{"id":12032,"date":"2017-12-22T10:50:45","date_gmt":"2017-12-22T10:50:45","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/litalia-e-tra-le-eccellenze-europee-nella-gestione-dei-rifiuti\/"},"modified":"2017-12-22T10:50:45","modified_gmt":"2017-12-22T10:50:45","slug":"litalia-e-tra-le-eccellenze-europee-nella-gestione-dei-rifiuti","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=litalia-e-tra-le-eccellenze-europee-nella-gestione-dei-rifiuti","title":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 tra le eccellenze europee nella gestione dei rifiuti"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>L&rsquo;Italia si conferma tra i paesi pi\u00f9 virtuosi a livello europeo nella gestione dei rifiuti, con il 79% dei rifiuti raccolto ogni anno. Prima la Germania. Seguono Italia, Francia e Gran Bretagna. Presentato a Roma il rapporto &ldquo;L&rsquo;Italia del Riciclo 2017&rdquo; realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dal FISE-Unire. Resta ancora elevata la quantit\u00e0 di rifiuti pro-capite prodotta dai cittadini nelle principali citt\u00e0 italiane.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>&ldquo;L&rsquo;Italia del Riciclo 2017&rdquo;<\/strong><\/h3>\n<p>La quantit\u00e0 di rifiuti destinata al recupero \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata dal 1999 al 2015, passando da circa 29 a 64 milioni di tonnellate, mentre l&rsquo;avvio a smaltimento si \u00e8 drasticamente ridotto da 35 a 18 milioni di tonnellate. Nel complesso, l&rsquo;Italia si conferma tra i paesi pi\u00f9 virtuosi a livello europeo, subito dopo la Germania, con il 79% di rifiuti raccolto ogni anno, seguita da Francia e Gran&nbsp; Bretagna. Questo \u00e8 quanto emerge dal rapporto <strong><a href=\"https:\/\/www.fondazionesvilupposostenibile.org\/wp-content\/uploads\/dlm_uploads\/2017\/12\/Rapporto_Italia_del_riciclo_2017.pdf\">&ldquo;L&rsquo;Italia del Riciclo 2017&rdquo;<\/a><\/strong>, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE Unire (Unione Nazionale Imprese Recupero) e presentato a Roma lo scorso 14 dicembre (Figura 1). Secondo il rapporto, nel 2016, sono stati avviati a riciclo 8,4 milioni di tonnellate di imballaggi, il 3% in pi\u00f9 rispetto al 2015. I dati migliori sono stati riscontrati nelle filiere di alluminio, acciaio e legno. Sono rimasti stabili invece quelli relativi alla carta (80%) e all&rsquo;acciaio (77,5%). Per quanto riguarda i rifiuti organici, che rappresentano la parte principale dei rifiuti che vengono riciclati, \u00e8 stato registrato un aumento di percentuale: dal 40% del 2011 si \u00e8 passati al 41,2% nel 2016, raggiungendo i 107,6 kg per abitante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12028\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.1.jpg\" style=\"width: 500px; height: 300px;\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.1.jpg 800w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. Roma, 14 dicembre 2017, presentazione del rapporto &ldquo;L&rsquo;Italia del Riciclo 2017&rdquo; (foto: Andrea Campiotti)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, la quantit\u00e0 di rifiuti pro-capite prodotti nelle maggiori citt\u00e0 italiane (Roma, Milano, Napoli e Palermo) risulta essere ancora tra le pi\u00f9 elevate in Europa (oltre 500 kg per abitante), circa il 40% in pi\u00f9 rispetto a Praga e Madrid e il 25% in pi\u00f9 rispetto a&nbsp; Berlino. La figura 2 mostra la quantit\u00e0 di rifiuti prodotti in Italia (t\/a) secondo il <strong><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2017\/pubblicazioni\/rapporto\/RapportoRifiutiUrbani_Ed.2017_n.272_Vers.Integrale_rev08_02_2018.pdf\">&ldquo;Rapporto Rifiuti Urbani 2017&rdquo;<\/a><\/strong> dell&rsquo;ISPRA.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12029\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/rifiuti-urbani-prodotti-fig.2.png\" style=\"width: 250px; height: 384px;\" width=\"391\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/rifiuti-urbani-prodotti-fig.2.png 391w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/rifiuti-urbani-prodotti-fig.2-196x300.png 196w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12030\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.2bis.png\" style=\"width: 250px; height: 384px;\" width=\"390\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.2bis.png 390w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.2bis-195x300.png 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 2. Rifiuti urbani prodotti in Italia (t\/a) secondo il &ldquo;Rapporto Rifiuti Urbani 2017&rdquo; (fonte: ISPRA)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&laquo;L&#39;industria italiana del riciclo &ndash; ha affermato&nbsp;<strong>Edo Ronchi,<\/strong>&nbsp;Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, nel corso dell&rsquo;evento &ndash; ha raggiunto livelli di eccellenza in Europa, sebbene occorra un ulteriore avanzamento sia tecnologico sia normativo per raccogliere le opportunit\u00e0 ambientali ed economiche offerte dall&rsquo;economia circolare&raquo;. Ad oggi, sottolinea il rapporto, sono oltre 10.500 le imprese italiane che svolgono attivit\u00e0 di gestione, recupero e smaltimento dei rifiuti. Ronchi ha aggiunto: &laquo;Il piano nazionale dell&rsquo;Industria 4.0 deve interessare anche il settore dell&rsquo;economia circolare. Sarebbe utile un&rsquo;Agenzia nazionale per l&rsquo;efficientamento del settore&raquo;. Sul tema \u00e8 intervenuto anche il Sottosegretario all&rsquo;Ambiente <strong>Silvia Velo<\/strong> che ha ribadito: &laquo;L&rsquo;Italia \u00e8 leader nel settore dell&rsquo;economia circolare, tuttavia, c&rsquo;\u00e8 poca consapevolezza tra le persone. Dobbiamo rendere pi\u00f9 chiare e omogenee le norme circa il riciclo dei prodotti e riconoscere agevolazioni fiscali sia ai cittadini sia alle imprese.&raquo;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La situazione dei rifiuti in Europa<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Eurostat, l&rsquo;Ufficio Statistico dell&#39;Unione Europea, nel 2015 i paesi membri dell&rsquo;Unione Europea hanno prodotto circa 242 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui oltre il 68% (circa 165,7 milioni di tonnellate)in soli cinque Stati (Italia, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia). Attualmente in Europa, il settore della gestione dei rifiuti genera un&nbsp;fatturato complessivo di 155 miliardi&nbsp;di euro e ne produce quasi 50 di valore aggiunto. Tuttavia, a livello europeo, ancora si bruciano o si mettono in discarica oltre il 50% dei rifiuti prodotti, mentre la prevenzione dei rifiuti, la rigenerazione, la riparazione e il riciclaggio potrebbero generare &#8211; secondo dati della Commissione Europea &#8211; risparmi netti per le imprese europee pari all&#39;8% del fatturato annuo, riducendo al contempo l&#39;emissione di gas serra del 2-4%. Si stima inoltre &ndash; sulla base dei dati disponibili al 2013-2014 &ndash; che rispetto ai rifiuti prodotti e alle tecnologie oggi impiegate per la produzione di energia da rifiuti (termovalorizzatori, impianti di incenerimento, impianti di digestione anaerobica e altre tecniche), si potrebbe ottenere una produzione di energia pari almeno a 676 PJ (1 PJ equivale a 252 miliardi di kcal, cio\u00e8 l&rsquo;energia contenuta in circa 25 mila tonnellate equivalenti di petrolio). Inoltre, grazie allo sviluppo di tecnologie sempre pi\u00f9 innovative, si potrebbe aumentare di oltre un quarto l&rsquo;energia prodotta (<em>Towards a better exploitation of the technical potential of waste-to-energy, EUR 28230 EN, 2016<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il ruolo del compost in Italia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia la quantit\u00e0 di frazione organica (umida e verde), che rappresenta la porzione principale deirifiuti urbani raccolti e avviati a riciclaggio, ha raggiunto pro-capite i 107,6 kg per abitante ogni anno, con una percentuale che \u00e8 passata dal 40% del 2011 al 41,2% del 2016. In particolare, secondo l&rsquo;ISPRA, gli impianti di compostaggio hanno prodotto nel 2016 circa 1,6 Mt di compost che, dal punto di vista normativo, viene classificato come &ldquo;Ammendante Compostato Verde&rdquo; (ACV). Con questa definizione si indica un materiale solido granulare ottenuto mediante il processo di compostaggio di scarti organici costituiti principalmente da residui vegetali derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato (sfalci d&rsquo;erba, potature, ramaglie), da residui di coltivazioni agricole e\/o di lavorazione del legno. L&rsquo;ACV viene usato come fertilizzante per la coltivazione di colture di pieno campo e per la manutenzione del verde ornamentale e ricreativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-12031\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.4.png\" style=\"width: 500px; height: 300px;\" width=\"466\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.4.png 466w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/riciclo-fig.4-300x189.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 3. Quantit\u00e0 di rifiuti organica riciclato in Italia nel periodo 2011-2016 (fonte: ISPRA)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) ha riportato recentemente la necessit\u00e0 di mettere a punto una filiera della produzione di compost in grado di utilizzare le migliori tecnologie di recupero del rifiuto organico e di sviluppare strategie di valorizzazione e commercializzazione del compost funzionali all&rsquo;impiego nel settore agricolo, floro-vivaistico, forestale e paesaggistico. Inoltre, il CIC &nbsp;ha sottolineato di non trascurare la produzione di biometano per il trasporto e\/o da immettere in rete che ormai rappresenta una grossa opportunit\u00e0 per le imprese. Secondo il CIC, i&nbsp;23,5 milioni di tonnellate&nbsp;di &ldquo;ammendanti compostati&rdquo;, prodotti negli ultimi 25 anni, hanno reso disponibili sul mercato dei fertilizzanti circa 300.000 tonnellate di azoto, 190.000 di potassio e 170.000 di fosforo. In ultima analisi, l&rsquo;uso del compost, di provenienza certa e privo di contaminanti, in sostituzione di concimi minerali e di sintesi per la fertilizzazione del suolo agricolo, consentirebbe di recuperare sostanza organica per reintegrarla nei terreni, contribuendo ad aumentare la fertilit\u00e0 biologica dei suoli, a ripristinare i siti contaminati da composti tossici e ad evitare fenomeni di erosione dei suoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; font-stretch: inherit; font-size: inherit; line-height: inherit; font-family: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12033,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-12032","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/rifiuti-principale.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 22\/12\/2017","modified":"Aggiornato il 22\/12\/2017"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 22\/12\/2017 10:50","modified":"Aggiornato il 22\/12\/2017 10:50"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/12032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=12032"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=12032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}