{"id":11273,"date":"2014-01-17T08:48:55","date_gmt":"2014-01-17T08:48:55","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/recupero-di-metalli-rari-dai-rifiuti-elettronici\/"},"modified":"2014-01-17T08:48:55","modified_gmt":"2014-01-17T08:48:55","slug":"recupero-di-metalli-rari-dai-rifiuti-elettronici","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=recupero-di-metalli-rari-dai-rifiuti-elettronici","title":{"rendered":"Recupero di metalli rari dai rifiuti elettronici"},"content":{"rendered":"<p>1. <em>Premessa<\/em><\/p>\n<p>La denominazione metalli rari, o&nbsp;<em>terre rare<\/em> (in inglese Ree, <em>Rare Earth Elements<\/em>) viene utilizzata per indicare una serie di materiali in realt\u00e0 tutt\u2019altro che rari, anzi largamente diffusi sulla crosta terrestre: si pensi che la loro quantit\u00e0 \u00e8 paragonabile a quella di nichel, rame, zinco o piombo e che alcuni di essi sono pi\u00f9 abbondanti dell\u2019argento o dello stagno (Villavecchia Eigenman, 1982); persino i due elementi pi\u00f9 rari (tulio e lutezio) sono all\u2019incirca 200 volte pi\u00f9 comuni dell\u2019oro<strong>. <\/strong>Essa deriva piuttosto dal fatto che in passato erano ritenuti presenti solo in minerali rari e che le loro concentrazioni in peso sono piuttosto basse, variando da una decina a qualche centinaio di parti per milione,fattore questo che rende la loro estrazione e lavorazione complesse e costose [01]. Nondimeno, le loro peculiarit\u00e0 sono tali da renderle particolarmente apprezzate e idonee alla realizzazione di una vasta serie di beni a tecnologia avanzata, cui conferiscono propriet\u00e0 difficilmente ottenibili con materiali alternativi. Per tale motivo i loro consumi nei Paesi occidentali sono andati crescendo sensibilmente nell\u2019ultimo decennio, contribuendo a spingerne in alto la quotazione, che, complice, ad un certo punto, una forte riduzione dell\u2019offerta sui mercati internazionali, ha toccato livelli estremamente elevati.<\/p>\n<p>In questa nota discuteremo sull\u2019opportunit\u00e0 di ridurre il ricorso all\u2019estrazione mineraria, ponendo l\u2019accento sulle interessanti prospettive che si delineano in merito all\u2019implementazione di tecnologie di recupero delle terre rare da rifiuti che li contengono, ed in particolare dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).<\/p>\n<p>2. <em>Caratteristiche e impieghi<\/em><\/p>\n<p>Chimicamente le terre rare sono un gruppo di diciassette elementi, costituito da scandio, ittrio e dalla serie dei lantanidi&nbsp;[<strong>1<\/strong>]<a href=\"file:\/\/\/Z:\/documentidaSRV02\/ARS%20ONLINE\/articoli\/niola\/bis_ARTICOLO%20TERRE%20RARE.doc#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\"><\/a>, quindici metalli appartenenti al terzo gruppo e al sesto periodo della tavola periodica, con numero atomico compreso tra 57 e 71, vale a dire: lantanio (La), cerio (Ce), praseodimio (Pr), neodimio (Nd), promethio (Pm), samario (Sm), europio (Eu), gadolinio (Gd), terbio (Tb), disprosio (Dy), olmio (Ho), erbio (Er), tulio (Tm), itterbio (Yb) e lutezio (Lu). Questi presentano tutti lo stesso numero di elettroni di valenza, in quanto, al crescere del numero atomico, gli elettroni vanno a riempire progressivamente non il livello pi\u00f9 esterno, bens\u00ec il sottolivello 4 f; di conseguenza, sono caratterizzati da propriet\u00e0 chimiche pressoch\u00e9 identiche, il che rende molto complesso separare gli uni dagli altri. Allo stato elementare sono metalli teneri di colore grigio lucente, che conducono molto bene la corrente elettrica e reagiscono energicamente con l\u2019acqua e l\u2019ossigeno atmosferico; hanno, nei principali composti, numero di ossidazione +3 e presentano in molti casi paramagnetismo (Sienko \u2013 Plane, 1968)<strong>, <\/strong>perl\u2019elevata probabilit\u00e0 che i 7 orbitali del livello 4f contengano elettroni spaiati. Hanno, inoltre, notevoli propriet\u00e0 di fotoluminescenza. Le terre rare non hanno minerali propri che le contengano in concentrazione pi\u00f9 o meno significativa, ma sono diffuse in natura in un centinaio di minerali, sotto forma di ossidi, carbonati, silicati, fosfati, associate ad altri elementi. quali calcio, berillio, ferro, alluminio ecc. La loro fonte pi\u00f9 ricca \u00e8 la monazite (un fosfato complesso), tuttavia sono presenti in quantit\u00e0 sufficiente per l\u2019estrazione anche in altri minerali, quali la bastnaesite (un fluorocarbonato), la xenotina e, seppure in misura minore, nell\u2019apatite e nell\u2019uraninite. L\u2019estrazione avviene con procedimenti diversi a seconda del tipo di minerale: ad esempio, se si parte dalla monazite, si pu\u00f2 ricorrere alla flottazione, mentre nel caso della bastnaesite, ricca di carbonati, si fa ricorso generalmente al trattamento con acido cloridrico a caldo, che trasforma i carbonati in cloruri solubili, separando poi le terre rare dagli altri componenti solubilizzati mediante precipitazione sotto forma di idrati; questi vengono successivamente calcinati, dando luogo cos\u00ec ai relativi ossidi (pi\u00f9 precisamente, si ottengono miscele dei diversi ossidi, che possono essere frazionate con vari sistemi, per isolare i singoli componenti [02]).<\/p>\n<p>Le terre rare sono fondamentali nella realizzazione di innumerevoli prodotti ad alta tecnologia, in cui sono presenti quasi sempre sotto forma di ossidi o di leghe con altri metalli: computer, iPhone, iPad, laser, sensori, sistemi di navigazione, superconduttori, marmitte catalitiche, <strong>batterie per auto elettriche<\/strong>, motori per veicoli ibridi, magneti permanenti, generatori per turbine eoliche, impianti fotovoltaici, lampade fluorescenti costituiscono solo alcuni dei settori di impiego, per non parlare di applicazioni strategiche in campo militare, quali motori aerei avanzati, missili intelligenti eradar sofisticati (al punto che, si sostiene, una loro penuria metterebbe in crisi le stesse Forze Armate). In particolare, negli hard disk, negli impianti eolici e nei motori ibridi sono ampiamente utilizzate leghe neodimio &#8211; ferro &#8211; boro e samario- cobalto; nei fosfori degli schermi a cristalli liquidi si ritrovano europio, lutezio e ittrio;nelle lampade fluorescenti, ittrio, lantanio, cerio, europio, gadolinio e terbio<strong>.<\/strong> Un discorso a parte pu\u00f2 farsi per l\u2019erbio: questo elemento, infatti, emette radiazioni alla lunghezza d\u2019onda di 1530 nm, corrispondente al minimo assorbimento delle fibre ottiche in silice, per cui appare particolarmente adatto ad amplificare mediante laser i segnali luminosi delle reti in fibra ottica.<\/p>\n<p>3. <em>Il monopolio della produzione mineraria cinese e i motivi di una scelta alternativa <\/em><\/p>\n<p>La produzione mondiale di terre rare nel 2012 \u00e8 stata stimata in circa 110.000 tonnellate, lievemente inferiore a quella dell\u2019anno precedente. La Cina, con il 97% del totale, ne detiene praticamente il monopolio, pur possedendo solo il 40% circa delle riserve accertate. Questo perch\u00e9 i bassi prezzi di mercato degli anni passati ed il notevole impatto ambientale generato dai processi estrattivi hanno indotto gli altri Paesi ad abbandonare la produzione e a ricorrere, per la copertura del proprio fabbisogno, alle pi\u00f9 convenienti importazioni. Recentemente, per\u00f2, lo straordinario incremento dei consumi interni cinesi, dovuto al poderoso sviluppo industriale del Paese, ha portato ad una drastica riduzione delle esportazioni, che dal 2005 al 2010, con l\u2019imposizione di quote e dazi, si sono pi\u00f9 che dimezzate, passando da 65.609 a 30.256 tonnellate (tabella 1). Secondo alcuni, tale riduzione, pi\u00f9 che dalla necessit\u00e0 di assicurare risorse sufficienti al mercato nazionale, deriverebbe da una precisa scelta strategica della Cina, volta a costringere le multinazionali straniere utilizzatrici di terre rare a trasferire le loro produzioni nel Paese, come, del resto, hanno gi\u00e0 fatto alcune industrie occidentali, tra cui la Apple [03].<\/p>\n<p>In verit\u00e0, al di l\u00e0 di questi sospetti pi\u00f9 o meno fondati, va detto che la minore offerta ai Paesi occidentali \u00e8 stata determinata anche dalla recente chiusura, da parte dello Stato, di numerose piccole miniere abusive, che alimentavano un traffico illegale calcolato nel 30% delle esportazioni totali, nonch\u00e9 da un programma di estrazione pi\u00f9 razionale che la Cina sembra voler intraprendere, avendo preso finalmente coscienza del devastante impatto ambientale connesso ad uno sfruttamento insano delle miniere come \u00e8 stato quello finora attuato.<\/p>\n<p>In ogni caso, la diminuzione delle forniture, unita ad una domanda sempre pi\u00f9 consistente da parte del mondo occidentale, ha portato nella prima decade degli anni Duemila ad una sensibile lievitazione dei prezzi, che sono aumentati in qualche caso anche di trenta volte&nbsp;[<strong>2<\/strong>]: \u00e8 il caso del disprosio, che nell\u2019arco di otto anni \u00e8 passato da 15 a 467 dollari al kg (Orati,2011[05]).<\/p>\n<p>In questa situazione, che rischia di diventare drammatica per l\u2019occidente, ormai largamente dipendente dalla Cina per tutte le produzioni<em>high tech<\/em>, le iniziative possibili sono la riattivazione di miniere abbandonate, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto per quella di Mountain Pass, in California, che richieder\u00e0 comunque tempi non brevi per giungere ad una produzione adeguata alla domanda, e la ricerca di altri giacimenti. In effetti, sono state individuate nuove riserve, anche ingenti, in diverse parti del mondo, come Canada, Sudafrica, Groenlandia e persino nei fondali dell\u2019Oceano Pacifico: di recente \u00e8 stato scoperto, in prossimit\u00e0 del piccolo atollo giapponese di Minami Torishima, a circa 5,8 km di profondit\u00e0, un giacimento di grande importanza che potrebbe da solo soddisfare gran parte del fabbisogno nazionale.Tali riserve vanno a sommarsi a quelle gi\u00e0 note di Usa, Russia, Australia ecc., tuttavia l\u2019ipotesi di un loro sfruttamento appare pi\u00f9 che problematica per i costi elevati che questo comporta<strong>;<\/strong> tanto pi\u00f9 che, dopo il picco raggiunto nell\u2019estate 2011, a partire dal 2012 i prezzi delle terre rare sui mercati internazionali sono crollati, in conseguenza, probabilmente, sia delle difficili condizioni economiche generali, che hanno determinato una diminuzione della domanda, sia di una migliore efficienza dei materiali: si pensi che concentrati di terre rare sono passati da un prezzo medio di 82 $\/kg nel 2011 a 36$\/kg nel 2012 (Bellomo<strong>, <\/strong>2013[06]). A ci\u00f2 si aggiunge il problema del grave ed esteso impatto ambientale legato ai processi di estrazione e raffinazione delle terre rare. Questi, infatti, implicano l\u2019uso di grandi quantitativi di acidi forti, che possono determinare vaste contaminazioni del territorio e la produzione di ingenti volumi di materiale di risulta, senza considerare gli elevati livelli di radioattivit\u00e0 ai quali sono esposti i lavoratori e che persistono a lungo nell\u2019ambiente, dovuti alla frequente presenza di torio ed uranio nelle miniere di terre rare. Basti ricordare il disastro ambientale di Baiyunebo, nella Mongolia Cinese, che oggi \u00e8 un lago radioattivo di 11 chilometri quadrati (<strong>figura 1<\/strong>), o quello causato in Malaysia dalla giapponese Mitsubishi Chemicals, che, dopo essere stata costretta a chiudere, nel 1992, un impianto di raffinazione di terre rare, \u00e8 ora impegnata in un&#8217;operazione di decontaminazione da materiali radioattivi per una spesa totale di 100 milioni di dollari. La popolazione malese, ancora fortemente toccata da quell\u2019esperienza, si sta opponendo con veemenza all\u2019attivit\u00e0, peraltro gi\u00e0 avviata, di un impianto di raffinazioneda 2,5 miliardi di dollaridella societ\u00e0 australiana Lynas, malgrado questa abbia assicurato che adotter\u00e0 tutte le necessarie misure per evitare qualsiasi minaccia per l\u2019ambiente, quale, ad esempio, la diluizione e miscelazione con calce del torio radioattivo (Sher, 2013, [07]).<\/p>\n<p>Un altro caso emblematico \u00e8 quello dei villaggi vicini a Baotou, nella Mongolia interna, dove si trova la pi\u00f9 grande miniera cinese di terre rare, i cui abitanti sarebbero stati trasferiti altrove per la pesante contaminazione di acqua e raccolti: si valuta che i reflui della lavorazione, acidi e radioattivi, ammonterebbero annualmente a circa dieci milioni di tonnellatee rischierebbero di inquinare il Fiume Giallo, fonte idrica per centocinquanta milioni di persone (Orati,2011[05]). Per il futuro la situazione dovrebbe migliorare, se \u00e8 vero che, come sostiene Chen Zhanheng, direttore del Dipartimento accademico della Societ\u00e0 cinese delle terre rare di Pechino, \u201cIl governo ha gi\u00e0 varato leggi severe per tutelare l\u2019ambiente ed eliminare tecnologie, attrezzature e prodotti arretrati. Le fabbriche che non riusciranno ad adeguarsi andranno incontro alla chiusura o alla fusione con aziende pi\u00f9 grandi\u201d (Folger<strong>, <\/strong>[08]). Tuttavia, &nbsp;la decontaminazione, come si \u00e8 visto, richiede tempi lunghi e costi elevati.<\/p>\n<p>Una soluzione a questi problemi potrebbe essere rappresentata dal ricorso a materiali diversi dalle terre rare, ma vi sono impieghi per i quali non si conoscono prodotti sostitutivi, come nel caso, ad esempio, dei display a cristalli liquidi utilizzati per i monitor di computer e televisori, in cui si fa uso di europio e fosforo rosso (Enea<strong>, <\/strong>[09]). Alcune industrie automobilistiche, dal canto loro, stanno riducendo le quantit\u00e0 di terre rare utilizzate nelle auto elettriche e ibride ricorrendo a tecnologie differenti, come ha fatto la Toyota; che nella Prius impiegava addirittura 25 kg di metalli rari; lo stesso orientamento \u00e8 seguito da alcune imprese costruttrici di impianti eolici. La prospettiva pi\u00f9 interessante, cui si sta guardando oggi con sempre maggiore attenzione, sembra essere, tuttavia, il recupero di tali metalli dai rifiuti di apparecchiature che li contengono e, in particolare, da quelle elettriche ed elettroniche.<\/p>\n<p>4. <em>Il recupero delle terre rare dai Raee<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ampia diffusione dei consumi nel settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, caratterizzato, peraltro, da cicli di vita dei prodotti sempre pi\u00f9 brevi, fa s\u00ec che i rifiuti da esse derivati rappresentino una risorsa importante per il recupero di terre rare, che potrebbe esserenotevolmente incrementato, considerando che in ambito Ue, dei 17 kg pro capite prodotti ogni anno, ne vengono raccolti separatamente circa 7: si tratta evidentemente di una media, in quanto si va dai 22 kg della Scandinavia ai 2 della Grecia e ai 4,3 dell\u2019Italia, quantitativo quest\u2019ultimo di poco superiore all\u2019obiettivo minimo di 4 kg prescrittodalla Direttiva 2002\/96\/CE&nbsp;[<strong>3<\/strong>]<a href=\"file:\/\/\/Z:\/documentidaSRV02\/ARS%20ONLINE\/articoli\/niola\/bis_ARTICOLO%20TERRE%20RARE.doc#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\"><\/a> per i Raee provenienti dai nuclei domestici&nbsp;[<strong>4<\/strong>]<a href=\"file:\/\/\/Z:\/documentidaSRV02\/ARS%20ONLINE\/articoli\/niola\/bis_ARTICOLO%20TERRE%20RARE.doc#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" title=\"\"><\/a>. Questo valore, tuttavia, sar\u00e0 applicato fino al 31 dicembre 2015, in quanto, a partire dal 2016, inbase a quanto stabilito dalla Direttiva 2012\/19\/UE del 4 luglio 2012, il tasso minimo di raccolta in ciascuno Stato membro dovr\u00e0 essere pari al 45% del peso medio delle apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni precedenti, per aumentare gradualmente negli anni successivi fino a raggiungere, nel 2019, il 65% o, in alternativa, l&#8217;85% del peso dei Raee prodotti. Tale Direttiva, che deve essere recepita dagli Stati membri entro il 14 febbraio 2014, prescrive, tra l\u2019altro, che <strong>Raee raccolti separatamente&nbsp;<\/strong><strong>non possano essere smaltiti se&nbsp;<\/strong>non siano stati preventivamente sottoposti a trattamento adeguato (ai sensi dell\u2019art. 8) e che la raccolta e il trasporto siano eseguiti in maniera da consentire condizioni ottimali per il riutilizzo, il riciclaggio o il confinamento delle sostanze pericolose. Facendo riferimento, in particolare, alle cinque grandi categorie di Raee previste dalDm n. 185 del 25 settembre 2007, i quantitativi raccolti in Italia nel 2012 sono stati stimati in poco meno di 240.000 tonnellate (tabella 2).<\/p>\n<p>Tra le iniziative di recupero intraprese, di particolare interesse \u00e9 il progetto messo a punto dal Laboratorio E &#8211; Waste Lab, i cui primi risultati sono contenuti nel Report 2012. [10]. Il laboratorio, che nasce da un partenariato multidisciplinare cui partecipano il Politecnico di Milano, la Regione Lombardia, Amsa, Stena S.p.A, ed Assolombarda, ha l\u2019obiettivo dimassimizzare il valore del riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, fornendo agli investitori interessati elementi di valutazione utili ai fini dell\u2019efficacia del recupero di terre rare e di metalli preziosi. I ricercatori hanno esaminato criticamente una vasta mole di studi riportati in letteratura, effettuando un\u2019analisi comparativa delle tecnologie utilizzabili nelle tre fasi principali del processo, ossia:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"margin-left: 44.25pt;\">\n\t\tlo smontaggio selettivo<\/li>\n<li style=\"margin-left: 44.25pt;\">\n\t\til pretrattamento<\/li>\n<li style=\"margin-left: 44.25pt;\">\n\t\tla raffinazione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo <em>smontaggio selettivo<\/em>, finalizzato alla separazione delle componenti pregiate da quelle nocive, che andranno allontanate dopo adeguato trattamento, pu\u00f2 comportare rischi per la salute degli operatori, che possono venire a contatto con sostanze pericolose quali piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, arsenico etc. L\u00ec dove possibile, bisognerebbe, pertanto, evitare di effettuare questa operazione manualmente e ricorrere piuttosto a metodi automatici, anche se il sistema ne perderebbe in flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il <em>pretrattamento<\/em> \u00e8 una macinazione meccanica, che ha lo scopo di staccare le parti polimeriche da quelle da recuperare, aumentando nel contempo la superficie esposta agli attacchi chimici successivi. In questo ambito, particolarmente appropriata per i materiali contenenti resine termoplastiche \u00e8 la macinazione criogenica (molto diffusa, ad es., per le schede di rete): in questo caso, prima della frantumazione, si opera un raffreddamento (con azoto liquido o ghiaccio secco), per evitare che le resine, rammollendo, aderiscano alle componenti da recuperare rendendone complicata la separazione.<\/p>\n<p>La <em>raffinazione<\/em> \u00e8 la fase che consente di recuperare e purificare i materiali che interessano; in particolare, per ci\u00f2 che attiene alle terre rare, pu\u00f2 realizzarsi mediante diversetecniche, tra le quali quelle biometallurgiche e idrometallurgiche: le prime, economiche ed ecocompatibili, utilizzano, per recuperare i metalli, materiali di svariata natura, quali foglie, microrganismi, corteccia, gusci di granchi ecc.; i processi idrometallurgici consistono, invece, in una lisciviazione con acidi inorganici, prevalentemente nitrico, cloridrico e solforico, idonei per il cerio, presente negli schermi dei Pc, e per l\u2019ittrio, contenuto anche negli schermi delle Tv e nelle lampade fluorescenti, mentre il gadolinio e il praseodimio vengono attaccati soprattutto con acido cloridrico.<\/p>\n<p>La separazione dei diversi metalli \u00e8 l\u2019operazione pi\u00f9 delicata, perch\u00e9, come si \u00e8 detto, le terre rare hanno propriet\u00e0 molto simili tra loro. In generale, possono essere utilizzati processi di estrazione solido- liquido (cristallizzazioni o precipitazioni frazionate) o liquido-liquido mediante solventi. Quest\u2019ultima \u00e8 la pi\u00f9 utilizzata e viene effettuata in continuo e in controcorrente con recupero dei solventi. A tal proposito, l\u2019Enea (Morgana, 2011), nel Centro Ricerche della Trisaia, ha messo a punto, sia su scala banco che di impianto pilota, un processo di estrazione con solvente e successiva cromatografia, allo scopo di sperimentare su matrici di natura diversa il recupero di terre rare ed altri metalli di valore strategico, ottimizzando le rese e minimizzando gli impatti ambientali. Peraltro, tale centro sta sperimentando in questo ambito l\u2019impiego di fluidi supercritici, di liquidi ionici e della biometallurgia.<\/p>\n<p>Tornando al Rapporto E-Waste Lab,il laboratorio, basandosi sui risultati dell\u2019analisi comparativa effettuata, ha implementato un interessante progetto pilota .finalizzato ad un aumento del recupero di terre rare dai Raee, tenendo conto dei costi socio-economici e della redditivit\u00e0 delle operazioni, nonch\u00e9 della sostenibilit\u00e0 ambientale. I punti chiave del progetto sono:&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\til potenziamento della raccolta, da attuare con un nuovo sistema che si concentri su computer e cellulari;<\/li>\n<li>\n\t\tl\u2019adozione della macinazione criogenica;<\/li>\n<li>\n\t\tl\u2019utilizzo di impianti industriali gi\u00e0 esistenti sul territorio, rinnovandoli e prolungandone la vita utile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno effettuato uno studio di fattibilit\u00e0 economica, arrivando ad una stima del valore del recupero sia per ci\u00f2 che attiene al contenuto di oro nelle schede di rete dei Pc, sia per quanto riguarda il neodimio presente negli hard disk. In base ai risultati ottenuti, sembrerebbe possibile recuperare, da una tonnellata di schede, circa 450 grammi di oro con costi pari al 30% del valore del recupero, da una tonnellata di hard disk circa 260 kg di neodimio, con costi all\u2019incirca del 40% del valore del recupero. Si tratta evidentemente di risultati pi\u00f9 che interessanti, seppure riferiti a prezzi di mercato comunque variabili, anche perch\u00e9 sono previsti ulteriori margini di miglioramento delle tecnologie.<\/p>\n<p>Un\u2019iniziativa interessante \u00e8 anche quella intrapresa dalla Honda, in collaborazionecon la Societ\u00e0giapponese Metals &amp; Chemicals, per il riciclaggio delleterre<strong>rare<\/strong>presenti in batterie all\u2019idruro di metallo-nichel raccolte, presso rivenditori giapponesi, nordamericani ed europei, dai vecchi veicoli ibridi Honda. Le due societ\u00e0 hanno comunicato di aver messo a punto un processo, tenuto al momento segreto, in grado di recuperare pressappoco l\u201980<strong>% <\/strong>delle terre rare, con purezza superiore a quella del nuovo estratto e dei metalli raffinati [11].<\/p>\n<p>Altrettanto interessanti sono alcuni progetti avviati da aziende italiane con il contributo di partner europei, accademici e non; tra essi, vale la pena di citare quelli della Dismeco e della Relight di Rho (comune alle porte di Milano). La Dismeco ha recuperato a Marzabotto, in provincia di Bologna, l\u2019area di una vecchia cartiera per farne un centro di riciclaggio <em>green<\/em>, nel quale<strong><em>, <\/em><\/strong>in collaborazione con il Dipartimento di Tecnologia dell\u2019Universit\u00e0 svedese di Goteborg, cercher\u00e0 di recuperare terre rare dalle lampadefluorescenti, e, in particolare, ittrio, metallo dal costo elevato e quasi del tutto assente nei paesi occidentali [12]. Quanto alla Relight, \u00e8 un\u2019azienda che nel 2010 ha trattato 17 milioni di tonnellate di Raee, per un fatturato di 8 milioni di euro. Fondatrice ed amministratore delegato \u00e8 un\u2019agronoma, Bibiana Ferrari, che \u00e8 stata insignita dal Presidente Napolitano del grado di ufficiale dell\u2019Ordine al merito della Repubblica italiana e che coordina il progetto europeo Hydro Weee (settimo Programma quadro Ue per la ricerca), nell\u2019ambito del quale \u00e8 stato realizzato, nel maggio del 2011, un impianto pilota in grado di estrarre, con processo idrometallurgico, ittrio ed indio dalle lampade fluorescenti esauste&nbsp;[<strong>5<\/strong>]. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di migliorare la purezza dei minerali ottenuti, in modo da evitare ulteriori processi di raffinazione e avere cos\u00ec ampie possibilit\u00e0 di vendita all\u2019intero settore della microelettronica. Al progetto hanno contribuito l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Aquila e la Politecnica delle Marche, nonch\u00e9 tre imprese straniere (l\u2019austriaca Sat, la serba Se Trade e la rumena Greentronics), (Kratchmarova, 2011 [13]).<\/p>\n<p>5. <em>Conclusioni<\/em><\/p>\n<p>Il recupero di terre rare dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche \u00e8 un\u2019opzione considerata con sempre maggiore interesse in una situazione di mercato che vede, ormai da alcuni anni, il monopolio della produzione saldamente detenuto dalla Cina, la quale, tuttavia, dalla met\u00e0 degli anni Duemila ha messo in atto una politica di forte riduzione delle esportazioni. Ci\u00f2, ufficialmente per la necessit\u00e0 di soddisfare il crescente fabbisogno interno e salvaguardare l\u2019ambiente, in realt\u00e0, secondo alcuni,per motivi strategici: si ricordano spesso, a tale riguardo, le parole pronunciate nel 1992 da Deng Xiaoping: \u201cSe il Medio Oriente ha il petrolio, la Cina ha le terre rare&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della difficolt\u00e0 di approvvigionamento di risorse minerarie, alla base dell\u2019opportunit\u00e0 del recupero dai Raee vi sono comunque anche i vantaggi ambientali connessi ad una maggiore eco sostenibilit\u00e0 delle tecniche proposte (sebbene ancora da affinare) rispetto ai processi estrattivi. A ci\u00f2 va aggiunto che dagli scarti in questione \u00e8 possibile recuperare non solo le terre rare, ma anche metalli preziosi, quali oro ed argento: si pensi che da una tonnellata di cellulari \u00e9 possibile ottenere 150 grammi di oro, mentre da una stessa tonnellata di materiali estratti in miniera se ne ottengono solo 5 grammi [14].Se poi si considera che lanuova Direttiva europea impone, per i prossimi anni, un incremento notevole dei quantitativi di Raee raccolti, per cui si render\u00e0 disponibile una fonte potenzialmente significativa di metalli rari, appare quanto mai utile approfondire gli studi sulla fattibilit\u00e0 tecnica ed economica del recupero, considerando anche il numero di posti di lavoro che si potrebbero creare. Ovviamente, nella valutazione bisogner\u00e0 tener conto di una serie di fattori fondamentali, quali la scelta delle tecnologie pi\u00f9 appropriate e la dimensione ottimale degli impianti. Infine, andranno superate le difficolt\u00e0 connesse alle pratiche burocratiche, che comportano spesso lunghi tempi di attesa per il rilascio dei necessari permessi da parte di Regioni o Province, problema quest\u2019ultimo che nel nostro Paese non riguarda, tuttavia, soltanto il settore in esame.<\/p>\n<p style=\"margin-left:18.0pt;\"><strong>Tab. 1 \u2013 Esportazioni di terre rare dalla Cina&nbsp;<\/strong><strong>(in ton REO)<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2005<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>65.609<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2006<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>61.821<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2007<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>59.643<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2008<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>59.939<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2009<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>60.145<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:168px;\">\n<p>2010<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:156px;\">\n<p>30.258<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Fonte: Morgana, 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tab. 2 \u2013 Raccolta di Raee nel2012 (intonnellateedistinti secondo i raggruppamenti definiti dal Dm 185\/2007 e dal D.Lgs. 151\/2005)<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p>Raggruppamento 1 \u2013 Freddo e clima (frigoriferi, congelatori, condizionatori ecc.)<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p>63.903<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p>Raggruppamento 2 \u2013 Altri grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, stufe elettriche, forni a microonde, ventilatori elettrici ecc.)<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p>57.710<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p>Raggruppamento 3 &#8211; Monitor e Tv<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p>76.501<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p>Raggruppamento 4 &#8211; Consumer electronics (cellulari, prodotti Ict, fax,calcolatriciecc.)<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p>38.815<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p>Raggruppamento 5 &#8211; Sorgenti luminose (tubi fluorescenti, sorgenti luminose a vapori di sodio ecc.)<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p>1.037<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width:497px;\">\n<p><strong>Totale<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width:132px;\">\n<p><strong>237.966<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>(Elaborazione degli Aa di dati tratti dal Centro di Coordinamento Raee)<br \/>\n\t____________________________<\/p>\n<p>]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-150\" alt=\"\" src=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/la-miniera-della-Mongolia-cinese.jpg\" style=\"width: 450px; height: 281px;\" width=\"450\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/la-miniera-della-Mongolia-cinese.jpg 450w, https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/la-miniera-della-Mongolia-cinese-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p>Fig. 1 \u2013 La miniera di Baiyunebo, nella Mongolia Cinese, uno dei luoghi<br \/>\n\tpi\u00f9 inquinati al mondo (da Sher) [07]<\/p>\n<div>\n\t<br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\">\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>Bellomo S., \u201cTerre rare, adesso i produttori soffrono. I prezzi sono crollati\u201d, <em>Il Sole 24 Ore Finanza e Mercati<\/em>, 16 Marzo 2013, [06]<\/p>\n<p>Enea,<strong>\u201c<\/strong>Le terre rare. (Rare Earth Elements \u2013 Ree)\u201d [09]<\/p>\n<p>Folger T., \u201cTerre rare, gli ingredienti segreti di smartphone, missili e tanto altro\u201d, <em>National Geographic Italia<\/em>, 23Giugno 2011, [08]<\/p>\n<p>Kratchmarova Z., \u201cLa lampadina \u00e8 una miniera\u201d, <em>Ecolamp<\/em>, 22 Giugno 2011, pp.36-37, [13]<\/p>\n<p>Morgana M., \u201cTerre rare: l\u2019impianto pilota del Centro Ricerche della Trisaia\u201d, <em>Energia. Ambiente e Innovazione,<\/em>1-2, 2011, pp. 37-41<\/p>\n<p>Orati P., \u201cTerre rare: un\u2019arma sempre pi\u00f9 strategica nelle mani della Cina\u201d, 20 Ottobre 2011, [05]<\/p>\n<p>Sclaunich, G., \u201cRicicliamo le terre rare di smartphone e pc\u201d, <em>Corriere della Sera Ambiente<\/em>, 17 Aprile 2012, [04]<\/p>\n<p>Sher D., \u201cSempre pi\u00f9 rischi dalle terre rare\u201d, 29 Gennaio 2013 [07]<\/p>\n<p>Sienko M. J.\u2013 Plane R. A., <em>Chimica.Principi e propriet\u00e0, <\/em>Padova, Piccin Editore, 1968<\/p>\n<p>Villavecchia G. V. &#8211; Eigenman G., <em>Nuovo dizionario di Merceologia e Chimica Applicata<\/em>, Milano, Hoepli, 1982<\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>Sitografia<\/p>\n<p>[01]<a href=\"http:\/\/media.pearsonitalia.it\/0.602803_1355075425.pdf\">http:\/\/media.pearsonitalia.it\/0.602803_1355075425.pdf<\/a><\/p>\n<p>[02]<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/terre-rare\/\">www.treccani.it\/enciclopedia\/terre-rare\/<\/a><\/p>\n<p>[03]<a href=\"http:\/\/www.metallirari.com\/apple-un-gigante-high-tech-con-un-cuore-di-cerio\/\">www.metallirari.com\/apple-un-gigante-high-tech-con-un-cuore-di-cerio\/<\/a><\/p>\n<p>[04]<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/ambiente\/12_aprile_27\/ricicliamo-terre%0b-rare-greta-sclaunich_f983733e-889c-11e1-989c-fd70877d52ac.shtml\">www.corriere.it\/ambiente\/12_aprile_27\/ricicliamo-terre<br \/>\n\t\t\t-rare-greta-sclaunich_f983733e-889c-11e1-989c-fd70877d52ac.shtml<\/a><\/p>\n<p>[05]<a href=\"http:\/\/www.lafinanzasulweb.it\/2011\/terre-rare-un-arma-sempre-piu-strategica-nelle-mani-della-Cina\/\">www.lafinanzasulweb.it\/2011\/terre-rare-un-arma-sempre-piu-strategica-nelle-mani-della-Cina\/<\/a><\/p>\n<p>[06]<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2013-03-16%0b\/terre-rare-adesso-produttori-081906.shtml?uuid=AbLtUeeH\">www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2013-03-16<br \/>\n\t\t\t\/terre-rare-adesso-produttori-081906.shtml?uuid=AbLtUeeH<\/a><\/p>\n<p>[07]<a href=\"http:\/\/www.youtech.it\/Eco-Tech\/Habitat\/Sempre-piu-rischi-dalle-terre-rare-10758\">www.youtech.it\/Eco-Tech\/Habitat\/Sempre-piu-rischi-dalle-terre-rare-10758<\/a><\/p>\n<p>[08]<a href=\"http:\/\/www.nationalgeographic.it\/scienza\/2011\/06\/23\/news\/ terre_rare_gli_ingredienti_segreti_di_quasi_tutto-392653\/\">www.nationalgeographic.it\/scienza\/2011\/06\/23\/news\/<br \/>\n\t\t\tterre_rare_gli_ingredienti_segreti_di_quasi_tutto-392653\/<\/a><\/p>\n<p>[09]<a href=\"http:\/\/unmig.sviluppoeconomico.gov.it\/unmig\/miniere\/terrerare\/%0bdossier_terrerare.pdf\">http:\/\/unmig.sviluppoeconomico.gov.it\/unmig\/miniere\/terrerare\/<br \/>\n\t\t\tdossier_terrerare.pdf<\/a><\/p>\n<p>[10]<a href=\"http:\/\/www.consorzioremedia.it\/media\/200880\/ report_finale_e-waste_lab_-_gen_2013_def.pdf\">www.consorzioremedia.it\/media\/200880\/<br \/>\n\t\t\treport_finale_e-waste_lab_-_gen_2013_def.pdf<\/a><\/p>\n<p>[11]<a href=\"http:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/honda-ricicla%0b-17-metalli-estratti-dalle-terre-rare3780\/\">www.rinnovabili.it\/ambiente\/honda-ricicla<br \/>\n\t\t\t-17-metalli-estratti-dalle-terre-rare3780\/<\/a><\/p>\n<p>[12]<a href=\"http:\/\/www.virtuousitaly.it\/?os_aziende=dismeco-recupero%0b-lavoro-e-sostenibilita-a-marzabotto-nasce-il-borgo-ecologico\">www.virtuousitaly.it\/?os_aziende=dismeco-recupero<br \/>\n\t\t\t-lavoro-e-sostenibilita-a-marzabotto-nasce-il-borgo-ecologico<\/a><\/p>\n<p>[13]<a href=\"http:\/\/www.ecolamp.it\/store_pub\/document\/421_file.pdf\">www.ecolamp.it\/store_pub\/document\/421_file.pdf<\/a><\/p>\n<p>[14]<a href=\"http:\/\/www.arpat.toscana.it\/notizie\/arpatnews\/2012\/137-12\/137-12-urban%0b-mining-estrazione-mineraria-urbana-da-rifiuti-elettrici-ed-elettronici\/?searchterm=raee\">www.arpat.toscana.it\/notizie\/arpatnews\/2012\/137-12\/137-12-urban<br \/>\n\t\t\t-mining-estrazione-mineraria-urbana-da-rifiuti-elettrici-ed-elettronici\/?searchterm=raee<\/a><\/p>\n<p>___________________________<br \/>\n\t\t\t<em>Note<\/em><\/p>\n<div id=\"ftn1\">\n<p>[1] Scandio e ittrio sono considerate &quot;terre rare&quot; poich\u00e9, generalmente, si trovano negli stessi depositi minerari dei lantanidi e possiedono propriet\u00e0 chimiche similari&nbsp;<\/p>\n<p>[2]&nbsp;Si \u00e8 calcolato che il mercato mondiale delle terre rare abbia toccato i quattro miliardi di dollari e abbia reso possibile la produzione di beni per quattromila miliardi di dollari (Sclaunich,2012 [04]).<\/p>\n<p>[3] La Direttiva2002\/95\/CE sar\u00e0 abrogata dal 15 febbraio 2014.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div id=\"ftn2\">\n<p>[4] In alternativa, l\u2019obiettivo da raggiungere in ogni Stato membrocorrisponder\u00e0 al volume di peso medio di Raee raccolto nei tre anni precedenti, considerando il valore pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>[5] Nel 2010, sono state recuperate in Italia poco meno di 1,3 milioni di tonnellate di lampade fluorescenti.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>________________________________<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":150,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-11273","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/la-miniera-della-Mongolia-cinese.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 12 anni fa","modified":"Aggiornato 12 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 17\/01\/2014","modified":"Aggiornato il 17\/01\/2014"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 17\/01\/2014 08:48","modified":"Aggiornato il 17\/01\/2014 08:48"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11273"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}