{"id":12237,"date":"2018-10-22T10:05:52","date_gmt":"2018-10-22T10:05:52","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/iea-la-produzione-di-plastica-sosterra-la-domanda-globale-di-petrolio\/"},"modified":"2018-10-22T10:05:52","modified_gmt":"2018-10-22T10:05:52","slug":"iea-la-produzione-di-plastica-sosterra-la-domanda-globale-di-petrolio","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=iea-la-produzione-di-plastica-sosterra-la-domanda-globale-di-petrolio","title":{"rendered":"IEA: la produzione di plastica sosterr\u00e0 la domanda globale di petrolio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Secondo un recente rapporto dell&rsquo;Agenzia internazionale dell&rsquo;energia, nei prossimi anni, la produzione di plastica potrebbe sostenere la domanda globale di petrolio. Le emissioni derivanti dal settore petrolchimico aumenteranno del 20% entro il 2030 e del 30% entro il 2050, mettendo a rischio gli obiettivi dell&rsquo;Accordo di Parigi, primo fra tutti, quello che punta a contenere l&rsquo;aumento della temperatura globale entro gli 1,5 &deg;C entro la fine del secolo. Secondo il Club di Roma, l&rsquo;unica strada possibile \u00e8 quella dello sviluppo sostenibile.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei prossimi anni, la produzione mondiale di plastica aumenter\u00e0 e sosterr\u00e0 la domanda globale di petrolio. A dirlo \u00e8 l&rsquo;Agenzia internazionale dell&rsquo;energia (IEA) in un suo recente rapporto dal titolo <a href=\"https:\/\/www.iea.org\/petrochemicals\/\"><strong><em>The future of Petrochemicals<\/em><\/strong><\/a>, pubblicato lo scorso 5 ottobre. Negli ultimi decenni, si legge nel rapporto, la maggior parte del petrolio estratto a livello globale \u00e8 servito per fornire carburante ai trasporti dotati di motori a scoppio. Tuttavia, nei prossimi anni, potrebbe registrarsi un&rsquo;inversione di tendenza: la domanda di petrolio per i trasporti dovrebbe diminuire entro il 2050 a causa dell&rsquo;aumento dei veicoli elettrici e di motori a combustione pi\u00f9 efficienti, ma ci\u00f2 sarebbe compensato dall&#39;aumento della domanda di prodotti petrolchimici. La domanda globale, sottolinea la IEA, nel 2017 rappresentava circa il 12% della domanda totale di petrolio, circa 12 milioni di barili di petrolio al giorno, e si prevede che possa salire al 14% nel 2030 e al 16% nel 2050, sfiorando quota 18 milioni di barili al giorno. La crescita della domanda di prodotti petrolchimici si registrer\u00e0 soprattutto in Cina e nei Paesi mediorientali, dove sono in costruzione grandi impianti industriali. Al contempo, <strong>la produzione di plastica, il prodotto petrolchimico pi\u00f9 diffuso a livello globale, aumenter\u00e0 vertiginosamente: del 30% entro il 2030 e del 60% entro il 2050<\/strong>, secondo le stime della IEA. Gi\u00e0 oggi, sottolinea il rapporto, la domanda di plastica rappresenta il principale motore dell&rsquo;industria petrolchimica e, dal 2000 ad oggi, ha superato quella di tutti gli altri materiali sfusi come acciaio, alluminio e cemento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015, secondo uno <a href=\"http:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/3\/7\/e1700782.full\"><strong>studio pubblicato sulla rivista <em>Science Advances<\/em><\/strong><\/a>, sono state prodotte circa 380 milioni di tonnellate di plastica a livello globale (nel 1950 erano solo 2 milioni di tonnellate). Nel 2050, invece, secondo il rapporto della IEA, si produrranno oltre 1 miliardo di tonnellate di plastica ogni anno e tutto ci\u00f2 avr\u00e0 un enorme impatto sull&rsquo;ambiente. Oltre all&rsquo;inquinamento da plastica degli oceani e dei mari &ndash; la Fondazione Ellen MacArthur sostiene che, di questo passo, nei mari e negli oceani ci sar\u00e0 pi\u00f9 plastica che pesci entro il 2050 (<a href=\"https:\/\/www.ellenmacarthurfoundation.org\/publications\/the-new-plastics-economy-rethinking-the-future-of-plastics\"><strong><em>The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics<\/em><\/strong><\/a>) &ndash; ci sar\u00e0 anche quello dovuto alle emissioni di CO<sub>2<\/sub> derivanti dall&rsquo;industria petrolchimica, che aumenteranno del 20% entro il 2030 e del 30% entro il 2050.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita della domanda globale di plastica, insieme con l&rsquo;aumento delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>, causato dalla crescita dell&rsquo;industria petrolchimica, metteranno a rischio gli obiettivi dell&rsquo;Accordo di Parigi, primo fra tutti, quello che punta a contenere l&rsquo;aumento della temperatura globale entro gli 1,5 &deg;C entro la fine del secolo. E secondo l&rsquo;ultimo <a href=\"http:\/\/www.ipcc.ch\/report\/sr15\/\"><strong>Special Report dell&rsquo;Ipcc<\/strong><\/a>, l&rsquo;organismo scientifico delle Nazioni Unite per la ricerca sui cambiamenti climatici, una delle soluzioni necessarie affinch\u00e9 si raggiunga l&rsquo;obiettivo sar\u00e0 proprio quella di abbandonare le fonti di energia fossili e intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile. A questo proposito, un <strong><a href=\"http:\/\/www.clubofrome.org\/report\/a-finer-future\/\">rapporto<\/a>&nbsp;<\/strong>pubblicato nei giorni scorsi, in occasione del summit per il cinquantennale del Club di Roma, suggerisce che l&rsquo;unica strada possibile per evitare la catastrofe climatica nei prossimi anni passa attraverso tre azioni fondamentali: l&rsquo;eliminazione di tutte le fonti di energia fossili entro il 2050, la fine delle prospezioni per la ricerca di depositi geologici di carbone e dei sussidi a petrolio, carbone e gas e una <em>carbon tax<\/em> a livello globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12238,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12237","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ecowave2018-plastica_principale.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 22\/10\/2018","modified":"Aggiornato il 22\/10\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 22\/10\/2018 10:05","modified":"Aggiornato il 22\/10\/2018 10:05"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12237"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}