{"id":9682,"date":"2018-07-05T12:32:04","date_gmt":"2018-07-05T12:32:04","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/libro\/world-atlas-desertification\/"},"modified":"2018-07-05T12:32:04","modified_gmt":"2018-07-05T12:32:04","slug":"world-atlas-desertification","status":"publish","type":"libro","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?libro=world-atlas-desertification","title":{"rendered":"World Atlas desertification"},"content":{"rendered":"<p>L&#39;Atlante mondiale della desertificazione<br \/>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il Centro comune di ricerca (JRC), il servizio della Commissione europea per la scienza e la conoscenza, ha pubblicato lo scorso 21 giugno una nuova edizione dell&#39;Atlante mondiale della desertificazione, mettendo a disposizione dei responsabili politici uno strumento per migliorare le risposte locali alla perdita e al degrado del suolo. Il nuovo Atlante contiene la prima valutazione completa basata su dati concreti del degrado del suolo a livello mondiale e sottolinea l&#39;urgenza di adottare misure correttive.<br \/>Tibor Navracsics, Commissario per l&#39;Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport e responsabile per il JRC, ha dichiarato che negli ultimi vent&#39;anni, dopo la pubblicazione dell&#39;ultima edizione dell&#39;Atlante mondiale della desertificazione, le pressioni sul territorio e sul suolo sono aumentate in misura esponenziale. &quot;Al fine di preservare il nostro pianeta per le generazioni future, dobbiamo cambiare con urgenza il modo in cui trattiamo queste risorse preziose&quot;.<\/p>\n<p>La nuova edizione dell&#39;Atlante, molto pi\u00f9 avanzata, fornisce ai responsabili politici a livello mondiale informazioni complete e facilmente accessibili sul degrado del suolo, sulle sue cause e sulle possibili soluzioni per combattere la desertificazione e ripristinare i terreni degradati. Fornisce anche alcuni esempi di come l&#39;azione dell&#39;uomo spinga le specie all&#39;estinzione, minacci la sicurezza alimentare, intensifichi i cambiamenti climatici e porti a sfollamenti.<\/p>\n<p>Evidenzia in particolare come la crescita della popolazione e i cambiamenti nelle nostre abitudini di consumo creino pressioni senza precedenti sulle risorse naturali del pianeta.<\/p>\n<ul>\n<li>Oltre il 75% della superficie terrestre \u00e8 gi\u00e0 degradata e questa percentuale potrebbe raggiungere il 90% nel 2050.<\/li>\n<li>Ogni anno si assiste al degrado di una superficie pari alla met\u00e0 di quella dell&#39;Unione europea, equivalente cio\u00e8 a 4,18 milioni di km&sup2;: l&#39;Africa e l&#39;Asia sono i continenti pi\u00f9 colpiti.<\/li>\n<li>Per l&#39;UE, il costo economico della degradazione del suolo \u00e8 stimato nell&#39;ordine di decine di miliardi di euro all&#39;anno.<\/li>\n<li>Si ritiene che entro il 2050 il degrado del suolo e i cambiamenti climatici determineranno una riduzione del 10% dei raccolti mondiali. Il fenomeno sar\u00e0 particolarmente evidente in India, in Cina e nell&#39;Africa subsahariana, dove il degrado del suolo potrebbe dimezzare la produzione agricola.<\/li>\n<li>A causa dell&#39;accelerazione riscontrata nella deforestazione sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.<\/li>\n<li>Si stima che nel 2050 fino a 700 milioni di persone saranno sfollate a causa di problemi legati alla scarsit\u00e0 delle risorse del suolo; entro la fine del secolo questa cifra potrebbe toccare addirittura i<\/li>\n<li>10 miliardi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il degrado del suolo \u00e8 un problema di portata mondiale che avviene per\u00f2 a livello locale: ed \u00e8 a questo livello che \u00e8 necessario trovare soluzioni. Occorrono quindi maggiore impegno e una pi\u00f9 efficace cooperazione a livello locale per arrestare sia il degrado del suolo sia la perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile limitare un&#39;ulteriore espansione agricola, che rappresenta una delle principali cause di degrado del suolo, aumentando la resa dei terreni agricoli gi\u00e0 esistenti, passando a regimi alimentari a componente vegetale, consumando proteine animali provenienti da fonti sostenibili e riducendo le perdite e gli sprechi alimentari.<\/p>\n<p>L&#39;Atlante offre una chiara panoramica delle cause del degrado in tutto il mondo &#8211; contiene inoltre una miriade di fatti, previsioni e serie di dati su scala mondiale, che possono essere utilizzati per individuare processi biofisici e socioeconomici importanti attualmente in corso e in grado di condurre, da soli o combinati tra loro, a un uso non sostenibile del suolo e al suo degrado.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/atlante_mondiale_della_desertificazione.pdf\">Leggi il comunicato stampa in italiano (Pdf)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a data-mce-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CentroStudiUomoAmbiente\" style=\"margin: 0px; padding: 0px; border: none; outline: 0px; vertical-align: baseline; font-style: italic; font-variant-numeric: inherit; font-variant-east-asian: inherit; font-stretch: inherit; font-size: 13px; line-height: inherit; font-family: Georgia; color: rgb(38, 121, 185); text-decoration-line: none; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-mce-src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" height=\"15\" src=\"http:\/\/scienzaegoverno.voxmail.it\/rs\/content\/facebook-logo.png\" style=\"border: none; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; vertical-align: bottom; font: inherit; max-width: 100%; height: auto;\" width=\"15\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":9683,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"class_list":["post-9682","libro","type-libro","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/world-atlas-desertification2018.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 8 anni fa","modified":"Aggiornato 8 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 05\/07\/2018","modified":"Aggiornato il 05\/07\/2018"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 05\/07\/2018 12:32","modified":"Aggiornato il 05\/07\/2018 12:32"},"featured_img_caption":"","tax_additional":[],"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro\/9682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/libro"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}