{"id":10886,"date":"2013-03-27T13:14:09","date_gmt":"2013-03-27T13:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/openpublish_article\/rapporto-sul-benessere-equo-e-sostenibile-bes\/"},"modified":"2013-03-27T13:14:09","modified_gmt":"2013-03-27T13:14:09","slug":"rapporto-sul-benessere-equo-e-sostenibile-bes","status":"publish","type":"openpublish_article","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?openpublish_article=rapporto-sul-benessere-equo-e-sostenibile-bes","title":{"rendered":"Rapporto sul \u201cBenessere Equo e Sostenibile&#8221; (BES)"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato presentato nel mese di marzo 2013 il primo rapporto sul &ldquo;Benessere Equo e Sostenibile&quot; (BES) elaborato da CNEL e ISTAT nell&rsquo;ambito del dibattito internazionale sul cosiddetto &ldquo;superamento del Pil&ldquo;. A fondamento di questo studio la convinzione che i parametri di valutazione di una societ\u00e0 non debbono essere solo di carattere economico, ma che sono necessari anche indicatori di valutazione degli aspetti sociali e ambientali che rendano esaustiva l&rsquo;analisi dello stato di salute di una societ\u00e0.<\/p>\n<p>Come detto nella presentazione, firmata da Antonio Marzano, Presidente del Cnel ed Enrico Giovannini Presidente dell&rsquo;Istat, \u00e8 stato elaborato uno strumento capace di individuare gli elementi fondanti del benessere in Italia e nei suoi molteplici territori, coinvolgendo esperti dei diversi elementi che contribuiscono al benessere (salute, ambiente, lavoro, condizioni economiche, ecc.) e anche la societ\u00e0 italiana con numerosi confronti in ampi dibattiti e incontri con le Istituzioni, le parti sociali, l&rsquo;associazionismo.<\/p>\n<p>Il BES misura il rapporto sul benessere equo e sostenibile attraverso 134 item raggruppati in 12 domini (indicatori): salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ecc..<\/p>\n<p>Tra i principali dati dell&rsquo;analisi, l&rsquo;indicatore della &ldquo;grave deprivazione&ldquo;, ossia della difficolt\u00e0 economica, aumentato nel 2010-2011 del 5% rispetto al passato. In aumento risultano anche la sfiducia, la diseguaglianza sociale e il ricorso al credito. Una fotografia del Paese piuttosto scoraggiante, con l&rsquo;eccezione di famiglia e lavoro, settori che registrano, nonostante la difficile situazione economica, livelli di soddisfazione abbastanza positivi.<\/p>\n<p>I dati relativi all&rsquo;ambiente evidenziano che se da un lato aumentano gli spazi del verde urbano e delle aree protette, dall&rsquo;altro rimane sempre alto il rischio provocato dal dissesto idrogeologico. Comunque cresce la sensibilit\u00e0 per le questioni ambientali.<\/p>\n<p>&laquo;Di conseguenza, per garantire e incrementare il benessere attuale e futuro delle persone &ndash; si legge nel documento &ndash; \u00e8 essenziale ricercare la soddisfazione dei bisogni umani promuovendo attivit\u00e0 di sviluppo che non compromettano le condizioni e gli equilibri degli ecosistemi naturali&raquo;.<\/p>\n<p>Gli indicatori del BES, si dice sempre nell&rsquo;introduzione, aspirano a divenire &ldquo;una sorte di Costituzione statistica&rdquo;, cio\u00e8 un riferimento cosate e condiviso dalla societ\u00e0 italiana in grado di segnare la direzione del progresso che la medesima societ\u00e0 vorrebbe realizzare.<\/p>\n<p>Scopo del BES \u00e8 che stimoli attivit\u00e0 di dibattito nelle pi\u00f9 alte sedi costituzionali, specialmente nel Parlamento.<\/p>\n<p>Tutte le informazioni statistiche e metodologiche elaborato nel corso del progetto si possono legger nel sito<br \/> <a href=\"http:\/\/ il primo rapporto sul \u201cBenessere Equo e Sostenibile (BES)\">www.misuredel benessere it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/84348\">Il rapporto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"argomenti":[4],"esterni":[],"class_list":["post-10886","openpublish_article","type-openpublish_article","status-publish","hentry","argomenti-ambiente"],"featured_img":false,"coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 13 anni fa","modified":"Aggiornato 13 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 27\/03\/2013","modified":"Aggiornato il 27\/03\/2013"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 27\/03\/2013 13:14","modified":"Aggiornato il 27\/03\/2013 13:14"},"featured_img_caption":"","tax_additional":{"argomenti":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?argomenti=ambiente\" class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Ambiente<\/span>"],"slug":"argomenti","name":"Argomentis"},"esterni":{"linked":[],"unlinked":[],"slug":"esterni","name":"Esternis"}},"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article\/10886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/openpublish_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/openpublish_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fargomenti&post=10886"},{"taxonomy":"esterni","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Festerni&post=10886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}