{"id":11961,"date":"2017-05-02T14:22:41","date_gmt":"2017-05-02T14:22:41","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/mangio-dunque-sono-i-millennials-innovano-le-regole-del-food-system\/"},"modified":"2017-05-02T14:22:41","modified_gmt":"2017-05-02T14:22:41","slug":"mangio-dunque-sono-i-millennials-innovano-le-regole-del-food-system","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=mangio-dunque-sono-i-millennials-innovano-le-regole-del-food-system","title":{"rendered":"Mangio, dunque sono.  I Millennials innovano le regole del  Food System"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00c8 in atto una vera e propria rivoluzione del sistema agroalimentare in virt\u00f9 della quale rete e tecnologie stanno trasformando radicalmente le nostre abitudini alimentari. Protagonisti di questo nuovo scenario socio-economico e culturale sono i Millennials. Comprano bio, prediligono i prodotti di origine vegetale alla carne e sono pi\u00f9 attenti dei loro genitori e nonni&nbsp;alla qualit\u00e0 del cibo e alle sue modalit\u00e0 di produzione, trattamento e distribuzione.<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00c8 in atto una vera e propria rivoluzione del sistema agroalimentare in virt\u00f9 della quale rete e tecnologie stanno trasformando radicalmente le nostre abitudini alimentari. Protagonisti di questo nuovo scenario socio-economico e culturale sono i Millennials. Il termine <em>Millennials<\/em> fu coniato dagli scrittori statunitensi William Strauss e Neil Howe nel 2000 nel loro libro &ldquo;Millenials Rising: The Next Great Generation&rdquo;, e identifica quella generazione di giovani nati tra i primi anni &rsquo;80 e gli anni 2000, chiamati anche &ldquo;nativi digitali&rdquo; perch\u00e9 cresciuti in una realt\u00e0 caratterizzata dall&rsquo;uso massiccio di strumenti digitali (Figura 1). Entro il 2020 &nbsp;i&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;saranno il 25% della popolazione di Europa e Stati Uniti (Fondazione Deloitte).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Dati aggregati sulle generazioni in USA ed Europa (Germania, Francia, Italia, Spagna, UK), 2014<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-11957\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials1.png\" style=\"width: 550px; height: 325px;\" width=\"659\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials1.png 659w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials1-300x177.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1. Generation Z ,i giovani nati dal 2001; Millennials: i giovani nati nel periodo 1980-2000; Generation X: la fascia di persone nate dal 1960 al 1979; i Baby Boomers: gli ex-giovani nati nel periodo 1946-1959. Source: Eurostat\/USA, Census Bureau\/Fung Global Retail &amp;Technology. 3<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il focus su questa generazione ci mostra giovani con caratteristiche completamente differenti dai loro genitori, infatti i&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;rappresentano una fascia sociale che ama il benessere individuale e che mette ai primi posti salute, tempo libero e felicit\u00e0 e soltanto in ultima posizione il desiderio di arricchirsi attraverso la carriera lavorativa. Una recente indagine (REF Ricerche su dati Istat) ci mostra che in Italia i giovani tra i 16 e i 34 anni sono presenti soprattutto al Nord e al Sud rispetto al Centro, con una leggera prevalenza delle donne rispetto agli uomini (Figura 2).&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-11958\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials2.png\" style=\"width: 550px; height: 205px;\" width=\"746\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials2.png 746w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials2-300x112.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Figura 2. Dove vivono i Millennials in Italia? (Fonte: REF Ricerche su dati Istat)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;sono poco dediti alla politica ma non sono contrari alla globalizzazione, anzi considerano naturale muoversi liberamente tra i vari Stati europei, grazie anche alle opportunit\u00e0 di studio offerte dal programma europeo Erasmus. Secondo la Commissione Europea, a partire dal 1987, anno di nascita del programma europeo di mobilit\u00e0 per gli studenti, pi\u00f9 di 4 milioni di ragazzi\/e europei hanno studiato in un altro paese e tra questi uno su dieci \u00e8 italiano. In generale, il 6% dei giovani di et\u00e0 compresa tra 18 e 34 anni sono stati sinora coinvolti dal programma Erasmus. I&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;sono aperti alle contaminazioni e al confronto tra culture diverse, sono una generazione abituata a relazionarsi con strumenti digitali, primo fra tutti lo smartphone, che rappresentano anche il principale mezzo attraverso cui accedono a una variet\u00e0 infinita di servizi, contenuti e informazioni. Numerose indagini ci dicono che i&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;sono avidi fruitori della rete e dei social network: il 76% di loro \u00e8 abitualmente connesso tramite smartphone sui social network per inviare messaggi, vedere video virali e per ascoltare musica. Tuttavia le tendenze digitali di questi giovani non devono far pensare che siano dediti soltanto al divertimento, privi di interessi culturali e costantemente connessi alla rete. Al contrario, i&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;rappresentano una fascia sociale che pi\u00f9 di ogni altra fascia del passato mostra attenzione e rispetto per i problemi ambientali e per i consumi di energia tradizionale. Infatti, tra questi giovani \u00e8 molto diffusa la pratica della differenziazione dei rifiuti in casa oltre ad una maggior attenzione al consumo e allo spreco di acqua ed energia elettrica per le faccende domestiche (dati Nielsen, 2015). Nei confronti del cibo, i&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;rappresentano una categoria di consumatori molto attenta alla qualit\u00e0 dei prodotti e alla sostenibilit\u00e0 dei processi produttivi che caratterizzano gli alimenti. Rispetto alle generazioni precedenti, spendono di pi\u00f9 in cibo &#8211; la spesa annua negli USA \u00e8 di circa 1000 miliardi di dollari &#8211; ma sono anche pi\u00f9 informati su ci\u00f2 che mangiano &#8211; l&rsquo;80% di loro vuole conoscere la provenienza e la tracciabilit\u00e0 del cibo che mangia (Seeds &amp; Chips, 2017). Secondo LegaCoop un quinto dei&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;italiani comprano esclusivamente prodotti biologici con preferenza per i prodotti a <em>km zero<\/em> e privi di OGM (<em>Organismi Geneticamente Modificati<\/em>) e spesso anche privi di glutine (<em>gluten-free<\/em>).&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-11959\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/millennials3_2.jpg\" style=\"text-align: center; width: 260px; height: 181px;\" width=\"280\" height=\"195\" \/><span style=\"text-align: center;\">&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-11960\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/prodotti-biologici2_1.jpg\" style=\"text-align: center; width: 260px; height: 178px;\" width=\"273\" height=\"187\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Figura 3. Prodotti biologici in vendita (foto: Andrea Campiotti)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 &nbsp;significativo che nel 2015 il mercato bio ha toccato quota 30 miliardi di euro (UE a 27,1 mld) con un incremento del 13%. La Germania \u00e8 il mercato bio pi\u00f9 importante in Europa (8,6 mld di euro), seguito da Francia (5,5 mld), Regno Unito (2,6 mld) e Italia (2,3 mld). Sempre in Italia, dove il cibo rappresenta un valore identitario, il 53,5% dei&nbsp;<em>Millennials&nbsp;<\/em>sul tema cibo si dichiara appassionato, il 28,3% intenditore e l&rsquo;11,1% vero esperto (CENSIS, 2014). Un&rsquo;altra tendenza tipica dei&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;\u00e8 quella di preferire prodotti vegetali alla carne (in Italia le persone che hanno scelto un&rsquo;alimentazione priva di carne e derivati sono oltre il 7% della popolazione). Per rendere l&rsquo;idea dell&rsquo;importanza che i&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;ricoprono in Italia per le imprese che operano nell&rsquo;industria del cibo, \u00e8 opportuno citare i seguenti dati: 8,7 milioni di giovani mangiano piatti tipici di altri paesi europei (paella, crepes, ecc.), di cui 1,9 milioni regolarmente; 7,7 milioni mangiano piatti etnici (guacamole, cous cous), di cui 1,8 milioni abitualmente; 10 milioni consumano (di cui 3,3 milioni regolarmente) piatti preparati secondo ricette nuove di cui hanno sentito parlare in tv e\/o letto su riviste e\/o su ricettari (dati Censis, 2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;sono inoltre appassionati del vino di cui rappresentano oggi il 34% dei consumatori a livello mondiale. In particolare, i&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;statunitensi rappresentano la generazione che in quantit\u00e0 beve pi\u00f9 vino di qualsiasi altra, con il 42% di tutti i consumi a differenza del nostro Paese dove il vino risulta essere preferito dalla Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980). Una recente ricerca del Nomisma, presentata in occasione del Vinitaly di Verona 2017, mostra che i giovani statunitensi nella scelta del vino guardano soprattutto alla notoriet\u00e0 del brand (32%) a scapito del tipo di vino (21%). Al contrario, il primo criterio di scelta dei giovani italiani \u00e8 la tipologia del vino (51%), mentre la notoriet\u00e0 del brand risulta essere marginale (10%). Un altro <em>food trend<\/em> dei&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;\u00e8 il cosiddetto&nbsp;<em>pranzo on the go<\/em>, in pratica &ldquo;mangio in strada&rdquo;.&nbsp;Una ricerca Nielsen rivela che l&rsquo;11% dei giovani passa la propria pausa pranzo per strada e il 28% di loro dichiara di amare il mondo dello <em>street food<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una recente ricerca condotta dalla Cargill, una delle pi\u00f9 grandi multinazionali al mondo del settore alimentare, i&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;hanno ormai dato avvio ad una nuova cultura del cibo fondata su tre aspetti principali: convenienza, variet\u00e0 di scelta e trasparenza. Convenienza perch\u00e9 l&rsquo;abitudine ad acquistare cibi pronti e <em>take away<\/em>, dovuto al poco tempo disponibile per fare la spesa, porta questi giovani ad acquistare alimenti soprattutto presso la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che mette a loro disposizione un ampio ventaglio di piatti pronti a prezzi sempre pi\u00f9 competitivi. I&nbsp;&nbsp;<em>Millennials&nbsp;<\/em>amano scegliere tra i numerosi prodotti della GDO e inoltre amano la trasparenza; infatti leggono le etichette dei prodotti perch\u00e9 vogliono essere informati sui cibi che acquistano, sono pi\u00f9 sensibili e pi\u00f9 attenti dei loro genitori e dei loro nonni alla qualit\u00e0 del cibo e alle sue modalit\u00e0 di produzione, trattamento e distribuzione. Per i&nbsp;&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;il cibo deve essere buono sia nel gusto che nella sua storia perch\u00e9 il cibo oltre che identitario \u00e8 anche sinonimo di salute e quindi alla formula cartesiana &ldquo;Penso, dunque sono&rdquo; i&nbsp;<em>Millennials<\/em>&nbsp;preferiscono &ldquo;Mangio, dunque sono&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"text-align: right;\"><img decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"height: 20px; width: 20px;\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11962,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[3],"esterni":[],"class_list":["post-11961","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-alimentazione"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Millenials_1.png","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 9 anni fa","modified":"Aggiornato 9 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 02\/05\/2017","modified":"Aggiornato il 02\/05\/2017"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 02\/05\/2017 14:22","modified":"Aggiornato il 02\/05\/2017 14:22"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=alimentazione\" class=\"advgb-post-tax-term\">Alimentazione<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Alimentazione<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11961"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11961"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}