{"id":11111,"date":"2013-10-01T09:44:15","date_gmt":"2013-10-01T09:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/mosca-olearia-nellalto-garda-olivicoltori-allerta-quali-interventi\/"},"modified":"2013-10-01T09:44:15","modified_gmt":"2013-10-01T09:44:15","slug":"mosca-olearia-nellalto-garda-olivicoltori-allerta-quali-interventi","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=mosca-olearia-nellalto-garda-olivicoltori-allerta-quali-interventi","title":{"rendered":"Mosca olearia nell&#8217;Alto Garda, olivicoltori in allerta. Quali interventi"},"content":{"rendered":"<p>Il parassita Bactrocera oleae, la mosca dell&#39;olivo, dittero brachicero che presenta adulti di circa cinque millimetri e larve di sei-sette, pu\u00f2 riprodursi fino a sei volte in un anno e nelle annate in cui le condizioni climatiche sono favorevoli al suo sviluppo, il pericolo di danni aumenta esponenzialmente. Le femmine depongono le uova sotto la buccia del frutto quando questo ha raggiunto la dimensione di circa 7-8 millimetri; dall&rsquo;uovo nasce una larva che danneggia la polpa a livello quantitativo e qualitativo, l&rsquo;olio che si ricava da olive infestate pu\u00f2 presentare alti livelli di perossidi e un&#39;acidit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p> ll Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach ha rilevato che dalla seconda settimana di settembre l&rsquo;insetto era presente in oltre il 50% delle trappole di monitoraggio posizionate a luglio sul territorio del Garda. La distribuzione delle trappole \u00e8 una delle fasi del progetto di cattura massale, gestito quest&rsquo;anno dall&rsquo;AIPO, di cui si possono conoscere tutte le fasi nel documento di IASMA e sul <a href=\"http:\/\/www.cm-parcoaltogarda.bs.it\/parconaturale.php\/Progetto-di-cattura-massale-della-mosca-olearia-2010.html\">sito<\/a> della Comunit\u00e0 Montana Parco Alto Garda Bresciano.<\/p>\n<p> Le trappole sono costituite da sacchetti di carta speciale delle dimensioni di 15 x 20 cm contenenti 70 gr di bicarbonato di ammonio, sostanza attrattiva di tipo &ldquo;alimentare&rdquo;. La superficie esterna del sacchetto \u00e8 impregnata a secco con una soluzione concentrata di Deltametrina (15 mg), un insetticida che ha la funzione di devitalizzare le mosche che si appoggiano sul sacchetto. La trappola \u00e8 completata da una capsula che emana un attrattivo sessuale che attira soprattutto i maschi, ma anche le femmine della mosca. Met\u00e0 delle trappole va disposta durante la fase fenologica che corrisponde all&rsquo;indurimento del nocciolo, ovvero nella prima met\u00e0 di luglio, l&rsquo;altra met\u00e0 dopo un mese.<\/p>\n<p> In questa maniera, tenuto conto che ogni trappola \u00e8 attiva per circa 60-70 giorni, si avr\u00e0 una copertura di circa tre mesi sulle tre possibili generazioni di luglio, settembre e ottobre, con una maggiore efficienza concentrata nel mese di settembre, periodo pi\u00f9 a rischio nella zona considerata.<br \/> Ad ogni olivicoltore viene assegnata una trappola ogni 70-100 mq di oliveto; nelle aree pi\u00f9 a rischio viene assegnata un trappola ogni due olivi.<br \/> La fase di monitoraggio \u00e8 fondamentale prima di procedere a eventuali trattamenti. Al monitoraggio degli adulti deve affiancarsi anche quello delle perforazioni delle drupe, per individuare in modo preciso il momento ottimale per il trattamento insetticida. Lasoglia d&#39;intervento\u00e8 generalmente fissata al raggiungimento del 10% delle olive con segni di penetrazione. Per le cultivar da mensa la soglia scende al 5%.<\/p>\n<p> L&rsquo;obbiettivo del monitoraggio e della cattura massiva \u00e8 ottenere un prodotto esente da mosca limitando l&rsquo;uso di pesticidi. Quest&rsquo;anno, la situazione climatologica ha favorito lo sviluppo del parassita con la conseguente necessit\u00e0 di effettuare trattamenti con pesticidi. Tra i formulati di sintesi sono a disposizione esteri fosforici e preparati a base di dimetoato e piretroidi. Per coloro che attuano la lotta biologica, i disciplinari sono molto nutriti, e utilizzanoalcuni nemici naturali della Mosca: per esempio alcuni imenotteri icneumonoidi, come Opius concolor, e altri calcidoidei come Pnigalio mediterraneus, Eupelmus urozonus, Eurytoma martellii eCyrtoptyx latipes, oltre a predatori delle uova di Bractocera, il ditteroLasioptera berlesiana, e, fra gli insetticidi naturali, Beauveria bassiana, un fungo patogenoper gli insetti che pare abbia un&#39;azione &quot;dissuasiva&quot; all&#39;ovideposizione. Il mercato offre ancheesche proteiche attivate o meno con sostanze insetticide. Esistono, inoltre, trappole che catturano fisicamente gli adulti, attraendoli con proteine idrolizzate. Per controllare le patologie fungine, comunemente, viene usato il rame; dati recenti sembrano indicare una certa azione repellente del rame per le femmine di mosca; causa probabile \u00e8 l&rsquo;abbattimento da parte del rame delle popolazioni di alcunibatteri simbionti delle larvedi mosca. Sul mercato si trova anche un&rsquo;esca biologica a base di caolino che svolge un&rsquo;azione fisica di copertura\/protezione della drupa.&nbsp;<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fmach.it\/Media\/UploadsDocs\/OLIVICOLTURA-Difesa-dalla-mosca-olearia\">www.fmach.it\/ Difesa-dalla-mosca-olearia<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/23865175?report=abstract\">www.ncbi.nlm.nih.gov\/<\/a> (abstract di uno studio dell&rsquo;Universit\u00e0 di Cordova, Spagna)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/entnemdept.ufl.edu\/creatures\/fruit\/tropical\/olive_fruit_fly.htm\">olive_fruit_fly.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11112,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[12],"class_list":["post-11111","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","esterni-psr-lombardia-newsletter"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/007_03mosca_0.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 13 anni fa","modified":"Aggiornato 13 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 01\/10\/2013","modified":"Aggiornato il 01\/10\/2013"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 01\/10\/2013 09:44","modified":"Aggiornato il 01\/10\/2013 09:44"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?esterni=psr-lombardia-newsletter\" class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/span>"],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/11111","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=11111"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=11111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}