{"id":11401,"date":"2014-05-09T14:26:58","date_gmt":"2014-05-09T14:26:58","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/parte-iii-cap3-applicazioni-innovative-di-sostenibilita-ambientale\/"},"modified":"2014-05-09T14:26:58","modified_gmt":"2014-05-09T14:26:58","slug":"parte-iii-cap3-applicazioni-innovative-di-sostenibilita-ambientale","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=parte-iii-cap3-applicazioni-innovative-di-sostenibilita-ambientale","title":{"rendered":"Parte III cap.3  Applicazioni innovative di sostenibilit\u00e0 ambientale"},"content":{"rendered":"<p>3.3 &nbsp; &nbsp; Applicazioni innovative di sostenibilit\u00e0 ambientale<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui di seguito si riportano esempi su come procedere per migliorare la sostenibilit\u00e0 ambientale. In particolare si prendono in considerazione i pesticidi e il loro impatto sull\u2019ambiente, misure possibili per il contenimento della deriva, i modelli utilizzabili per le previsioni sulla diffusione delle specie invasive e sui pro e contro sulla messa al bando dei neonicotinoidi.<\/p>\n<h3>\n\t&nbsp; &nbsp; La biodegradabilit\u00e0 dei pesticidi<\/h3>\n<p>Il Centro Helmotz di Ricerche per l\u2019Ambiente di Leipzig ha messa a punto un nuovo metodo di identificazione dei pesticidi e un modello che permette di classificare i pesticidi in base alla biodegradabilit\u00e0 del pesticida e dei suoi derivati.<br \/>\n\t\u00c8 importante specificare che non tutti i pesticidi sono fonte di inquinamento ambientale, contaminano il suolo e hanno un impatto negativo sulla la biodiversit\u00e0. \u00c8 bene infatti ricordare che proprio i pesticidi hanno un ruolo importante nell\u2019agricoltura moderna.<br \/>\n\tAttualmente nel mondo sono circa 5.000 i tipi di pesticidi impiegati, ognuno caratterizzato da una particolare efficacia e da particolare impatto ambientale. Alcuni pesticidi sono facilmente biodegradabili, mentre altri ci mettono pi\u00f9 tempo e alcuni creano legami chimici con le varie componenti del suolo dando origine ai cosiddetti residui legati (bound residues). Finora si era assunto che tutti questi legami fossero di per s\u00e9 tossici, pertanto tutti i pesticidi che formano oltre il 70% di residui legati sono considerati automaticamente fuori norma.<br \/>\n\tLa ricerca portata avanti dal Centro Helmotz di Ricerche per l\u2019Ambiente di Leipzig ha approfondito sperimentalmente il destino dei pesticidi una volta immessi nell\u2019ambiente. Ha potuto quindi creare una classificazione dei prodotti di degradazione e dei residui legati nonch\u00e9 un modello applicabile a tutti i pesticidi.<br \/>\n\tI pesticidi vengono cos\u00ec suddivisi in tre tipologie:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tTipo 1: il pesticida stesso o i suoi prodotti di degradazione di componente organica si depositano o vengono aggregati nel suolo (humus), e, in linea di principio, possono essere rilasciati in qualsiasi momento;<\/li>\n<li>\n\t\tTipo 2: il pesticida o i suoi prodotti di degradazione si legano chimicamente all\u2019humus e quindi possono essere rilasciati solo con difficolt\u00e0;<\/li>\n<li>\n\t\tTipo 3: il pesticida viene completamente decomposto dai batteri e il carbonio contenuto viene trasportato dai batteri alla biomassa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Pertanto, mentre i pesticidi appartenenti alle categoria 1 e 2 devono essere catalogati e considerati potenzialmente tossici, tutti quelli appartenenti al tipo 3 possono avere il completo via libera, senza il timore dell\u2019insorgenza di problemi futuri.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"rtecenter\">vai a &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/innovazione-e-tecnologia-agricoltura-e-ambiente-indice-generale\">Indice generale&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-11401","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014","modified":"Aggiornato il 09\/05\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 09\/05\/2014 14:26","modified":"Aggiornato il 09\/05\/2014 14:26"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11401"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}