{"id":12204,"date":"2018-10-08T09:16:28","date_gmt":"2018-10-08T09:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/rischio-il-primo-obiettivo-dellagenda-2030\/"},"modified":"2018-10-08T09:16:28","modified_gmt":"2018-10-08T09:16:28","slug":"rischio-il-primo-obiettivo-dellagenda-2030","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=rischio-il-primo-obiettivo-dellagenda-2030","title":{"rendered":"A rischio il primo obiettivo dell&#8217;Agenda 2030"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>1,3 miliardi di persone nel mondo sono povere. La met\u00e0 di questi \u00e8 costituita da persone sotto i 18 anni. A questi si aggiungono altri 879 milioni di persone che potrebbero cadere in condizioni di povert\u00e0 a causa di conflitti, malattie, siccit\u00e0, disoccupazione e altri fattori. A dirlo \u00e8 l&rsquo;ultimo Multidimensional Poverty Index.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La met\u00e0 di tutte le persone che vivono in condizioni di povert\u00e0 nel mondo ha meno di 18 anni. Questo \u00e8 uno dei dati pi\u00f9 allarmanti presenti nell&rsquo;ultimo <a href=\"http:\/\/hdr.undp.org\/en\/2018-MPI\"><strong><em>Multidimensional Poverty Index<\/em><\/strong><\/a> (MPI), una misurazione alternativa rispetto a quella meramente economica, basata esclusivamente sul reddito pro-capite, che prende in considerazione tre fattori determinanti per lo sviluppo della persona: salute, educazione e standard di vita (Figura 1). Ideato dall&rsquo;<strong><em>Oxford Poverty and Human Development Initiative<\/em> <\/strong>(OPHI) insieme con lo <strong><em>United Nations Development Programme&nbsp;<\/em><\/strong>(UNDP) e giunto quest&rsquo;anno alla sua ottava edizione, il MPI costituisce oggi uno degli strumenti statistici pi\u00f9 attendibili nella misurazione della povert\u00e0. L&rsquo;Indice sulla povert\u00e0 multidimensionale prende in considerazione le condizioni di povert\u00e0 di 104 Paesi dove vivono 5,6 miliardi di persone, circa tre quarti della popolazione globale. Dall&rsquo;Indice emerge che 1,3 miliardi di persone nel mondo vive in condizioni di povert\u00e0 multidimensionale e la met\u00e0 di questi \u00e8 in gravi condizioni. L&rsquo;83% dei poveri multidimensionali vive nell&rsquo;Africa subsahariana e nei Paesi dell&rsquo;Asia meridionale, rispettivamente 560 milioni di persone (58% della popolazione), di cui 342 milioni in condizioni molto gravi, e 546 milioni (31% della popolazione), di cui 200 milioni gravi. I dati inerenti alle altre regioni del mondo sono meno gravi e vanno dal 19% negli Stati arabi al 2% in Europa e in Asia centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;Indice rileva poi significative disparit\u00e0 all&rsquo;interno dei singoli Paesi: su 1.101 regioni subnazionali analizzate in 87 Paesi si rilevano forti diseguaglianze, soprattutto fra le regioni urbane e quelle rurali. Queste ultime raccolgono la maggior parte dei poveri multidimensionali, circa 1,1 miliardi di persone, con un tasso di povert\u00e0 quattro volte superiore a quello rilevato nelle aree urbane. Nonostante la povert\u00e0 multidimensionale sia molto diffusa, vi sono alcuni segni di miglioramento. In India, ad esempio, tra il 2006 e il 2016, 271milioni di persone sono uscite dalla povert\u00e0, mentre tra il 2006 e il 2017 l&rsquo;aspettativa di vita nell&rsquo;Africa subsahariana e nell&rsquo;Asia meridionale \u00e8 aumentata rispettivamente di 7 e di 4 anni. Al contempo, il tasso di istruzione primaria in queste regioni \u00e8 salito al 100%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12203\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Rischio-ob.agenda-2030_fig.1.png\" style=\"width: 600px; height: 147px;\" width=\"768\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Rischio-ob.agenda-2030_fig.1.png 768w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Rischio-ob.agenda-2030_fig.1-300x73.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1.<\/em> <em>Tre fattori determinanti per lo sviluppo della persona: salute, educazione e standard di vita (fonte: Multidimensional Poverty Index, 2018)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&ldquo;L&rsquo;Indice di povert\u00e0 multidimensionale \u00e8 uno strumento efficace per esaminare la povert\u00e0 a livello globale &ndash; ha sottolineato il Direttore dell&rsquo;OPHI <strong>Sabina Alkire<\/strong>. &ldquo;Le misure tradizionali di povert\u00e0, spesso calcolate sul numero di persone che guadagnano meno di un 1,90 dollari al giorno, fanno luce sul reddito pro-capite ma non sono sufficienti a capire come queste persone affrontano la povert\u00e0 nella loro vita quotidiana. &ldquo;Il MPI &ndash; ha evidenziato la Alkire &ndash; fornisce un&rsquo;immagine complementare della povert\u00e0 e di come influisce sulla vita delle persone nel mondo&rdquo;.&nbsp;<strong>L&rsquo;Agenda 2030 tra i suoi obiettivi si pone quello di sconfiggere la povert\u00e0 in tutte le sue forme in ogni parte del mondo (Goal 1)<\/strong>. L&rsquo;Indice di povert\u00e0 multidimensionale fornisce uno strumento prezioso per comprendere la povert\u00e0 nella sua multidimensionalit\u00e0, considerando coloro che sono poveri, gravemente poveri e molto vicino a diventare poveri. A questo proposito, i dati contenuti nell&rsquo;Indice mostrano che oltre agli 1,3 miliardi di persone nel mondo classificate come &ldquo;poveri&rdquo;, vanno aggiunti altri 879 milioni che sono a rischio di cadere in povert\u00e0 a causa di conflitti, malattie, siccit\u00e0, disoccupazione e altri fattori. Questi ultimi fanno salire il numero di poveri multidimensionali nel mondo a quota 2 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12205,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12204","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Rischio-ob.agenda-2030_principale.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 08\/10\/2018","modified":"Aggiornato il 08\/10\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 08\/10\/2018 09:16","modified":"Aggiornato il 08\/10\/2018 09:16"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12204","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12204"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}