{"id":12097,"date":"2018-04-24T12:40:03","date_gmt":"2018-04-24T12:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/citta-resilienti-e-sostenibili-i-benefici-delle-infrastrutture-verdi\/"},"modified":"2018-04-24T12:40:03","modified_gmt":"2018-04-24T12:40:03","slug":"citta-resilienti-e-sostenibili-i-benefici-delle-infrastrutture-verdi","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=citta-resilienti-e-sostenibili-i-benefici-delle-infrastrutture-verdi","title":{"rendered":"Citt\u00e0 resilienti e sostenibili, i benefici delle infrastrutture verdi"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>In UE, edifici responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>. Allarme Climate Change, secondo una recente ricerca dell&rsquo;Universit\u00e0 del Newcastle sarebbero a rischio 571 citt\u00e0 in Europa. Citt\u00e0 verdi e sostenibili, le &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo; aiutano a contrastare gli effetti del cambiamento climatico e favoriscono la resilienza urbana.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Allarme Climate Change, interessate 571 citt\u00e0 europee<\/strong><\/h3>\n<p>La <strong>Direttiva 2010\/31\/UE&nbsp;<\/strong>indica che il 40% del consumo energetico totale sia oggi dovuto agli edifici, responsabili, secondo le stime, di circa il 36% delle emissioni totali di CO<sub>2<\/sub>. A questo proposito, la Commissione Europea ha espresso la volont\u00e0 di intervenire affinch\u00e9 si possano contenere i consumi energetici e ridurre, al contempo, le emissioni di anidride carbonica. Da tempo, il <strong><em><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/jrc\/en\/about\/jrc-site\/ispra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Joint Research Centre<\/a>&nbsp;<\/em><\/strong>dell&rsquo;ISPRA&nbsp;(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sottolinea i rischi legati ai cambiamenti climatici per le citt\u00e0 europee, con stime che prevedono il <strong>raddoppio del numero di alluvioni entro il 2050 che causeranno perdite economiche fino a 24 miliardi di euro l&rsquo;anno<\/strong>. Una recente <strong>ricerca dell&#39;Universit\u00e0 di Newcastle<\/strong> ha stimato l&rsquo;impatto dei cambiamenti climatici in 571 citt\u00e0 europee che si troveranno a dover affrontare &ldquo;eventi estremi&rdquo; con sempre maggior frequenza. In particolare, mentre nei paesi del Sud dell&rsquo;Europa si registrer\u00e0 un aumento considerevole delle giornate di afa e delle ondate di calore &ndash; Roma risulta tra le citt\u00e0 che saranno maggiormente interessate dal fenomeno &ndash;, in quelli dell&rsquo;Europa centrale si registreranno elevati aumenti di temperatura compresi tra i 7 (secondo i pi\u00f9 ottimisti) e i 14 (secondo i pi\u00f9 pessimisti) gradi C nei periodi estivi.<\/p>\n<p>Per rispondere ai pericoli &ndash; attuali e potenziali &ndash; causati dal cambiamento climatico, l&rsquo;Unione Europea pone l&rsquo;attenzione, con la <strong><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/resource.html?uri=cellar:d41348f2-01d5-4abe-b817-4c73e6f1b2df.0005.03\/DOC_1&amp;format=PDF\">COM(2013) 249 <em>final<\/em> &ndash; &ldquo;Infrastrutture verdi Rafforzare il capitale naturale in Europa&rdquo;<\/a> &#8211;<\/strong>, su una serie di soluzioni basate su &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo; (coltri vegetali sugli edifici nelle aree urbane, giardini pensili, corridoi verdi, piantumazioni di siepi e alberi nelle citt\u00e0) al fine di contribuire alla diminuzione delle emissioni di gas serra nelle citt\u00e0 e di appianare, per quanto possibile, il fenomeno delle cosiddette &ldquo;isole di calore&rdquo; (<em>Urban Heat Island<\/em> &#8211; UHI), sempre pi\u00f9 diffuse nelle maggiori citt\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>I benefici delle &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei periodi caldi, le aree urbane hanno una temperatura che \u00e8 mediamente di 0,5 &#8211; 3,0 &deg;C maggiore rispetto a quella delle campagne circostanti. Gli edifici, le strade e i parcheggi accumulano calore durante le ore pi\u00f9 calde e lo rilasciano poi lentamente, determinando un notevole innalzamento della temperatura, al quale si aggiunge il calore emesso dagli impianti di condizionamento dell&rsquo;aria presenti sugli edifici. Nelle citt\u00e0, dissipare il calore accumulato diviene, inoltre, pi\u00f9 urgente dato l&rsquo;inquinamento atmosferico generato dal traffico veicolare. Una prima misura volta a contrastare le &ldquo;isole di calore&rdquo; \u00e8 quella di inserire superfici verdi sugli edifici cittadini al fine di diminuire la temperatura dell&rsquo;aria (Figura 1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12093\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.1_2.png\" style=\"width: 600px; height: 203px;\" width=\"664\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.1_2.png 664w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.1_2-300x102.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 1. Esempi di tipologie<\/em><em>costruttive di verde verticale<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;azione di ombreggiamento da parte della vegetazione (piante erbacee, alberi, cespugli ecc.) e il fenomeno dell&rsquo;evapotraspirazione &ndash; cio\u00e8, la quantit\u00e0 di acqua che si disperde nell&rsquo;atmosfera sotto forma di vapore acqueo, mediante i processi di evaporazione nel suolo e di traspirazione delle piante (circa il 2% della superficie fogliare) &ndash; contribuisce a mitigare le temperature medie massime dell&rsquo;aria e delle pareti esterne degli edifici cittadini (Figura 2). Il verde nelle citt\u00e0 consente, infatti, un sensibile prolungamento della durata dell&rsquo;&rdquo;impermeabilizzazione&rdquo; del suolo e degli edifici&nbsp; (per &ldquo;impermeabilizzazione&rdquo; del suolo si intende la costante copertura di un&rsquo;area di terreno e del suo suolo con materiali impermeabili artificiali, come asfalto e cemento), costituisce in estate e in inverno un forte isolamento da sollecitazioni termiche, meccaniche ed acustiche, attutendo i rumori e riduce le escursioni termiche sia giornaliere che stagionali. La copertura verde sui tetti degli edifici (<em>green roof<\/em>), invece, regola la regimentazione idrica dei deflussi delle acque meteoriche, contribuendo ad alleggerire il carico sulla rete di canalizzazione delle acque bianche che, se opportunamente raccolte, potrebbero essere riutilizzate per l&rsquo;approvvigionamento di acqua alla vegetazione stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12094\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.2_3.png\" style=\"width: 600px; height: 134px;\" width=\"800\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.2_3.png 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.2_3-300x67.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.2_3-768x172.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 2. Benefici delle &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo; (fonte: <\/em><em>A. Kipar, <\/em><em>&ldquo;<\/em><em>Rigenerare le citt\u00e0<\/em><em>&rdquo;<\/em><em>, Maggioli Editore, 2008<\/em><em>)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Gli obiettivi internazionali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Patto dei Sindaci del 2008 (<strong><em>The Covenant of Mayors<\/em><\/strong>) e successivamente il <a href=\"https:\/\/www.globalcovenantofmayors.org\/\"><strong><em>Global Covenant of Mayors for Climate and Energy 2017<\/em><\/strong><\/a> hanno l&rsquo;obiettivo di sostenere tutte le azioni possibili per accelerare la decarbonizzazione dei paesi dell&rsquo;Unione Europea. Nel 2016, secondo i dati preliminari, le emissioni di gas a effetto serra nell&rsquo;UE risultavano essere inferiori del 23% rispetto a livelli del 1990 (Figura1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020-30 (emissioni totali di gas a effetto serra) (Fonte: COM(2017) 646 final)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12095\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.3_2.png\" style=\"width: 600px; height: 279px;\" width=\"783\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.3_2.png 783w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.3_2-300x139.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.3_2-768x357.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 3. Previsioni con le misure attuali &#8211; WEM (With Existing Measure) in base alle dichiarazioni degli SM (State Members)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/strategies\/2020_it\"><strong>Pacchetto clima-energia 20-20-20<\/strong><\/a>, ovvero l&rsquo;insieme delle misure pensate dall&rsquo;Unione Europea per il periodo successivo al termine del Protocollo di Kyoto, di cui l&rsquo;Italia \u00e8 paese firmatario, prevede una riduzione delle emissioni del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale) rispetto ai livelli del 1990; ridurre i consumi energetici del 20% aumentando l&#39;efficienza energetica; soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo attraverso fonti di energia rinnovabili.<\/p>\n<p>Sulla scia della consapevolezza del ruolo che le citt\u00e0 possono giocare nella lotta al cambiamento climatico, nel 2005 \u00e8 nata la <a href=\"https:\/\/www.c40.org\/\"><strong>C40&nbsp;<\/strong><\/a>(<em>Cities Climate Leadership Group<\/em>), un network internazionale che connette le 90 citt\u00e0 pi\u00f9 grandi del Pianeta nello sviluppo di politiche e programmi volti alla riduzione delle emissioni di gas serra e dei danni e rischi ambientali causati dai cambiamenti climatici. Tra i principali obiettivi di C40 vi \u00e8 quello di mitigare la situazione climatica delle citt\u00e0 entro il 2050, anno in cui dovr\u00e0 essere attuato un taglio quasi totale delle emissioni di gas serra derivanti da attivit\u00e0 antropiche (Accordo di Parigi). Per quanto riguarda l&rsquo;Europa, \u00e8 previsto un taglio di almeno l&rsquo;80% delle emissioni rispetto al 1990. A questo proposito, l&rsquo;ISPRA ha indicato una serie di target: 230 MtCO2eq nel 2025, 120 MtCO2eq nel 2035, 65 MtCO2eq. Il <strong>rapporto Deloitte &ldquo;Verso il 2050 &#8211; Un modello energetico sostenibile per l&rsquo;Italia&rdquo;<\/strong> riporta un target compreso tra 26 e 104 MtCO2eq (Figura 4).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12096\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.4_2.png\" style=\"width: 600px; height: 249px;\" width=\"800\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.4_2.png 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.4_2-300x125.png 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fig.4_2-768x319.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 4. Stime sulla riduzione di CO2 per l&rsquo;Italia entro il 2050<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, nel 2050, il 70% della popolazione mondiale &ndash; circa 9,3 miliardi di persone &ndash; vivr\u00e0 nelle principali aree urbane del pianeta. Le &ldquo;infrastrutture verdi&rdquo; migliorano il microclima cittadino e rappresentano, come ha pi\u00f9 volte sottolineato la Commissione europea, una tecnologia naturale sostenibile dal punto di vista energetico e ambientale, capace di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e favorire la resilienza urbana.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#39;immagine d&rsquo;intestazione dell&rsquo;articolo mostra la Hundertwasserhaus, a Vienna. La foto \u00e8 stata scattata da Andrea Campiotti (autore dell&#39;articolo).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"text-align: right;\"><img decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"height: 20px; width: 20px;\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12098,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12097","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/principale_4.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 24\/04\/2018","modified":"Aggiornato il 24\/04\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 24\/04\/2018 12:40","modified":"Aggiornato il 24\/04\/2018 12:40"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12097"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}