{"id":9807,"date":"2020-09-18T14:57:23","date_gmt":"2020-09-18T14:57:23","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/libro\/i-semi-del-futuro-dieci-lezioni-di-genetica-delle-piante\/"},"modified":"2020-09-18T14:57:23","modified_gmt":"2020-09-18T14:57:23","slug":"i-semi-del-futuro-dieci-lezioni-di-genetica-delle-piante","status":"publish","type":"libro","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?libro=i-semi-del-futuro-dieci-lezioni-di-genetica-delle-piante","title":{"rendered":"I semi del futuro. Dieci lezioni di genetica delle piante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Sapiens \u00e8 l&rsquo;unica specie che passando attraverso fasi evolutive e di adattamento migliora di molto la qualit\u00e0 della vita. Passa da cacciatore\/raccoglitore ad agricoltore sfruttando proprio la selezione naturale che i vegetali adottano fin dalla loro comparsa sulla Terra. E i nostri antenati hanno addomesticato, attraverso le pratiche agricole, le piante pi\u00f9 produttive e resistenti applicando una prima inconsapevole selezione genetica, oltre a praticare la prima rivoluzione tecnologica che \u00e8 proprio l&rsquo;agricoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dieci lezioni di Michele Morgante, introdotte da domande e considerazioni di Caterina Visco, conduce il lettore in un percorso di conoscenza sulle tecnologie della discordia, cos\u00ec come le definisce l&rsquo;autore stesso: dall&rsquo;ibridazione alla transgenesi passando per la mutagenesi indotta arrivando all&rsquo;editing genetico, con linguaggio scientifico molto puntuale, tuttavia chiaro e divulgativo anche grazie al glossario finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di conciliare la quantit\u00e0 della produzione agricola con la qualit\u00e0 e salubrit\u00e0 \u00e8 una delle argomentazioni principali affrontate. Il mais, per fare l&rsquo;esempio pi\u00f9 eclatante, arriva nel nostro mondo dopo la scoperta dell&rsquo;America, ma gi\u00e0 i Maya lo utilizzavano come alimento e naturalmente avevano sperimentato la selezione a partire dal selvatico teosinte, poco utile alla nutrizione umana. La selezione delle piante migliori \u00e8 comunque basata sulla genetica e questo \u00e8 avvenuto anche nella Mezzaluna Fertile a partire dalle graminacee selvatiche per arrivare a piante con semi pi\u00f9 adeguati alla nutrizione umana. Ora che la popolazione umana ammonta a 7 milardi e mezzo di individui, con esigenze sempre maggiori di alimenti proteici, diventa necessario l&rsquo;aumento della produzione, ad esempio del mais, utilizzato come alimento per i bovini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;ibridazione permette l&rsquo;individuazione di sementi che aumentano la produzione, la resistenza alle malattie e al cambiamento delle condizioni climatiche. Ma l&rsquo;utilizzo dei semi ibridi pone la questione della propriet\u00e0 del seme da riproduzione. In passato, la propriet\u00e0 del seme da coltivare era dell&rsquo;agricoltore che teneva i semi migliori per la semina dell&rsquo;anno successivo. Gli ibridi sono sterili e attualmente l&rsquo;agricoltore deve approvvigionarsi di sementi dalle multinazionali che le producono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La selezione e ibridazione sono quindi pratiche di miglioramento genetico e precedono le biotecnologie che intervengono direttamente nel patrimono genetico a livello di DNA. All&rsquo;inizio degli anni settanta avvengono le prime pratiche di clonaggio in campo farmaceutico per la produzione ad esempio di insulina o del fattore di crescita. Di fronte a questi risultati importanti per la salute umana, l&rsquo;opinione pubblica non ha manifestato ostilit\u00e0 esplicite. A partire dal decennio successivo inizia la sperimentazione sulle piante attraverso le biotecnologie che portano a organismmi geneticamente modificati in base a precisi obiettivi come la resistenza a specifici diserbanti o a parassiti. La diffusione di prodotti agricoli OGM per l&rsquo;alimentazione umana e animale accende da subito un acceso dibattito nell&rsquo;opinione pubblica e anche nel mondo scientifico e in assenza di evidenze certe di sicurezza, la maggior parte dei governi adotta il principio di precauzione. Resta comunque la necessit\u00e0 di soddisfare il bisogno primario dell&rsquo;umanit\u00e0: alimentarsi. Le tecnologie della discordia, come vengono definite nel sottotitolo dall&rsquo;autore, se applicate in modo corretto e con adeguate precauzioni, sono attualmente l&rsquo;unica strada per fornire di cibo il pianeta. Al consumatore che chiede prodotti legati alla tradizione o provenienti da agricoltura biologica viene collegato il concetto di giustizia sociale: se davvero questi alimenti sono migliori sono anche molto pi\u00f9 costosi e accessibili solo a una limitata pecentuale di consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lettore coglie anche un altro importante messaggio: nel futuro \u00e8 necessaria la diminuzione del consumo di proteine di origine animale. Sar\u00e0 un processo lento ma necessario se si parte dai dati numerici sul costo a livello ambientale della produzione della carne. A questo va legata l&rsquo;importanza di tracciare l&rsquo;alimento aggiungendo alle informazioni nutrizionali anche l&rsquo;etichetta di sostenibilit\u00e0 dello stesso, indicando proprio il costo in termini ambientali della produzione, ad esempio di una bistecca o di una spigola di allevamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo testo permette da un lato una conoscenza dettagliata delle diverse biotecnologie anche in fase di sperimentazione, dall&rsquo;altro rivolge un messaggio a ciascuno di noi: cambiare i comportamenti individuali a livello alimentare e sull&rsquo;uso delle risorse naturali diventa un imperativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A commento del testo possiamo affermare che l&rsquo;adattamento all&rsquo;ambiente dei vegetali, le strategie per procurarsi il cibo degli animali sono delle tecnologie in senso stretto: azioni che permettono di raggiungere un risultato. La samara dell&rsquo;olmo, i pappi del soffione sono programmati per volare e atterrare lontano dalla pianta madre per colonizzare superfici adatte a germinare. La ragnatela tessuta dal ragno, la lingua della rana che permette la cattura delle piccole prede o le zampe del geco sono esempi nel mondo animale. Strategie che permettono la sopravvivenza e la riproduzione trasmesse direttamente dal patrimonio genetico. Ma il Sapiens fa qualcosa in pi\u00f9, se \u00e8 sempre meglio, lo vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Alberta Vittadello<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":9808,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"class_list":["post-9807","libro","type-libro","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Morgante-i-semi-del-futuro_0.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 6 anni fa","modified":"Aggiornato 6 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 18\/09\/2020","modified":"Aggiornato il 18\/09\/2020"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 18\/09\/2020 14:57","modified":"Aggiornato il 18\/09\/2020 14:57"},"featured_img_caption":"","tax_additional":[],"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro\/9807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/libro"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}