{"id":10922,"date":"2013-05-29T13:42:20","date_gmt":"2013-05-29T13:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/effetti-dei-cambiamenti-climatici-sullagricoltura-europea\/"},"modified":"2013-05-29T13:42:20","modified_gmt":"2013-05-29T13:42:20","slug":"effetti-dei-cambiamenti-climatici-sullagricoltura-europea","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=effetti-dei-cambiamenti-climatici-sullagricoltura-europea","title":{"rendered":"Effetti dei cambiamenti climatici sull\u2019agricoltura europea"},"content":{"rendered":"<p>Nei prossimi decenni l&rsquo;agricoltura sar\u00e0 influenzata dai cambiamenti climatici sia a livello globale che all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione Europea. Anche se l&rsquo;agricoltura europea \u00e8 tecnologicamente avanzata, la sua capacit\u00e0 di fornire cibo e di contribuire ai servizi ecosistemici per la societ\u00e0 europea \u00e8 direttamente correlata alle condizioni climatiche.<\/p>\n<p>L&rsquo;agricoltura \u00e8 molto sensibile al clima, sia in termini di tendenze a lungo termine delle precipitazioni e temperature medie, che determinano la produttivit\u00e0 e la distribuzione spaziale delle colture, ma anche in termini annuali con la comparsa di siccit\u00e0, inondazioni, ondate di calore, gelate e altri eventi estremi. Gli effetti di livelli di CO2 pi\u00f9 elevati sono l&#39;aumento della produzione di biomassa e l&rsquo;efficienza dell&rsquo;utilizzo dell&rsquo;acqua. Il cambiamento climatico sta gi\u00e0 avendo un impatto sull&rsquo;agricoltura, \u00e8 stato riconosciuto come uno dei fattori che contribuiscono alla recente stagnazione delle rese del frumento in alcune parti d&rsquo;Europa, nonostante i continui progressi nelle tecniche di coltivazione.<\/p>\n<p>Il previsto aumento della frequenza e della gravit\u00e0 degli eventi climatici estremi sar\u00e0 particolarmente dannoso per la produzione agricola nel centro e nel sud Europa. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 esacerbare la tendenza alla crescente volatilit\u00e0 dei prezzi negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Infatti, in zone settentrionali il cambiamento climatico pu\u00f2 produrre effetti positivi sul settore agricolo, con l&rsquo;introduzione,&nbsp;a causa della fine delle ondate di freddo e in presenza di periodi prolungati senza gelo, di nuove variet\u00e0 di colture, ampliamento delle aree idonee per la coltivazione con rese pi\u00f9 elevate.&nbsp;&nbsp;Tuttavia anche nelle zone settentrionali ci saranno impatti negativi come l&rsquo;aumento di parassiti e patogeni, la lisciviazione dei nutrienti e una minore presenza di sostanza organica nel suolo. Nelle aree meridionali saranno predominanti gli svantaggi. La riduzione complessiva prevista di precipitazioni e le ondate di calore estremo possono incidere negativamente sulla produttivit\u00e0 delle colture, portando a una maggiore variabilit\u00e0 nella resa e, nel lungo periodo, a una modifica nella variet\u00e0 di colture.<\/p>\n<p>Gli effetti dovrebbero essere sempre pi\u00f9 visibili verso il 2050, quando i cambiamenti climatici si intensificheranno. I terreni agricoli in zone costiere potranno diminuire notevolmente in futuro, a causa del potenziale aumento di allagamenti e di inondazione dei campi. Inoltre, l&rsquo;intrusione di acqua salata nelle falde acquifere sotterranee potr\u00e0 avere un impatto negativo sull&rsquo;acqua per l&rsquo;irrigazione e quindi sulla resa delle colture.<\/p>\n<p>La presenza di parassiti e patogeni delle piante rappresenta una notevole perdita per l&rsquo;agricoltura e non deve essere sottovalutata. Si stima che il 30% delle perdite causate da organismi nocivi pu\u00f2 essere attribuita a nuovi parassiti e a nuovi patogeni.<\/p>\n<p>Il cambiamento climatico ha un impatto anche nel settore zootecnico, con mutamenti di produttivit\u00e0 di pascoli e colture foraggere e nella diffusione di malattie negli animali. Cambiamenti nei modelli di transumanza e di pascolo possono anche facilitare la diffusione di malattie, dovute a una maggiore concentrazione di animali per l&rsquo;alimentazione o l&rsquo;abbeveraggio in piccole aree. Nelle aree mediterranee le temperature pi\u00f9 calde e il deficit delle precipitazioni estive potranno accorciare il periodo del pascolo e diminuire la produzione di foraggio e la sua qualit\u00e0. Nelle zone umide nord-occidentali un moderato riscaldamento pu\u00f2, tuttavia, essere benefico per le attivit\u00e0 zootecniche, nel breve &#8211; medio termine, grazie all&rsquo;aumento della produttivit\u00e0 dei pascoli.<\/p>\n<p>La vulnerabilit\u00e0 dell&rsquo;agricoltura varia all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione Europea a seconda dell&rsquo;esposizione agli eventi climatici, del contesto socio-economico e delle condizioni agro-ecologiche esistenti. Non tutti gli agricoltori hanno esperienza e risorse finanziare sufficienti per adattarsi alla crescente variabilit\u00e0 del clima: per questo la PAC post-2013 punter\u00e0 soprattutto a garantire un reddito minimo alle aziende agricole e a sovvenzionare &ldquo;incentivi verdi&rdquo; a quelle presenti nelle zone pi\u00f9 svantaggiate. Una sfida fondamentale \u00e8 quella di integrare i risultati delle scienze fisiche e agronomiche con la conoscenza locale degli agricoltori, al fine di sviluppare strategie di adattamento solide, che possono ridurre al minimo gli impatti negativi del cambiamento climatico. Il sistema di consulenza aziendale pu\u00f2 essere uno strumento importante anche in questo senso. Altrettanto importante \u00e8 quello di rafforzare la capacit\u00e0 delle Istituzioni regionali ad utilizzare gli strumenti appropriati per affrontare i cambiamenti climatici. Partenariati tra gli istituti di ricerca nazionali e regionali, servizi di consulenza e parti sociali in agricoltura, nonch\u00e9 la creazione di reti regionali che forniscono informazioni alle comunit\u00e0 agricole, aiuteranno a progettare un adeguato piano strategico.<\/p>\n<p>Fonte: Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni,<br \/>Brussels, 16.4.2013 SWD(2013) 132 final<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=SWD:2013:0131:FIN:IT:PDF\">Sintesi della valutazione d&#39;impatto sulla Comunicazione &quot;Strategia dell&#39;UE di adattamento ai cambiamenti climatici&quot; <\/a>(<u>IT<\/u>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/governance\/impact\/ia_carried_out\/docs\/ia_2013\/swd_2013_0132_en.pdf\">Valutazione di impatto &#8211; seconda Parte &#8211; sulla Comunicazione &quot;An EU Strategy on adaptation to climate change<\/a>&quot; <strong>(<\/strong><u>EN<\/u>)<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":10923,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[],"esterni":[12],"class_list":["post-10922","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","esterni-psr-lombardia-newsletter"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/001_01-CE_logo_0.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 13 anni fa","modified":"Aggiornato 13 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 29\/05\/2013","modified":"Aggiornato il 29\/05\/2013"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 29\/05\/2013 13:42","modified":"Aggiornato il 29\/05\/2013 13:42"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?esterni=psr-lombardia-newsletter\" class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">PSR Lombardia - Newsletter<\/span>"],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/10922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=10922"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=10922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}