{"id":11304,"date":"2014-02-10T11:29:26","date_gmt":"2014-02-10T11:29:26","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/neonicotinoidi-e-api-binomio-imperfetto\/"},"modified":"2014-02-10T11:29:26","modified_gmt":"2014-02-10T11:29:26","slug":"neonicotinoidi-e-api-binomio-imperfetto","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=neonicotinoidi-e-api-binomio-imperfetto","title":{"rendered":"Neonicotinoidi e api: binomio imperfetto"},"content":{"rendered":"<p>Secondo uno studio di pubblicato su PlosOne lo scorso gennaio, in oltre met\u00e0 delle nazioni europee non sono presenti api da miele sufficienti a impollinare le colture e bisogna fare sempre pi\u00f9 affidamento sugli impollinatori selvatici. Anche se dopo un forte declino le colonie di api negli ultimi cinque anni sono aumentate, le colture legate ai biocarburanti che hanno bisogno di impollinatori sono cresciute molto pi\u00f9 velocemente. Facendo un bilancio, mancano in Europa all\u2019incirca 7 miliardi di api. La situazione pu\u00f2 essere meno tragica del previsto se si considera la presenza di impollinatori selvatici, quali bombi, api solitarie e sirfidi. Tuttavia poco si sa sul numero di impollinatori selvatici effettivamente disponibili, i quali dimostrano una resilienza molto minore di quella delle api nei confronti dei cambiamenti dell\u2019habitat.<br \/>\n\tLa situazione pi\u00f9 grave \u00e8 quella della Gran Bretagna, ma anche in Italia la situazione \u00e8 delicata; a darne l\u2019allarme \u00e8 l\u2019Universit\u00e0 di Trento.<br \/>\n\tA complicare la situazione c\u2019\u00e8 anche l\u2019aumento, a seguito dei sussidi erogati, della coltivazione di piante oleaginose che necessitano di impollinatori.<\/p>\n<p>Ci sono molte ricerche in corso sui neonicotinoidi e sulla loro reale o presunta relazione con la moria di api. Molte sono effettuate in laboratorio e altre sul campo. I risultati ottenuti dagli esperimenti di laboratorio per\u00f2 spesso differiscono diametralmente da quelli ottenuti sul campo.<\/p>\n<p>Gli studi in laboratorio danno sicuramente risultati riproducibili in condizioni controllate che per\u00f2 non sempre rispecchiano in modo efficace le realt\u00e0 sul campo. Tutti gli studi in laboratorio hanno provato una relazione tra il malessere delle api e la presenza di neonicotinoidi. In generale cambiano la comunicazione sociale tra le api, le modalit\u00e0 di ricerca di cibo, la capacit\u00e0 di rientrare nell\u2019alveare e si abbassano le loro difese immunitarie, per cui le api sono pi\u00f9 vulnerabili a virus e altre malattie.<\/p>\n<p>Le prove su campo, invece, non sempre dimostrano una tale correlazione diretta. Infatti spesso le api sembrano non essere alterate in maniera determinante dai neonicotinoidi.<\/p>\n<p>Per fare il punto sulla situazione si \u00e8 tenuto a Londra, dal 22 al 24 gennaio 2014, un J<em>oint Meeting<\/em> dal titolo \u201cThe Impact of Pesticides on Bee Health\u201d. In tali giornate si sono incontrati esperti provenienti da tutto il mondo. L\u2019Italia ha partecipato attivamente.<br \/>\n\tTutti gli studi presentati su ricerche in laboratorio confermano, come gi\u00e0 detto prima, la correlazione tra il malessere delle api e l\u2019impiego di neonicotinoidi, con l\u2019aggiunta che il malessere si estende anche agli impollinatori selvatici. Uno studio statunitense aggiunge i fungicidi tra le concause, infatti \u00e8 stato trovato che le api si ammalano pi\u00f9 facilmente di nosemiasi se consumano polline con alte concentrazioni di fungicida.<br \/>\n\tAltri studi ancora hanno dimostrato come le api siano sensibili all\u2019odore del imidachloprid; non \u00e8 per\u00f2 ancora chiaro come venga recepito e come alteri la percezione di altri odori.<br \/>\n\tIn ogni caso, gli studi sottolineano come gli effetti si notino pi\u00f9 chiaramente a distanza di tempo, ovvero quando l\u2019esposizione ai neonicotinoidi perdura negli anni.<\/p>\n<p>Alcuni degli studi effettuati sul campo e presentati al convegno, nonch\u00e9 uno studio sempre su campo portato avanti dagli istituti finlandesi per la ricerca in agricoltura MTT e l\u2019autorit\u00e0 per la sicurezza alimentare EVIRA, suggeriscono invece che gli insetticidi non provochino un danno rilevante e diretto sulle api. Il progetto finlandese non ha registrato correlazioni tra i trattamenti chimici e la sofferenza delle colonie durante il primo anno di osservazione.<\/p>\n<p>Le differenze e le controversie negli studi sono principalmente dovute alla difficolt\u00e0 di riprodurre in laboratorio tutte le condizioni ambientali; comunque gli esperimenti svolti sul campo hanno una maggior difficolt\u00e0 a essere riprodotti anche perch\u00e9 alcuni insetticidi sono impiegati fino alla fioritura e irrorati con nebulizzazione. Questo comporta alte variabilit\u00e0 nella valutazione dell\u2019esposizione delle api a tali pesticidi.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.plosone.org\/article\/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0082996\">PlosOne<\/a>&nbsp; (EN)<br \/>\n\t<a href=\"https:\/\/portal.mtt.fi\/portal\/page\/portal\/mtt_en\/mtt\/news\/pressreleases\/2014\/Assessing%20the%20effects%20of%20neonicotinoids%20on%20honeybees%20in%20Finland\">MTT<\/a>&nbsp;&nbsp;(EN)<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11305,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[12],"class_list":["post-11304","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","esterni-psr-lombardia-newsletter"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/016_03api.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 10\/02\/2014","modified":"Aggiornato il 10\/02\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 10\/02\/2014 11:29","modified":"Aggiornato il 10\/02\/2014 11:29"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?esterni=psr-lombardia-newsletter\" class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/span>"],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11304"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}