:\/\/www.fondazionesvilupposostenibile.org\/wp-content\/uploads\/dlm_uploads\/2018\/11\/Potenzialit%C3%A0-e-ostacoli-per-leconomia-circolare-in-Italia.pdf)\"><strong>rapporto &ldquo;Potenzialit\u00e0 e ostacoli per l&rsquo;economia circolare in Italia&rdquo;<\/strong><\/a>, presentato lo scorso 22 novembre a Roma, presso il Senato della Repubblica (Figura 1). Il rapporto \u00e8 stato pubblicato dal Circular Economy Network, <em>think tank<\/em> promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile insieme con una rete di 13 imprese che operano nel settore dell&rsquo;economia circolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12300\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Italia-seconda-in-Europa_fig.1.jpg\" style=\"width: 550px; height: 309px;\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Italia-seconda-in-Europa_fig.1.jpg 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Italia-seconda-in-Europa_fig.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Italia-seconda-in-Europa_fig.1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. Presentazione del rapporto &ldquo;Potenzialit\u00e0 e ostacoli per l&rsquo;economia circolare in Italia&rdquo; presso l&rsquo;Aula Capitolare del Senato della Repubblica, Roma (foto: Andrea Campiotti)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto offre una visione congiunta sulle potenzialit\u00e0 dell&rsquo;economia circolare per i diversi settori economici del nostro Paese e sulla necessit\u00e0 di adeguarsi a nuovi target fissati dall&rsquo;Unione europea. Secondo alcuni studi del Parlamento europeo, indicati nel rapporto, politiche mirate al prolungamento della durata dei beni potrebbero garantire maggiore occupazione e un fatturato pi\u00f9 elevato nei settori della conservazione, riparazione e affitto e compravendita dei prodotti. Un incremento dell&rsquo;1% di queste attivit\u00e0, si legge nel rapporto, potrebbe generare un mercato aggiuntivo di 7,9 miliardi di euro all&rsquo;anno a livello europeo, di cui quasi 1,2 miliardi in Italia. Anche il settore della bioeconomia potrebbe avere un forte sviluppo. Da qui al 2020, si prevede una crescita di 40 miliardi di euro all&rsquo;anno e un&rsquo;occupazione aggiuntiva di 90 mila nuovi posti di lavoro a livello europeo. &ldquo;La strategia europea sull&rsquo;economia circolare pone l&rsquo;accento sulla necessit\u00e0 di sviluppare il settore della bioeconomia rigenerativa&rdquo;, ha dichiarato <strong>Edo Ronchi<\/strong>, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. &ldquo;Occorre una strategia integrata e coordinata per lo sviluppo delle varie filiere della bioeconomia. Sarebbe utile istituire un&rsquo;Autorit\u00e0 dedicata al monitoraggio e ai controlli nel settore dell&rsquo;economia circolare&rdquo;, ha aggiunto Ronchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della presentazione del rapporto sono stati enunciati i cosiddetti &ldquo;nodi&rdquo; del <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/headlines\/society\/20170120STO59356\/pacchetto-sull-economia-circolare-nuovi-obiettivi-di-riciclaggio-dell-ue\"><strong>pacchetto sull&rsquo;economia circolare<\/strong><\/a>, approvato dal Parlamento europeo lo scorso aprile, tra i quali: la necessit\u00e0 di rendere concrete ed efficaci le misure contenute nel pacchetto per ridurre la produzione dei rifiuti; adottare misure per raggiungere i target europei previsti per il riciclo dei rifiuti; adeguare con urgenza la normativa sulla cessazione della qualifica di rifiuto, approvando i decreti <em>End of Waste<\/em>; migliorare la riciclabilit\u00e0 dei prodotti e sviluppare il mercato delle materie prime seconde e dei beni riciclati; difendere e rafforzare i consorzi italiani dei rifiuti; cominciare ad adottare le misure contenute nella recente <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/italy\/news\/20180116_strategia_UE_sui_rifiuti_della_plastica_it\"><strong>Strategia europea per la plastica<\/strong><\/a>, varata dalla Commissione europea lo scorso gennaio. <strong>Secondo la Ellen MacArthur Foundation, la transizione ad un&rsquo;economia circolare potrebbe comportare un risparmio netto annuo di 640 milioni di euro sul costo di approvvigionamento di materiali per il sistema manifatturiero europeo<\/strong>. &ldquo;L&rsquo;Italia ha in questo campo la possibilit\u00e0 di conquistare un ruolo centrale in una partita strategica per tutta l&rsquo;Unione europea&rdquo;, ha dichiarato <strong>Luca dal Fabbro<\/strong>, vicepresidente del Circular Economy Network. &ldquo;Dobbiamo far fare un salto di qualit\u00e0 al nostro sistema produttivo&rdquo;, ha aggiunto <strong>Simona Bonaf\u00e8<\/strong>, eurodeputata relatrice del pacchetto europeo sull&rsquo;economia circolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le migliori startup italiane dell&rsquo;economia circolare<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del convegno sono state presentate le tre aziende vincitrici del <a href=\"https:\/\/circulareconomynetwork.it\/premio-economia-circolare\/\"><strong>Premio nazionale &ldquo;Startup dell&rsquo;economia circolare 2018&rdquo;<\/strong><\/a>, organizzato dal Circular Economy Network. Le tre aziende che sono salite sul podio dei vincitori sono: <strong>Rubber Conversion<\/strong>, che ha ideato un processo chimico e un impianto&nbsp; che permettono il riciclo di qualsiasi mescola di gomma usata nell&rsquo;industria degli pneumatici e dei prodotti tecnici;&nbsp;<strong>Agrobiom&nbsp;<\/strong>che ha prodotto un biospray pacciamante da scarti agroindustriali alternativo all&rsquo;uso delle plastiche; <strong>Specialised Polymers Industry<\/strong> che ha messo a punto un metodo per il recupero dei fanghi di cartiera generalmente destinati allo smaltimento in discarica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12302,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12301","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Italia-seconda-in-Europa_principale.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 26\/11\/2018","modified":"Aggiornato il 26\/11\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 26\/11\/2018 10:06","modified":"Aggiornato il 26\/11\/2018 10:06"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12302"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12301"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}