{"id":11582,"date":"2014-10-06T13:36:22","date_gmt":"2014-10-06T13:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/azienda-familiare-italiana-da-imitare-secondo-la-fao\/"},"modified":"2014-10-06T13:36:22","modified_gmt":"2014-10-06T13:36:22","slug":"azienda-familiare-italiana-da-imitare-secondo-la-fao","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=azienda-familiare-italiana-da-imitare-secondo-la-fao","title":{"rendered":"Azienda familiare italiana da imitare, secondo la FAO"},"content":{"rendered":"<p>Il 2014 \u00e8 l\u2019anno internazionale dell\u2019agricoltura familiare, settore di fondamentale importanza socio-economica, ambientale e culturale. Con il termine Agricoltura Familiare si intendono tutte quelle attivit\u00e0 collegabili con l&#8217;agricoltura, acquacoltura, zootecnia e silvicoltura esercitate principalmente da membri della stessa famiglia.<\/p>\n<p>Sia nei paesi industrializzati come nei paesi in via di sviluppo, la struttura agricola predominante \u00e8 quella di tipo familiare. Basti pensare che dei 570 milioni di aziende agricole nel mondo, oltre 500 milioni sono gestite proprio a livello familiare e sono responsabili di almeno il 56% della produzione agricola mondiale.<br \/>\n\tA livello di singola nazione, ci sono diversi fattori che contribuiscono al successo dell\u2019agricoltura familiare, quali: condizioni agro-ecologiche, caratteristiche del territorio, politiche ambientali, accessibilit\u00e0 ai mercati, accesso alla terra e alle risorse naturali, accesso alla tecnologia e ai finanziamenti, condizioni demografiche, economiche&nbsp; e socio-culturali e, infine, disponibilit\u00e0 di un\u2019educazione specializzata.<br \/>\n\tA capo di molte delle iniziative intraprese si trova la FAO, che si \u00e8 mossa soprattutto per:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\taiutare lo sviluppo di politiche favorevoli a un\u2019agricoltura familiare sostenibile;<\/li>\n<li>\n\t\tsensibilizzare l\u2019opinione pubblica sull\u2019importanza dell\u2019agricoltura familiare;<\/li>\n<li>\n\t\tindividuare i bisogni, i potenziali e le difficolt\u00e0 dell\u2019agricoltura familiare e fornire il supporto adeguato;<\/li>\n<li>\n\t\tcreare sinergie per sviluppare una sostenibilit\u00e0 futura.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In questo periodo sono state studiate diverse realt\u00e0 agricole e pi\u00f9 volte la FAO ha citato esempi positivi riguardanti realt\u00e0 italiane.<br \/>\n\tUna pubblicazione intera \u00e8 stata dedicato ad una realt\u00e0 alto atesina, oggetto di un caso studio. La pubblicazione dal titolo <em>&quot;Apple-producing family farms in South Tyrol: an agriculture innovation case study&quot;,<\/em> analizza come in Alto Adige si sia sviluppato un sistema innovativo di agricoltura familiare particolarmente efficace.<br \/>\n\tLa superficie coinvolta \u00e8 di circa 19.000 ettari, coltivata da oltre 8.000 piccoli produttori, con una propriet\u00e0 terriera media di 2,5 ettari. I terreni sono principalmente dedicati alla produzione di mele. Le mele prodotte in questa zona riforniscono il 50% del mercato italiano, il 15% di quello europeo e il 2% di quello mondiale. La produzione si adatta e riesce con profitto a rispondere alle esigenze di mercato e rimanere competitiva sia nel mercato europeo sia in quello mondiale.<br \/>\n\tLo studio ha analizzato questa realt\u00e0 per capirne i punti di forza e quindi riportarli come esempi positivi da seguire al fine di ottenere uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.<br \/>\n\tLa particolarit\u00e0 individuate sono diverse e coinvolgono il singolo agricoltore, l\u2019amministrazione locale e le associazioni di categoria.<br \/>\n\tIl 95% dei piccoli produttori sono associati in cooperative. Queste ultime poi si riuniscono tra loro per formare due sole organizzazioni di produttori.<br \/>\n\tIl meccanismo di cooperazione \u00e8 iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale con la creazione in una efficiente e concreta rete di apprendimento e innovazione per l&#8217;agricoltura sostenibile (LINSA &#8211; Learning and Innovation Network for Sustainable Agriculture). La LINSA coinvolge agricoltori, cooperative ed associazioni di categoria, enti di ricerca, servizi di consulenza nel settore, enti pubblici e privati collegabili con la produzione di mele, e li collega tra loro costruendo una rete efficiente ed efficace grazie soprattutto alla disponibilit\u00e0 a cooperare dei vari operatori.<br \/>\n\tLa componenti pi\u00f9 importante della LINSA sono le cooperative di melicoltori che rispondono rigorosamente ai principi base dell&#8217;auto-supporto, dell&#8217;auto-amministrazione, dell&#8217;auto-responsabilit\u00e0 e della promozione degli associati.<\/p>\n<p>Altri fattori sono risultati determinanti nella creazione di questo sistema, tra cui la natura storica, sociale e culturale della zona, che ha favorito la collaborazione tra gli abitanti e le istituzioni per potersi sviluppare e evolversi. Inoltre, la politica locale, stabile, ha completato, nel settore ambientale e in particolare quello agricolo, le politiche nazionali ed europee fornendo occasioni di innovazione e sviluppo. Infine, la diversificazione delle entrate delle 8.000 famiglie di agricoltori ha fornito al sistema una notevole resilienza.<br \/>\n\tLo sviluppo della rete LINSA \u00e8 stato influenzato da meccanismi formali e informali con un grande contributo dato dall\u2019apprendimento sociale.<br \/>\n\tMeccanismi formali coinvolgono politiche, istituzioni e singolo individui. L\u2019apprendimento sociale permette di permeare il sistema. L\u2019apprendimento sociale in Alto Adige \u00e8 collegato a dinamiche interne ed esterne sia individuali sia collettive. Il capitale sociale creato fornisce i mezzi per assorbire le conoscenze esistenti, provenienti anche da terzi, e di crearne di nuove. La ricerca e il sistema educativo si \u00e8 evoluto in modo da sostenere il processo di innovazione e incentiva la capacit\u00e0 di sviluppare iniziative nuove anche avvalendosi del supporto dei servizi di consulenza e delle tecnologie innovative presenti sul territorio.<br \/>\n\tLa LINSA risulta essere una soluzione efficace ed efficiente, basata su relazioni umane, fiducia, visione e interesse comune, tutti fattori che aiutano il trasferimento della conoscenza e sono in grado di fornire una risposta rapida e collettiva all\u2019innovazione.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px;\">Per saperne di pi\u00f9:<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fao.org\/family-farming-2014\/en\/\">FAO \u2013 Family Farming<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11583,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[12],"class_list":["post-11582","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","esterni-psr-lombardia-newsletter"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/06_005_fao.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 06\/10\/2014","modified":"Aggiornato il 06\/10\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 06\/10\/2014 13:36","modified":"Aggiornato il 06\/10\/2014 13:36"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?esterni=psr-lombardia-newsletter\" class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/span>"],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11582"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}