{"id":12297,"date":"2018-11-21T10:05:20","date_gmt":"2018-11-21T10:05:20","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/lagricoltura-urbana-citta-piu-resilienti-e-sostenibili\/"},"modified":"2018-11-21T10:05:20","modified_gmt":"2018-11-21T10:05:20","slug":"lagricoltura-urbana-citta-piu-resilienti-e-sostenibili","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=lagricoltura-urbana-citta-piu-resilienti-e-sostenibili","title":{"rendered":"L\u2019agricoltura urbana per citt\u00e0 pi\u00f9 resilienti e sostenibili"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Nel 2025 oltre la met\u00e0 della popolazione mondiale vivr\u00e0 nelle citt\u00e0. La vertiginosa crescita demografica comporter\u00e0 un&rsquo;urbanizzazione senza precedenti, con enormi conseguenze in termini ambientali e di approvvigionamento alimentare. Da alcuni anni a questa parte, la FAO ha individuato nell&rsquo;agricoltura urbana una &quot;via d&rsquo;uscita alla povert\u00e0 alimentare&quot;, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove, nei prossimi anni, stando alle stime, si concentrer\u00e0 buona parte della popolazione mondiale.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Una vertiginosa crescita demografica<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Secondo le stime delle principali Agenzie internazionali (UNP, FAO, OECD), nel 2025, oltre il 50% degli 8 miliardi di persone (previsti) che abiteranno il pianeta, vivr\u00e0 in aree urbane<\/strong>. I tassi di urbanizzazione pi\u00f9 elevati interesseranno le citt\u00e0 dell&rsquo;America Latina, dell&rsquo;Asia e dell&rsquo;Africa. Stando alle stime, entro il 2025, il mondo assister\u00e0 ad un boom senza precedenti di &ldquo;megacitt\u00e0&rdquo;, cio\u00e8 citt\u00e0 con oltre 10 milioni di abitanti: Pechino avr\u00e0 una popolazione di 23 milioni di abitanti, Tokyo di 37 milioni, Manila (Filippine) arriver\u00e0 a 16, New Delhi (India) superer\u00e0 i 28, New York &ndash; Newark sfiorer\u00e0 i 21, Citt\u00e0 del Messico, che gi\u00e0 oggi rappresenta il principale agglomerato urbano del mondo, arriver\u00e0 25, mentre Dhaka (Bangladesh) quasi a 21 (Figura 1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/sites\/default\/files\/immagini_articoli\/agricoltura urbana citt\u00e0 resilienti_fig.1.jpg\" style=\"width: 550px; height: 488px;\" \/><\/p>\n<p><em>Figura 1. Le citt\u00e0 con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti nel 2010 e le stime di crescita demografica al 2025 (fonte: Nazioni Unite, 2018)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&rsquo;agricoltura urbana pu\u00f2 essere la soluzione<\/strong><\/h3>\n<p>Da alcuni anni a questa parte, la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura) ha individuato una &quot;via d&rsquo;uscita alla povert\u00e0 alimentare&quot; nell&rsquo;agricoltura urbana, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove, nei prossimi anni, stando alle stime, si concentrer\u00e0 buona parte della popolazione mondiale. La crescita demografica comporter\u00e0 un&rsquo;urbanizzazione senza precedenti, con enormi conseguenze in termini ambientali e di approvvigionamento alimentare. Nelle citt\u00e0 dei Paesi in via di sviluppo, l&rsquo;agricoltura urbana potrebbe rappresentare una soluzione alla povert\u00e0, non solo alimentare, ma anche economica e sociale. Essa avrebbe tutte le potenzialit\u00e0 per garantire l&rsquo;accesso sicuro al cibo alle famiglie povere e a basso reddito e rispondere alle necessit\u00e0 alimentari di anziani, donne e bambini. Il fenomeno dell&rsquo;agricoltura urbana non si sta diffondendo solo nelle citt\u00e0 dei Paesi in via di sviluppo. Anche nei Paesi cosiddetti &quot;occidentali&quot;, la sicurezza alimentare rappresenta una prerogativa e l&rsquo;agricoltura urbana ha trovato l&rsquo;interesse da parte delle amministrazioni locali, delle associazioni e dei cittadini. <strong>A Montreal (Quebec), ad esempio, il 44% dei cittadini \u00e8 coinvolto nella produzione di cibo nei parchi municipali, nei terreni privati, nei cortili, nei balconi, nei tetti o in uno dei tanti orti comunitari realizzati dall&rsquo;amministrazione locale<\/strong>. Negli Stati Uniti, invece, dove, stando alle stime, almeno 30 milioni di persone non possono permettersi l&rsquo;acquisto di una quantit\u00e0 di cibo sufficiente al loro fabbisogno alimentare, l&rsquo;agricoltura urbana, nelle citt\u00e0 dove viene praticata, ha dei risvolti di carattere sociale: essa contribuisce, infatti, a migliorare la dieta alimentare delle classi pi\u00f9 povere, spesso iperproteica, povera di vitamine e fibre e basata, nella generalit\u00e0 dei casi, sui cosiddetti &quot;cibi spazzatura&quot; (<em>junk foods<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il caso di Detroit, negli Stati Uniti<\/strong><\/h3>\n<p>Un esempio virtuoso di come l&rsquo;agricoltura urbana possa trasformare una citt\u00e0 industriale in una citt\u00e0 verde \u00e8 quello offerto da Detroit, capoluogo della contea di Wayne, nello Stato del Michigan (Stati Uniti). Conosciuta per decenni come la capitale americana dell&rsquo;industria e dell&rsquo;auto, dopo la crisi automobilistica che ha portato alla chiusura degli stabilimenti delle tre principali aziende che operavano in citt\u00e0, cio\u00e8 Ford, Chrysler e General Motors, ha subito un calo del 40% della popolazione e accumulato un debito di oltre 20 miliardi di dollari. A Detroit era diventato persino impossibile trovare prodotti alimentari freschi. Oggi, grazie all&rsquo;avvio di progetti di agricoltura urbana e messa a verde degli stabilimenti industriali abbandonati, Detroit si sta miracolosamente rigenerando. Dal 2000 ad oggi, gli orti urbani (Figura 2) hanno contribuito alla produzione annuale di centinaia di tonnellate di prodotti vegetali freschi per le famiglie, per i ristoranti e i locali della citt\u00e0, portando Detroit ad essere considerata ormai la capitale della rivoluzione verde americana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/sites\/default\/files\/immagini_articoli\/agricoltura urbana citt\u00e0 resilienti_fig.2.jpg\" style=\"width: 550px; height: 413px;\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 2. Agricoltura urbana a Detroit, negli Stati Uniti (foto: Detroit Metro Times)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>I molteplici benefici dell&rsquo;agricoltura urbana<\/strong><\/h3>\n<p>L&rsquo;agricoltura urbana non rappresenta solo un modello di &ldquo;filiera corta&rdquo; (a km 0), ma contribuisce anche al miglioramento del clima urbano e, di conseguenza, al benessere dei cittadini. Le piante, grazie all&rsquo;energia solare e ai sali minerali fornitegli dall&rsquo;acqua e dal suolo, trasformano la CO<sub>2<\/sub> in ossigeno per l&rsquo;ambiente e in zuccheri e amidi necessari per la loro stessa vita (fotosintesi clorofilliana). E i benefici non sono solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. In Italia, l&rsquo;agricoltura urbana \u00e8 un fenomeno in rapida crescita. Secondo le valutazioni della Coldiretti, condotte sui dati del <strong>rapporto dell&rsquo;Istat Ambiente Urbano 2017<\/strong>, le aree verdi destinate alla realizzazione di orti pubblici, nelle citt\u00e0 capoluogo, si estendono per quasi 2 milioni di metri quadrati. Insomma, l&rsquo;agricoltura urbana rappresenta ormai una realt\u00e0 consolidata a livello globale. Essa rappresenta uno strumento efficace contro la povert\u00e0 e lo scarso accesso al cibo, oltrech\u00e9 una strategia di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale a disposizione delle amministrazioni locali. L&rsquo;agricoltura urbana contribuisce inoltre a migliorare il comfort estetico delle citt\u00e0 e a creare servizi di inclusione per le persone affette da difficolt\u00e0 fisiche e psichiche. Essa rappresenta poi un&rsquo;ottima soluzione contro lo stress che colpisce buona parte della popolazione nelle grandi citt\u00e0 del mondo e uno strumento didattico per l&rsquo;educazione delle nuove generazioni. Data la sua multifunzionalit\u00e0, l&rsquo;agricoltura urbana pu\u00f2 essere considerata una soluzione efficace per migliorare la resilienza, la sostenibilit\u00e0, la biodiversit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita delle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12297","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 21\/11\/2018","modified":"Aggiornato il 21\/11\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 21\/11\/2018 10:05","modified":"Aggiornato il 21\/11\/2018 10:05"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12297"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}