{"id":11361,"date":"2014-04-16T11:04:25","date_gmt":"2014-04-16T11:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/i18h-ciclo-dellenergia-e-ruolo-dei-decompositori\/"},"modified":"2014-04-16T11:04:25","modified_gmt":"2014-04-16T11:04:25","slug":"i18h-ciclo-dellenergia-e-ruolo-dei-decompositori","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=i18h-ciclo-dellenergia-e-ruolo-dei-decompositori","title":{"rendered":"I.1.8h  &#8220;Ciclo dell\u2019energia&#8221;  e &#8221; Ruolo dei decompositori&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3>\n\tCiclo dell\u2019energia<\/h3>\n<p>Il ciclo dell\u2019energia inizia con le piante e con l\u2019energia fornita dal sole. Nel corso della loro esistenza, queste producono in proprio il cibo a partire dai nutrienti provenienti dal suolo. Quando una pianta muore, l\u2019energia e i nutrienti restano imprigionati nelle sue fibre.<\/p>\n<p>Quando un animale si nutre di una pianta consuma sia l\u2019energia che i nutrienti racchiusi nel cibo. La parte di cibo non consumata dall\u2019animale \u00e8 lasciata da parte come materiale di scarto. Una parte di energia e di nutrienti rimane intrappolata in questi resti. Alla morte dell\u2019animale, parte dell\u2019energia della pianta resta confinata nel suo corpo. A questo punto entrano in gioco i decompositori che procedono al riciclo di tutta quanta l\u2019energia e dei materiali presenti nei resti degli animali e in tutta la materia organica morta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/118-cosa-accade-nel-suolo\">Torna indietro<\/a><\/p>\n<h3>\n\tRuolo dei decompositori<\/h3>\n<p>I microrganismi che decompongono e riciclano la materia organica hanno ruoli ben differenziati.<br \/>\n\tSuddivisi in un numero elevatissimo di specie, operano praticamente ovunque, in ogni tipo di terreno. Sebbene invisibili all\u2019occhio umano, la loro presenza pu\u00f2 essere percepita talvolta con l\u2019odorato. Ad esempio, l\u2019odore di terreno appena smosso che si pu\u00f2 sentire in primavera \u00e8 prodotto dagli <strong>attinomiceti<\/strong>. Ciascun grammo di suolo contiene circa un milione di microrganismi.<\/p>\n<p>I funghi sono organismi che dipendono, per la propria alimentazione, direttamente dalla materia organica, viva o morta. Sono infatti incapaci di ottenere l\u2019energia di cui abbisognano direttamente dal sole; producono sostanze che permettono loro di trasformare la materia organica in forme pi\u00f9 semplici da essi assimilabili. Gran parte della materia organica che producono viene poi ulteriormente degradata da altri microrganismi. I funghi comprendono i lieviti (unicellulari), le muffe e i funghi veri e propri.<\/p>\n<p>I batteri, microrganismi unicellulari, sono presenti ovunque si manifesti la vita. Le loro dimensioni sono talmente esigue che un puntino della lettera \u201ci\u201d ne potrebbe contenere 250.000. Sebbene cos\u00ec piccoli, rivestono un\u2019importanza talmente straordinaria per il suolo che la sua fertilit\u00e0 pu\u00f2 essere misurata dalla quantit\u00e0 di batteri presenti. L\u2019opera di questi batteri \u00e8 alla base della decomposizione della materia organica, la quale, cos\u00ec trasformata, pu\u00f2 essere assimilata dalle piante. Alcuni tipi di batteri convertono l\u2019azoto dell\u2019aria in forme adatte per essere utilizzate dalle piante. Altri ancora sono in grado di liberare l\u2019azoto contenuto nella materia organica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/content\/118-cosa-accade-nel-suolo\">Torna indietro<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[],"class_list":["post-11361","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 16\/04\/2014","modified":"Aggiornato il 16\/04\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 16\/04\/2014 11:04","modified":"Aggiornato il 16\/04\/2014 11:04"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11361"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}