{"id":12215,"date":"2018-10-09T10:00:43","date_gmt":"2018-10-09T10:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/litalia-resta-distante-dagli-obiettivi-dellagenda-2030\/"},"modified":"2018-10-09T10:00:43","modified_gmt":"2018-10-09T10:00:43","slug":"litalia-resta-distante-dagli-obiettivi-dellagenda-2030","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=litalia-resta-distante-dagli-obiettivi-dellagenda-2030","title":{"rendered":"L\u2019Italia resta distante dagli Obiettivi dell\u2019Agenda 2030"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Secondo il Rapporto 2018 dell&rsquo;ASviS l&rsquo;Italia \u00e8 indietro nel conseguimento degli Obiettivi dell&rsquo;Agenda 2030. Negli ultimi anni sono peggiorati povert\u00e0, situazione economica e occupazionale, disuguaglianze, condizioni delle citt\u00e0 e qualit\u00e0 dell&rsquo;ambiente. Tuttavia, secondo i dati dell&rsquo;Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, cresce la coscienza ecologica: 3 italiani su 4 si dicono interessati a parlare di sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>L&rsquo;ASviS propone un piano di sviluppo sostenibile per l&rsquo;Italia<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 stato presentato lo scorso 4 ottobre a Roma, presso l&rsquo;Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il <a href=\"http:\/\/asvis.it\/presentazione-rapporto-asvis-2018\/\"><strong>Rapporto 2018 dell&rsquo;ASviS<\/strong><\/a>, l&rsquo;Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, una rete formata da oltre 200 organizzazioni della societ\u00e0 civile, nata tre anni fa con l&rsquo;obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilit\u00e0 e la conoscenza dei temi dell&rsquo;<strong>Agenda 2030 <\/strong>delle Nazioni Unite. L&rsquo;Agenda 2030 rappresenta un programma d&rsquo;azione sottoscritto da 193 paesi del mondo (tra i quali l&rsquo;Italia) il 25 settembre 2015, composto da <strong>17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile<\/strong> (<em>Sustainable Development Goals<\/em>), ciascuno su un tema di interesse globale, da raggiungere entro il 2030, e <strong>169 target<\/strong>, alcuni dei quali vanno raggiunti anche entro il 2020. Gli SDGs rappresentano il proseguimento dei precedenti <strong>8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio<\/strong> (<em>Millennium Development Goals<\/em>), presenti nella Dichiarazione del Millennio, ovvero la precedente agenda internazionale promossa dalla Nazioni Unite a settembre del 2000. Essi rappresentano una serie di obiettivi comuni su questioni importanti per lo sviluppo dell&rsquo;umanit\u00e0: dalla lotta alla povert\u00e0 all&rsquo;eliminazione della fame nel mondo, dal contrasto al cambiamento climatico alla riduzione delle disuguaglianze, per citarne alcuni. Il rapporto di quest&rsquo;anno delinea una situazione critica per quanto riguarda le tendenze in atto in Italia rispetto a diversi obiettivi dell&rsquo;Agenda 2030, attraverso un&rsquo;analisi basata su 17 indicatori compositi (Figure 1 e 2), ciascuno relativo ad un diverso Goal. Negli ultimi anni, sottolinea l&rsquo;ASviS, nel nostro Paese gli indicatori relativi a povert\u00e0 (Goal 1), situazione economica e occupazionale (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle citt\u00e0 (Goal 11) e qualit\u00e0 dell&rsquo;ambiente (Goal 15) hanno rilevato un peggioramento. Per quanto riguarda gli obiettivi relativi all&rsquo;accesso all&rsquo;acqua e a strutture igienico-sanitarie sicure (Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizioni dei mari (Goal 14) e qualit\u00e0 della governance (Goal 16) la situazione \u00e8 rimasta immutata. Un leggero miglioramento si registra, invece, nell&rsquo;alimentazione e nell&rsquo;agricoltura sostenibile (Goal 2), nella salute delle persone (Goal 3), nell&rsquo;educazione (Goal 4), nella parit\u00e0 di genere (Goal 5), nell&rsquo;innovazione tecnologica (Goal 9), nei modelli sostenibili di produzione e di consumo (Goal 12), nella lotta ai cambiamenti climatici (Goal 13) e nella cooperazione internazionale (Goal 17).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12213\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.1_0.png\" style=\"width: 550px; height: 886px;\" width=\"440\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.1_0.png 440w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.1_0-220x300.png 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. Indicatori sintetici per l&rsquo;Italia relativi agli Obiettivi 1 &ndash; 8 dell&rsquo;Agenda 2030 (fonte: Rapporto ASviS 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12214\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.2_0.png\" style=\"width: 550px; height: 776px;\" width=\"425\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.2_0.png 425w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_fig.2_0-213x300.png 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 2. Indicatori sintetici per l&rsquo;Italia relativi agli Obiettivi 9 &ndash; 16 dell&rsquo;Agenda 2030 (fonte: Rapporto ASviS 2018<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver passato in rassegna l&rsquo;evoluzione, negli ultimi anni, dei vari obiettivi dell&rsquo;Agenda 2030, il rapporto evidenzia la necessit\u00e0, per l&rsquo;Italia, di adottare misure concrete affinch\u00e9 vengano raggiunti i target previsti. &ldquo;Ci\u00f2 che manca &ndash; ha evidenziato il <strong>portavoce dell&rsquo;ASviS<\/strong> <strong>Enrico Giovannini<\/strong> nel corso della presentazione del rapporto &ndash; \u00e8 una visione coordinata delle politiche per costruire un futuro dell&rsquo;Italia equo e sostenibile&rdquo;. Per fare questo, si legge nel rapporto, <strong>l&rsquo;ASviS propone un piano d&rsquo;azione articolato in nove punti<\/strong>, tra i quali compaiono l&rsquo;introduzione dello &ldquo;sviluppo sostenibile&rdquo; tra i principi fondamentali della Costituzione, l&rsquo;attivazione di una Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile (prevista dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio del 16 marzo 2018), la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in &ldquo;Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile&rdquo; e l&rsquo;adozione di un&rsquo;Agenda urbana nazionale che garantisca lo sviluppo sostenibile delle aree metropolitane, in linea con l&rsquo;Obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030. Si chiede inoltre che il Bes (indicatore di Benessere equo e sostenibile) entri a far parte della programmazione economica, che la Presidenza del Consiglio istituisca un organismo permanente di vigilanza sulle politiche a favore della parit\u00e0 di genere, che si predispongano delle linee guida rivolte alle amministrazioni pubbliche affinch\u00e9 applichino standard ambientali e organizzativi in linea con gli obiettivi dell&rsquo;Agenda 2030, che si intervenga, a partire dalla prossima Legge di Bilancio, per assicurare il conseguimento dei 22 target previsti per il 2020 e che si attivino maggiori investimenti nella finanza sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La transizione ad uno sviluppo sostenibile passa dalle persone<\/strong><\/h3>\n<p>La voglia di sostenibilit\u00e0 emerge anche dai dati dell&rsquo;<strong>Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile 2018<\/strong>, un&rsquo;indagine che analizza l&rsquo;interesse e la percezione della popolazione circa il tema della sostenibilit\u00e0, basata su conoscenza, atteggiamento, comportamenti d&rsquo;acquisto e di consumo, scelte di turismo fatte da un campione rappresentativo di persone. L&rsquo;indagine di quest&rsquo;anno \u00e8 stata svolta sotto il patrocinio della Commissione europea, del Ministero dell&#39;ambiente e della tutela del territorio e del mare, della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Secondo i dati relativi al 2018 <strong>il tema della sostenibilit\u00e0 ambientale interessa ben 37,8 milioni di persone, ovvero il 74% della popolazione italiana<\/strong> (il 15% in pi\u00f9 rispetto al 2017 e il 31% in pi\u00f9 rispetto al primo Osservatorio del 2015). Tra i temi che pi\u00f9 interessano gli italiani, sottolinea l&rsquo;Osservatorio, figurano i benefici della raccolta differenziata, gli effetti dell&rsquo;inquinamento atmosferico, l&rsquo;agricoltura biologica e i danni causati dall&rsquo;uso dei pesticidi. Negli ultimi anni, rileva l&rsquo;indagine, sono aumentate le persone disposte ad usare le energie rinnovabili per alimentare i consumi nella propria casa e del proprio ufficio (96% degli intervistati) e quelle che ritengono che l&rsquo;Italia debba investire maggiormente in questo settore, abbandonando le fonti fossili, come petrolio e carbone (95%). Sono inoltre aumentate le persone disponibili a spendere, anche qualcosa in pi\u00f9, per fare efficienza energetica, comprando lampade a LED ed elettrodomestici con minori consumi elettrici (73%).<\/p>\n<p>I dati dell&rsquo;Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile sono positivi e sottolineano che uno degli &ldquo;ingredienti fondamentali&rdquo; nella transizione ad uno sviluppo sostenibile, oltre alla tecnologia e ad una buona governance, \u00e8 proprio il cambiamento di mentalit\u00e0 delle persone (&ldquo;L&rsquo;Utopia sostenibile, 2018). Il 2030 \u00e8 vicino e molti target vanno raggiunti entro il 2020. Insomma, ora bisogna passare dalle parole ai fatti e imboccare la strada dello sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12216,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12215","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Italia-distante-obiettivi-2030_principale.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/10\/2018","modified":"Aggiornato il 09\/10\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/10\/2018 10:00","modified":"Aggiornato il 09\/10\/2018 10:00"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12215"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}