{"id":12281,"date":"2018-11-09T10:49:15","date_gmt":"2018-11-09T10:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/rapporto-greenitaly-2018-litalia-tra-le-prime-economie-verdi-europa\/"},"modified":"2018-11-09T10:49:15","modified_gmt":"2018-11-09T10:49:15","slug":"rapporto-greenitaly-2018-litalia-tra-le-prime-economie-verdi-europa","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=rapporto-greenitaly-2018-litalia-tra-le-prime-economie-verdi-europa","title":{"rendered":"Rapporto GreenItaly 2018: l\u2019Italia tra le prime economie verdi in Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Secondo il rapporto GreenItaly 2018, negli ultimi cinque anni, un&rsquo;impresa su quattro ha investito in prodotti e tecnologie green per ridurre l&rsquo;impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO<sub>2<\/sub>, mentre i cosiddetti &ldquo;green jobs&rdquo; occupano ormai 3 milioni di lavoratori. L&rsquo;Italia leader in Europa anche per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti e l&rsquo;economia circolare. Con 31,5 miliardi di euro di valore aggiunto generato ogni anno, l&rsquo;agricoltura italiana si colloca al primo posto nella classifica Ue a 28, davanti a Francia, Spagna e Germania.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Un&rsquo;impresa su quattro in Italia ha puntato sulla green economy<\/strong><\/h3>\n<p>L&rsquo;Italia rappresenta una delle prime &ldquo;economie verdi&rdquo; all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione europea. Negli ultimi cinque anni, oltre 345 mila imprese hanno investito in prodotti e tecnologie green per ridurre l&rsquo;impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO<sub>2<\/sub>, mentre i cosiddetti <em>green jobs<\/em> occupano ormai 3 milioni di lavoratori. Questo \u00e8 quanto emerge dal rapporto <a href=\"http:\/\/www.symbola.net\/assets\/files\/GreenItaly%2018%20WEB_1540812454.pdf\"><strong>GreenItaly 2018<\/strong><\/a> &nbsp;presentato a Roma lo scorso 30 ottobre. Il rapporto \u00e8 stato redatto dalla Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Conai e Novamont e sotto il patrocinio del Ministero dell&rsquo;ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nel 2018, sottolinea il rapporto, c&rsquo;\u00e8 stata una domanda di 474 mila nuovi contratti relativi a <em>green jobs<\/em>. Tra le figure professionali maggiormente richieste figurano gli ingegneri energetici, gli agricoltori biologici, gli esperti di acquisti verdi, i tecnici meccatronici e gli installatori di impianti termici a basso impatto ambientale. La prima regione italiana per numero di contratti relativi a <em>green jobs<\/em>, la cui attivazione \u00e8 prevista per quest&rsquo;anno, \u00e8 la Lombardia, dove se ne contano oltre 123 mila, cio\u00e8 il 26,1% del totale nazionale. Seguono l&rsquo;Emilia Romagna e il Lazio con poco pi\u00f9 di 45 mila richieste (9,6% del totale nazionale), Veneto con 42.654 (9%) e Piemonte con 38.869 (8,2%). In fondo alla classifica compaiono Puglia con 20.912 (4,4%), Sicilia con 19.994 (4,2%) e Friuli-Venezia Giulia con 11.546 (2,4%). A livello locale, le prime provincie per numero di contratti relativi a <em>green jobs<\/em> sono Milano (+63.242 nuove posizioni), Roma (+37.570), Torino (+23.478) e Napoli (+16.761) (Figura 1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12280\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greenreport_fig.1.jpg\" style=\"width: 522px; height: 411px;\" width=\"522\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greenreport_fig.1.jpg 522w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greenreport_fig.1-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. Distribuzione nazionale dei contratti relativi a &ldquo;green jobs&rdquo; la cui attivazione \u00e8 prevista per il 2018 (fonte: rapporto GreenItaly 2018)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&rsquo;Italia leader nelle performance ambientali<\/strong><\/h3>\n<p>Il rapporto GreenItaly 2018 riconosce l&rsquo;Italia tra i leader europei per quanto riguarda le performance ambientali nei seguenti ambiti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Materie prime<\/strong>. Con 307 tonnellate di materia prima per ogni milione di euro prodotto dalle imprese, l&rsquo;Italia risulta pi\u00f9 efficiente rispetto alla media Ue a 28 (455 t), collocandosi al terzo posto dopo Regno Unito (236 t) e Lussemburgo (283 t) (dati Eurostat).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Energia<\/strong>. L&rsquo;Italia si posiziona al secondo posto nella classica Ue a 28, dopo il Regno Unito, per consumi energetici per unit\u00e0 di prodotto, con 14,2 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro (il Regno Unito ne consuma 10,6 t).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Riduzione delle emissioni<\/strong>. L&rsquo;Italia si colloca al terzo posto tra le prime cinque grandi economie dell&rsquo;Unione europea, con 104,2 tonnellate di CO<sub>2<\/sub> per milione di euro prodotto, dietro a Francia (85,5 t) e Regno Unito (93,4 t), ma davanti a Spagna e Germania.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Rifiuti<\/strong>. Con 43,2 tonnellate per ogni milione di euro prodotto, l&rsquo;Italia si colloca al primo posto tra i Paesi dell&rsquo;Unione europea per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti (la media Ue \u00e8 di 9,3 t).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Economia circolare<\/strong>. Per ogni chilogrammo di risorsa consumata l&rsquo;Italia genera 4 euro di PIL, a fronte di una media Ue di 2,2 euro (dati dell&rsquo;Istituto di ricerche Ambiente Italia). L&rsquo;Italia \u00e8 inoltre il Paese dell&rsquo;area Ue con la pi\u00f9 elevata percentuale di riciclo dei rifiuti urbani ed industriali (il 79% dei rifiuti viene avviato a riciclo a fronte di una media Ue del 38%). Insieme con la Germania, l&rsquo;Italia \u00e8 leader in termini di quantit\u00e0 di materie seconde riciclate nell&rsquo;industria manifatturiera. Ci\u00f2 comporta un risparmio potenziale pari a 21&nbsp; milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO<sub>2<\/sub> in meno emesse nell&rsquo;atmosfera.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&rsquo;agricoltura italiana \u00e8 la pi\u00f9 green d&rsquo;Europa<\/strong><\/h3>\n<p>L&rsquo;agricoltura italiana genera un valore aggiunto di 31,5 miliardi di euro ogni anno, cio\u00e8 il 18% del valore complessivo dell&rsquo;Ue a 28. Questo fa s\u00ec che l&rsquo;Italia si collochi al primo posto nella classifica Ue a 28, davanti a Francia (28,8 miliardi di valore aggiunto), Spagna (26,4 miliardi) e Germania (17,5 miliardi). I dati emergono da alcuni focus tematici della Coldiretti inseriti nel GreenItaly 2018 che confermano l&rsquo;importanza del settore nel panorama economico nazionale ed internazionale. Nel 2017, si legge nel rapporto, l&rsquo;export agroalimentare ha raggiunto il valore record di 41,03 miliardi di euro, con una crescita del 6,8% rispetto al 2016. Tuttavia, sottolinea la Coldiretti, persiste il problema del falso <em>Made in Italy<\/em> agroalimentare, che ha un valore pari ad oltre 100 miliardi di euro (con un incremento del 70% registrato solo negli ultimi 10 anni). L&rsquo;Italia si colloca comunque tra i primi Paesi a livello globale per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti alimentari. Nel nostro Paese i prodotto alimentari con residui chimici irregolari rappresentano appena lo 0,4% del totale, a fronte di una media Ue dell&rsquo;1,2%. Nel 2017, inoltre, l&rsquo;Italia \u00e8 stato il secondo Paese al mondo per export di prodotti biologici (quasi 2 miliardi di euro di fatturato), dietro ai soli Stati Uniti (2,4 miliardi di euro). Grazie alle sue molte tradizioni enogastronomiche e alla vastissima biodiversit\u00e0, sia animale che vegetale, l&rsquo;Italia pu\u00f2 inoltre vantare il maggior numero di indicazioni geografiche protette (IGP) per i prodotti alimentari, ben 296, che fanno del nostro Paese un <em>unicum<\/em> in Europa.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12282,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12281","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Greenreport_principale.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/11\/2018","modified":"Aggiornato il 09\/11\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/11\/2018 10:49","modified":"Aggiornato il 09\/11\/2018 10:49"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12281"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}