{"id":12082,"date":"2018-03-22T13:15:45","date_gmt":"2018-03-22T13:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/acqua-una-persona-su-nove-nel-mondo-non-vi-ha-accesso\/"},"modified":"2018-03-22T13:15:45","modified_gmt":"2018-03-22T13:15:45","slug":"acqua-una-persona-su-nove-nel-mondo-non-vi-ha-accesso","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=acqua-una-persona-su-nove-nel-mondo-non-vi-ha-accesso","title":{"rendered":"Acqua: una persona su nove nel mondo non vi ha accesso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Oggi, 22 marzo, si celebra la &ldquo;Giornata Mondiale dell&rsquo;Acqua&rdquo;. Le Nazioni Unite lanciano l&rsquo;allarme: entro il 2030, a causa cambiamento climatico, quasi una persona su due vivr\u00e0 in aree ad alto stress idrico.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>In corso a Brasilia l&rsquo;ottava edizione del World Water Forum<\/strong><\/h3>\n<p>&laquo;<em>Laudato si, mi Signore, per sor&rsquo;Acqua, la quale \u00e8 multo utile et humile et preziosa et casta<\/em>&raquo;, con queste parole, nel &ldquo;Cantico delle Creature&rdquo; (composto intorno al 1226), San Francesco d&rsquo;Assisi lodava il Signore per questo bene cos\u00ec prezioso.<\/p>\n<p>Secondo il <strong>&ldquo;<\/strong><strong>Rapporto <\/strong><strong>mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2018&rdquo;<\/strong>, presentato in questi giorni all&rsquo;<a href=\"http:\/\/8.worldwaterforum.org\/en\"><strong><em>8<sup>th <\/sup>World Water Forum<\/em><\/strong><\/a>, in corso a Brasilia dal 16 al 22 marzo, la scarsit\u00e0 di acqua e il suo uso incontrollato rappresentano uno dei grandi problemi del nostro tempo, al quale il genere umano dovr\u00e0 trovare una soluzione, a meno che non voglia andare incontro al collasso. Il Rapporto sottolinea che, a causa del cambiamento climatico, entro il 2030, quasi la met\u00e0 della popolazione mondiale vivr\u00e0 in aree ad alto stress idrico. L&rsquo;Africa, ad esempio, conter\u00e0 tra i 75 e i 200 milioni di persone sottoposte a tale stress. Gi\u00e0 oggi, secondo l&rsquo;OCSE, il 40% della popolazione mondiale vive in bacini idrografici soggetti a stress idrico (Figura 2). Inoltre, la domanda globale di acqua aumenter\u00e0 del 55% entro il 2050, raggiungendo i 5500-6000 km<sup>3 <\/sup>all&rsquo;anno (oggi ha raggiunto all&rsquo;incirca i 4600 km<sup>3<\/sup>). Ci\u00f2 comporter\u00e0 un aumento vertiginoso dell&rsquo;utilizzo di acque sotterranee per uso agricolo, che oggi rappresentano il 67% del totale dei prelievi a livello globale (Burek et al.,2016).<\/p>\n<p>La scarsit\u00e0 di acqua dolce rappresenta poi un&rsquo;altra grande sfida da vincere a livello globale nei prossimi anni. L&rsquo;acqua presente sul nostro pianeta occupa circa un miliardo e mezzo di chilometri cubi. Tuttavia, solo il 3% di essa \u00e8 considerata dolce o potabile mentre il rimanente 97% \u00e8 costituito da acqua non potabile. Tenendo conto che l&rsquo;acqua dolce \u00e8 presente soprattutto come acqua sotterranea o immagazzinata nei ghiacciai e nelle calotte polari (2,5%), la percentuale di quella realmente disponibile scende allo 0,5% (Figura 1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12079\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1.jpg\" style=\"width: 485px; height: 328px;\" width=\"485\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1.jpg 485w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1.<\/em> <em>Ripartizione dell&#39;acqua nel mondo. Fonte: World Business Council for Sustainable Development<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i dati allarmanti, il consumo di acqua \u00e8 in continua crescita nei paesi sviluppati, dove mediamente raggiunge i 300 litri di acqua al giorno (in Italia, 245 litri al giorno, dati ISTAT 2017), mentre in molti paesi in via di sviluppo, soprattutto in diverse zone dell&rsquo;Africa, il consumo medio giornaliero \u00e8 spesso inferiore a 10 litri pro-capite. A questo proposito, le principali Agenzie del mondo raccomandano un minimo giornaliero di almeno 20 litri di acqua pro-capite per i bisogni essenziali (cucinare il cibo e\/o per lavarsi) e per mantenere un livello di vita dignitoso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12080\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_2.png\" style=\"width: 600px; height: 387px;\" width=\"664\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_2.png 664w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_2-300x193.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 2. Prelievi di acqua dolce nel mondo. Fonte: Rapporto FAO, 2016<\/em><\/p>\n<h3>&nbsp;<\/h3>\n<h3><strong>Cosa ci dicono FAO e OCSE<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">La FAO considera che un paese sia <\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><em>water stressed<\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">&nbsp;quando il prelievo di acqua dolce \u00e8 superiore al 25% della risorsa di acqua dolce rinnovabile; <\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><em>water scarcity<\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">&nbsp;quando il prelievo di acqua dolce supera il 75%. L&rsquo;Organizzazione stima, inoltre, che il 40% della popolazione mondiale vive in aree rurali con bacini fluviali classificati come <\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><em>water scarce.&nbsp;<\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">&nbsp;Da tempo la FAO raccomanda la promozione di metodi innovativi per l&#39;agricoltura e la produzione alimentare in generale, al fine di efficientare l&rsquo;uso di acqua. Un altro aspetto importante \u00e8 quello delle acque reflue generate dai settori dell&rsquo;industria, dell&rsquo;agricoltura, delle costruzioni e anche della vita quotidiana di milioni di persone. Si calcola che, a livello globale, oltre l&rsquo;80% delle acque reflue si riversi nell&rsquo;ecosistema invece di essere reimmesso in circolo e riutilizzato. Si potrebbe evitare tale spreco, ad esempio, trattando e utilizzando le acque reflue dalla nostre abitazioni per il verde urbano e nei sistemi di raffreddamento e di irrigazione delle coltivazioni non-alimentari. Il ricorso a pratiche di gestione nelle aziende agricole,che mirano all&rsquo;<\/span><strong style=\"text-align: justify;\">obiettivo <\/strong><strong style=\"text-align: justify;\">&ldquo;<\/strong><strong style=\"text-align: justify;\">acqua verde<\/strong><strong style=\"text-align: justify;\">&rdquo;&nbsp;<\/strong><span style=\"text-align: justify;\">(acqua proveniente da precipitazioni e stoccata nella zona radicale del suolo e quindi oggettodi evaporazione, traspirazione o assorbimento da parte delle piante), potrebbe migliorare significativamente la disponibilit\u00e0 di acqua per la produzione delle colture agricole <a href=\"http:\/\/(waterfootprint.org\/en\/water-footprint\/what-is-water-footprint\">(<\/a><\/span><a href=\"http:\/\/waterfootprint.org\/en\/water-footprint\/what-is-water-footprint\/\"><strong style=\"text-align: justify;\">waterfootprint.org\/en\/water-footprint\/what-is-water-footprint\/<\/strong><\/a><span style=\"text-align: justify;\">).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&rsquo;OCSE, sar\u00e0 indispensabile dotarsi di &ldquo;politiche pubbliche solide e soprattutto di una <em>governance <\/em>delle risorse idriche&rdquo; per vincere la sfida, presente e futura, dei risparmi e dei consumi di acqua, sia nei paesi del Nord del mondo che in quelli del Sud. A tal proposito, l&rsquo;OCSE ha sviluppato uno strumento, l&rsquo;<strong><em>&rdquo;OECD Multi-level Governance <\/em><\/strong><strong><em>Framework: Mind the Gaps, Bridge the Gaps<\/em><\/strong><strong><em>&rdquo;&nbsp;<\/em><\/strong>(&quot;Quadro della <em>governance<\/em> multilivello dell&#39;OCSE: prendere coscienza delle lacune e colmare i divari&quot;), che potr\u00e0aiutare idecisoripolitici adidentificare e risolvere le sfide di <em>governance<\/em> a livello globale (Figura 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12081\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.3_1.png\" style=\"width: 600px; height: 343px;\" width=\"633\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.3_1.png 633w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.3_1-300x172.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 3.<\/em><em>OECD Multi-level Governance Framework: Mind the Gaps, Bridge the Gaps<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta dell&rsquo;OCSE \u00e8 stata integrata e rafforzata con quella lanciata dalle Nazioni Unite durante il <em>World Water Forum<\/em>, in corso a Brasilia. Si tratta di una strategia sostenibile che mette al centro &ldquo;soluzioni verdi&rdquo; per raggiungere l&rsquo;obiettivo di migliorare la gestione dell&rsquo;acqua per conseguire la sicurezza idrica e la costruzione di un futuro migliore, pi\u00f9 prospero, pi\u00f9 sicuro e pi\u00f9giusto per tutti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>Fonti per approfondire:<\/strong><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Burek et al., 2016. Water Futures and Solution Fast Track Initiative (Final Report). Pure.iiasa.ac.at\/id\/eprint\/13008\/;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>FAO, 2017. &ldquo;The future of food and agriculture-Trends and challenges&rdquo;;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>FAO-IPCC. Expert meeting on climate change, land use and food. Rome, Italy, 23-25 January 2017;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>Principi dell&rsquo;OCSE sulla Governance dell&rsquo;Acqua. 2015;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><em>&quot;Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche&rdquo;, 2018.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"text-align: right;\"><img decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"height: 20px; width: 20px;\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12083,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12082","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/principale_world-water-day.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 22\/03\/2018","modified":"Aggiornato il 22\/03\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 22\/03\/2018 13:15","modified":"Aggiornato il 22\/03\/2018 13:15"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12082"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}