{"id":12077,"date":"2018-03-21T12:52:31","date_gmt":"2018-03-21T12:52:31","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/nasce-lagenda-urbana-lo-sviluppo-sostenibile-delle-citta\/"},"modified":"2018-03-21T12:52:31","modified_gmt":"2018-03-21T12:52:31","slug":"nasce-lagenda-urbana-lo-sviluppo-sostenibile-delle-citta","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=nasce-lagenda-urbana-lo-sviluppo-sostenibile-delle-citta","title":{"rendered":"Nasce l\u2019Agenda urbana per lo Sviluppo Sostenibile delle citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pubblicata da ASviS e Urban@it, l&rsquo;Agenda urbana nasce con l&rsquo;obiettivo di portare avanti delle politiche urbane per &ldquo;rendere le citt\u00e0 pi\u00f9 inclusive, sicure, resilienti e sostenibili&rdquo;, come previsto anche dall&rsquo;Obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Secondo l&rsquo;ASviS, qualit\u00e0 dell&rsquo;aria, povert\u00e0 ed esclusione sociale, sicurezza delle abitazioni rappresentano le principali problematiche delle citt\u00e0 italiane.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa prevede l&rsquo;Obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le citt\u00e0 rappresentano oggi circa il 3% della superficie terrestre. Nonostante occupino una parte limitata del pianeta, sono responsabili del 60-80% dei consumi di energia e del 75% delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> a livello globale. Nel 2015, il 54% della popolazione mondiale, circa 4 miliardi di persone, viveva nelle citt\u00e0 e, secondo la FAO, saranno almeno 5 miliardi entro il 2030. Tuttavia, oltre 800 milioni di persone nel mondo vivono ancora in baraccopoli e il loro numero \u00e8 in costante aumento. Secondo le Nazioni Unite, il 95% dell&rsquo;espansione urbana prevista per i prossimi anni si registrer\u00e0 soprattutto nei paesi che oggi vengono considerati &ldquo;in via di sviluppo&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;<strong>Obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile <\/strong>prevede, entro il 2030, di incrementare il numero di aree urbane sostenibili e inclusive a livello globale, garantendo a tutti la disponibilit\u00e0 di alloggi adeguati e sicuri e l&rsquo;accesso ai servizi di base e ad un sistema di trasporti efficiente e sostenibile. Prevede, inoltre, entro lo stesso arco temporale, di diminuire in modo sostanziale le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale causate da calamit\u00e0 naturali, comprese quelle legate all&rsquo;acqua, e la protezione dei poveri e delle persone che si trovano in situazioni economiche tali da renderli pi\u00f9 vulnerabili a tali fenomeni. Con l&rsquo;Obiettivo 11, le Nazioni Unite si impegnano poi a ridurre notevolmente l&rsquo;impatto ambientale negativo pro-capite della citt\u00e0, con particolare attenzione alla qualit\u00e0 dell&rsquo;aria e alla gestione dei rifiuti urbani, e a fornire l&rsquo;accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri e inclusivi per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), che coinvolge 300 Comuni dell&rsquo;Unione europea, prevede di diminuire le emissioni di CO2 entro il 2020.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12072\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1.png\" style=\"width: 500px; height: 644px;\" width=\"466\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1.png 466w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.1_1-233x300.png 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><\/em><\/strong><br \/><em>Figura 1. Target di riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> in 300 Comuni dell&rsquo;Unione europea<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;Obiettivo 11 prevede, inoltre, l&rsquo;attuazione di politiche integrate e piani tesi all&rsquo;inclusione, all&rsquo;efficienza delle risorse, alla mitigazione e all&rsquo;adattamento ai cambiamenti climatici, alla resilienza ai disastri, promuovendo una gestione olistica del rischio dei disastri a tutti i livelli, in linea con l&rsquo;<strong>Accordo di Sendai per la riduzione del rischio di disastri 2015-2030<\/strong>. A questo proposito, un sondaggio realizzato nel 2014 su200 citt\u00e0 europee ha evidenziato che solamente il 65% delle citt\u00e0 (in Europa) ha sviluppato e messo in atto un piano ambientale per adattarsi ai cambiamenti climatici. In particolare, soltanto il 25% delle 200 citt\u00e0-campione ha messo in atto un piano di adattamento e\/o di mitigazione ai cambiamenti climatici (Reckien et al.2014)con infrastrutture verdi per ridurre i rischi di emissioni di gas serra, inquinamento e alluvioni (Figura 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12073\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_1.png\" style=\"width: 500px; height: 648px;\" width=\"463\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_1.png 463w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.2_1-232x300.png 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><br \/><em>Figura 2. Infrastrutture verdi nelle aree metropolitane in Europa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Nasce l&rsquo;Agenda urbana per lo Sviluppo Sostenibile<\/strong><\/h3>\n<p>Portare avanti delle politiche urbane per &ldquo;rendere le citt\u00e0 e gli insediamenti umani pi\u00f9 inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili&rdquo;, come previsto dall&rsquo;obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e individuare le principali sfide dei prossimi anni sulle quali orientare l&rsquo;azione delle autorit\u00e0 pubbliche (Governo, Regioni, Comuni). Con questo obiettivo nasce <strong>l&rsquo;Agenda urbana per lo Sviluppo Sostenibile <\/strong>(Figura 3), pubblicata mercoled\u00ec scorso dall&rsquo;<strong>ASviS<\/strong> (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e dal Centro nazionale per le politiche urbane (<strong>Urban@it<\/strong>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12074\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/agenda-urbanafig.3_0.jpg\" style=\"width: 500px; height: 333px;\" width=\"622\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/agenda-urbanafig.3_0.jpg 622w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/agenda-urbanafig.3_0-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Figura 3. Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile &ndash; &quot;Obiettivi e proposte&rdquo;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;Agenda urbana, spiega un comunicato stampa dell&rsquo;ASviS, mostra come i sindaci possano trarre ispirazione dall&rsquo;Agenda 2030 per affrontare in modo coordinato le principali problematiche sofferte dalle nostre citt\u00e0, dalla lotta alla povert\u00e0 all&rsquo;efficienza energetica, dalla mobilit\u00e0 sostenibile all&rsquo;inclusione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&rsquo;Italia, l&rsquo;Agenda illustra gli indicatori Eurostat sul &ldquo;grado di urbanizzazione&rdquo; e sottolinea come i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell&rsquo;Agenda 2030, insieme ai 12 temi prioritari dell&rsquo;<strong>Agenda urbana per l&rsquo;Unione europea<\/strong> (&ldquo;Patto di Amsterdam&rdquo;, 30 maggio 2016) e agli obiettivi della <strong>Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile<\/strong> (approvata dal Cipe &ndash; Comitato interministeriale per la programmazione economica il 22 dicembre 2017), potrebbero contribuire a sviluppare le azioni necessarie per lo sviluppo sostenibile. Infatti, le amministrazioni delle citt\u00e0, specialmente delle citt\u00e0 metropolitane, potrebbero fare riferimento agli obiettivi e ai contenuti riportati in questi documenti sulla sostenibilit\u00e0 economica, sociale e ambientale come quadro di riferimento per gestire politiche pi\u00f9 innovative, superando le logiche settoriali che spesso caratterizzano gli interventi realizzati sul territorio dai vari soggetti coinvolti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le principali problematiche delle citt\u00e0 italiane secondo l&rsquo;ASviS<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;Agenda urbana si propone come strumento-guida per il Governo, le amministrazioni locali e le organizzazioni della societ\u00e0 civile che operano e agiscono per rendere migliori le nostre citt\u00e0. In particolare, essa indica alcuni punti per cui l&rsquo;Italia si posiziona agli ultimi posti nella classifica dei paesi europei, <em>in primis<\/em>, la <strong>qualit\u00e0 dell&rsquo;aria <\/strong>(richiamata nell&rsquo;Obiettivo 3 dell&rsquo;Agenda 2030). Inoltre, l&rsquo;ASviS sottolinea che, nel 2015, il 20,1% della popolazione urbana italiana \u00e8 stata esposta a concentrazioni eccessive di polveri sottili, soprattutto PM<sub>2,5 <\/sub>e PM<sub>10<\/sub> (Figure 4 e 5). Tra i paesi europei, l&rsquo;Italia riporta, purtroppo, anche il pi\u00f9 elevato numero di morti premature correlate al PM<sub>2,5 <\/sub>(quasi 60 mila ogni anno) e ad altri inquinanti atmosferici come ozono e biossido d&rsquo;azoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12075\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.4_0.png\" style=\"width: 500px; height: 622px;\" width=\"482\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.4_0.png 482w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.4_0-241x300.png 241w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 4. Concentrazione di PM<sub>10<\/sub> nelle citt\u00e0 europee<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12076\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.5.png\" style=\"width: 500px; height: 625px;\" width=\"480\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.5.png 480w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fig.5-240x300.png 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Figura 5. Concentrazione di PM<sub>2.5 <\/sub>nelle citt\u00e0 europee<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla qualit\u00e0 dell&rsquo;aria, l&rsquo;Agenda propone come obiettivo per le aree urbane (in Italia) il non superamento del limite massimo stabilito dall&rsquo;OMS (Organizzazione mondiale della sanit\u00e0) pari a 2,5 &micro;g\/mc entro il 2025. Un obiettivo che pu\u00f2 essere raggiunto, secondo l&rsquo;Agenda, realizzando una serie di azioni concrete sul settore dei trasporti e degli impianti di riscaldamento delle abitazioni, promuovendo, al contempo, infrastrutture verdi nelle citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi la <strong>povert\u00e0 e l&rsquo;esclusione sociale<\/strong>, che costituiscono l&rsquo;Obiettivo 1 dell&rsquo;Agenda 2030, la situazione italiana resta critica rispetto a quella media europea. Attualmente, in Italia, ci sono circa 4,5 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povert\u00e0 (meno di 1000 euro lordi mensili), la maggior parte delle quali vive nelle citt\u00e0 (dati ISTAT, 2014). L&rsquo;Agenda si propone come obiettivo principale per le aree urbane la riduzione di 1,7 milioni di persone in condizioni di povert\u00e0 entro il 2025, da realizzare sia attraverso politiche sociali da parte delle istituzioni, mirate al potenziamento della qualit\u00e0 dei servizi in tutte le regioni d&rsquo;Italia, sia con lo sviluppo del <em>welfare<\/em> locale e l&rsquo;elaborazione di un Piano nazionale di lotta alla povert\u00e0 e all&rsquo;esclusione sociale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>sicurezza delle abitazioni <\/strong>(richiamata nell&rsquo;Obiettivo 11 dell&rsquo;Agenda 2030), l&rsquo;ASviS sottolinea che, nel 2015, l&rsquo;11,3% della popolazione italiana urbana viveva in condizioni di grave disagio abitativo, a fronte di una media europea pari al 5,2%. L&rsquo;obiettivo proposto dall&rsquo;Agenda \u00e8 quello di portare&nbsp; sotto il 4% il numero di persone che soffrono il disagio abitativo entro il 2030, attraverso l&rsquo;elaborazione di un Piano strategico per le citt\u00e0 italiane a dieci anni. Inoltre si propone l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;esperienza dei bandi per le periferie, una Strategia nazionale per la rigenerazione urbana e le periferie per quanto riguarda gli aspetti sociali, di sicurezza e di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, potenziando il Piano casa (legge n. 80 del 2014) e attuando l&rsquo;accordo Governo&ndash;Anci per l&rsquo;accoglienza dei rifugiati.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>Fonti per approfondire:<\/strong><\/em><\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>&ldquo;Agenda urbana per lo Sviluppo Sostenibile &ndash; Obiettivi e Proposte&rdquo;;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>Agenda urbana per l&rsquo;Unione europea;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>UN-Habitat&nbsp;for a better urban future;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>Dati ISTAT, 2014;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>&ldquo;Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile&rdquo;;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\"><em>L&rsquo;Utopia sostenibile&rdquo;, Enrico Giovannini (Laterza, 2018).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12078,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[8],"esterni":[],"class_list":["post-12077","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-sviluppo-sostenibile"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/principale.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 21\/03\/2018","modified":"Aggiornato il 21\/03\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 21\/03\/2018 12:52","modified":"Aggiornato il 21\/03\/2018 12:52"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=sviluppo-sostenibile\" class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Sviluppo sostenibile<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12077"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}