{"id":11326,"date":"2014-02-25T12:37:35","date_gmt":"2014-02-25T12:37:35","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/nuova-procedura-lanalisi-del-rischio-alimentare\/"},"modified":"2014-02-25T12:37:35","modified_gmt":"2014-02-25T12:37:35","slug":"nuova-procedura-lanalisi-del-rischio-alimentare","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=nuova-procedura-lanalisi-del-rischio-alimentare","title":{"rendered":"Nuova procedura per l\u2019analisi del rischio alimentare"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stata messa a punto dall\u2019EFSA (Autorit\u00e0 Europea per la Sicurezza Alimentare) la procedura sistematica per l\u2019identificazione dei rischi chimici nel cibo e nella catena alimentare. Lo studio, pubblicato il 18 dicembre 2013 sul sito dell\u2019EFSA, analizza gli eventuali impatti diretti e indiretti sulla salute, principalmente degli esseri umani, ma anche di animali e di piante. Questa procedura \u00e8 nata per rispondere al mandato intrinseco dell\u2019EFSA come esplicitato nel Regolamento n. 178\/2002\/CE.<\/p>\n<p>La procedura messa a punto prende in considerazione tutti i tipi di rischi possibili e li suddivide in tre categorie:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tintenzionali di origine industriale;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tnon intenzionali di origine industriale;<\/li>\n<li style=\"margin-left: 18pt;\">\n\t\tdi origine naturale, ovvero dovuti a sostanze che in qualche modo entrano nella catena alimentare attraverso l\u2019ambiente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019analisi delle sorgenti \u00e8 fondamentale, in quanto le conoscenze ad esse correlate variano moltissimo. Infatti i prodotti industriali tossico-nocivi sono noti nei dettagli perch\u00e9 esiste l\u2019obbligo di inserirli in appositi registri dove sono messe in evidenza tutte le loro caratteristiche. Le sostanze naturali o industriali ma non intenzionali possono essere poco note, ma \u00e8 comunque necessario prevederne la tossicit\u00e0.<br \/>\n\tIl modello comincia con la semplice integrazione dei dati sulla sorgente del rischio con i dati relativi alle sostanze chimiche incriminate, quali i comportamenti ambientali e la tossicit\u00e0 potenziale. Qualora non ci siano dati precisi, questi ultimi possono essere simulati in base alla struttura e alle propriet\u00e0 chimico-fisiche della sostanza stessa.<br \/>\n\tLa procedura continua con una serie di passaggi successivi atti a meglio identificare il problema e le sue potenzialit\u00e0 tossico-nocive, tipo: quantit\u00e0 di inquinante, provenienza, persistenza nell\u2019ambiente, capacit\u00e0 di bioaccumulo, usi dispersivi, tossicit\u00e0 e comparto ambientale interessato (acqua, suolo e biota).<br \/>\n\tPer meglio determinare la presenza di una reale pericolosit\u00e0 per la salute umana, la procedura procede in modo molto articolato, prevedendo delle immissioni di dati a multistadio dove ogni risposta risulta essere il punto di partenza per il passaggio successivo. A seconda delle esigenze i dati possono essere inseriti in modo preciso oppure dando dei criteri di selezione. Nel primo caso si ottiene un risultato preciso applicabile al caso in esame, mentre nel secondo si ottengono previsioni su diversi possibili scenari.<br \/>\n\tI modelli computazionali impiegati per le previsioni sono strumenti <em>in silico<\/em>; questi modelli sono utilissimi per prevedere il destino ambientale della sostanza in esame. Le previsioni vengono quindi integrate con i dati presenti nelle banche dati delle sostanze potenzialmente dannose: eChem Portal e QSAR Toolbox.<br \/>\n\tLa capacit\u00e0 di basarsi su modelli computazionali <em>in silico<\/em> permette al sistema si essere applicato anche su sostanze di cui si hanno scarse informazioni. I modelli utilizzati, infatti, sono in grado di prevedere, entro un certo limite, la tossicit\u00e0 e il destino ambientale di sostanze anche scarsamente note. Questa caratteristica rende possibile il prevedere stati di allerta potenziali e quindi consentire agli enti preposti di prendere provvedimenti adeguati.<br \/>\n\tQuesta procedura ha comunque bisogno di essere affinata e testata sul campo, possibilmente in un progetto pilota prima di poter essere impiegata su vasta scala. L\u2019utilizzo del database, infatti, \u00e8 ancora complesso per poter essere di massa.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/supporting\/pub\/547e.htm\">EFSA<\/a><br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.echemportal.org\/echemportal\/index?pageID=0&amp;request_locale=en\">eChem Portal<\/a><br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.qsartoolbox.org\/\">QSAR Toolbox<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11327,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[12],"class_list":["post-11326","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","esterni-psr-lombardia-newsletter"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/017_03-efsa.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 25\/02\/2014","modified":"Aggiornato il 25\/02\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 25\/02\/2014 12:37","modified":"Aggiornato il 25\/02\/2014 12:37"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?esterni=psr-lombardia-newsletter\" class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/span>"],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11326"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}