{"id":10009,"date":"2023-04-06T10:33:04","date_gmt":"2023-04-06T10:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/scienzaegoverno.org\/libro\/gli-uccelli-non-muoiono-mai\/"},"modified":"2023-04-06T10:33:04","modified_gmt":"2023-04-06T10:33:04","slug":"gli-uccelli-non-muoiono-mai","status":"publish","type":"libro","link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?libro=gli-uccelli-non-muoiono-mai","title":{"rendered":"Gli uccelli non muoiono mai"},"content":{"rendered":"<p>Il cammino della vita non \u00e8 certo una linea retta ma un insieme di linee curve con cambi di direzione, tornanti, sentieri erbosi e rocciosi, faticose salite e discese insidiose. L&rsquo;autore \u00e8 un medico che ha perso da poco suo padre lungo un sentiero di montagna. Questo suo primo libro si potrebbe considerare un modo per ricordarlo e onoralo camminando lungo i suoi sentieri accompagnato dal figlio quasi adolescente. Quattro giorni di cammino lento e attento su sentieri ben conosciuti da quanti frequentano le Dolomiti Feltrine, considerate un po&rsquo; secondarie rispetto a quelle pi\u00f9 note del Cortinese.<\/p>\n<p>Sembra un canovaccio quasi scontato, un escursionista si aspetta di ritrovarsi sul quel sentiero gi\u00e0 percorso e presso quel rifugio ben conosciuto. Ma \u00e8 sufficiente aprire il libro con l&rsquo;ouverture del violoncellista Mario Brunello per scoprire, proprio scoprire che, camminando, non si raggiungono solo delle mete pi\u00f9 o meno note ma si disvelano gioielli, pietre preziose, colori, storie, emozioni, visioni.<\/p>\n<p>A leggere il prologo dell&rsquo;autore viene in mente il Montale di Ossi di seppia, &quot;Non chiederci la parola&quot;, perch\u00e9 Drigo elenca una lunga serie di NON, ovvero cosa non \u00e8 questo libro. Andiamo oltre come in montagna, perch\u00e9 questo testo \u00e8 principalmente amore verso: la natura, il tempo di un passo lento, i fiori, le rocce, le favole dei monti pallidi, i ricordi che si sovrappongono alla mappa scala 1:25.000. E la storia umana che lega i miti greci ai fiori pi\u00f9 belli. Quanta strada si pu\u00f2 fare fermandoci ad annusare la nigritella, orchidea che profuma di &hellip;..merendina! S\u00ec proprio cos\u00ec pu\u00f2 rispondere un ragazzo che della vaniglia conosce il sentore nelle merendine cellofanate. Da padre l&rsquo;autore accoglie la risposta perch\u00e9 comunque suo figlio si \u00e8 inchinato per annusare. Amore per la musica che accompagna le pagine tra la realt\u00e0 del Rifugio Dal Piaz e la fantasia. Intreccio tra le vite di pazienti con le loro malattie, psicosomatiche o psicoaffettive come Pier\u00ecn innamorato dell&rsquo;acqua, o meglio delle mitica anguana che nelle pozze cristalline abita. O Chino che disprezza senza mezzi termini gli escursionisti sempre di corsa che sembrano avere un unico scopo raggiungere cime e scendere nel minor tempo possibile per poi raccontarlo. Ma di quelle cime non conoscono nemmeno il nome. Lui, Chino le ha battezzate tutte perch\u00e9 tutto deve avere un nome per essere riconosciuto.<br \/>E il dolore? Dove troviamo il dolore della perdita? Il bambino \u00e8 turbato dalla pianta carnivora che avvolge la formica e se la mangia. Ma di uccelli morti non ne vede! Gi\u00e0 sono pasto di qualche predatore, magari umano. E pone la domanda: ma dove sono gli uccelli morti? Gli uccelli non muoiono mai vanno a volare da un&rsquo;altra parte \u00e8 la risposta del padre. Gi\u00e0 chi muore vola in un altro cielo! E senza citarlo pensa a suo padre e a se stesso quando se ne andr\u00e0.<\/p>\n<p>Lasciamo al lettore curioso scoprire le tante storie, di miti, leggende e di umani legati a questa terra. Citando la zia Dirce l&rsquo;autore ricorda sempre che &ldquo;la vita non \u00e8 un&rsquo;autostrada&rdquo;. Sperimentando una lenta camminata lungo un sinuoso sentiero di montagna, senza la bramosia di raggiungere una cima, ciascuno pu\u00f2 verificare che, solo passo dopo passo, possiamo cogliere quanto correndo non vediamo.<\/p>\n<p>Qualche escursionista del sabato con ciaspole, ramponi e cronometro al polso pu\u00f2 non apprezzare questo scorrere delle parole dell&rsquo;autore, le sue divagazioni mitologiche, botaniche o musicali. Ma a pensarci bene il divagare \u00e8 un mestiere antico dei Sapiens, perch\u00e9 se non avessimo cambiato direzione avremmo perso occasioni uniche di conoscenza e sapienza.<\/p>\n<p>Il cammino della vita non \u00e8 certo una linea retta ma un insieme di linee curve con cambi di direzione, tornanti, sentieri erbosi e rocciosi, faticose salite e discese insidiose. L&rsquo;autore \u00e8 un medico che ha perso da poco suo padre lungo un sentiero di montagna. Questo suo primo libro si potrebbe considerare un modo per ricordarlo e onoralo camminando lungo i suoi sentieri accompagnato dal figlio quasi adolescente. Quattro giorni di cammino lento e attento su sentieri ben conosciuti da quanti frequentano le Dolomiti Feltrine, considerate un po&rsquo; secondarie rispetto a quelle pi\u00f9 note del Cortinese.<\/p>\n<p>Sembra un canovaccio quasi scontato, un escursionista si aspetta di ritrovarsi sul quel sentiero gi\u00e0 percorso e presso quel rifugio ben conosciuto. Ma \u00e8 sufficiente aprire il libro con l&rsquo;ouverture del violoncellista Mario Brunello per scoprire, proprio scoprire che, camminando, non si raggiungono solo delle mete pi\u00f9 o meno note ma si disvelano gioielli, pietre preziose, colori, storie, emozioni, visioni.<\/p>\n<p>A leggere il prologo dell&rsquo;autore viene in mente il Montale di Ossi di seppia, non chiederci la parola, perch\u00e9 Drigo elenca una lunga serie di NON, ovvero cosa non \u00e8 questo libro. Andiamo oltre come in montagna, perch\u00e9 questo testo \u00e8 principalmente amore verso: la natura, il tempo di un passo lento, i fiori, le rocce, le favole dei monti pallidi, i ricordi che si sovrappongono alla mappa scala 1:25.000. E la storia umana che lega i miti greci ai fiori pi\u00f9 belli. Quanta strada si pu\u00f2 fare fermandoci ad annusare la nigritella, orchidea che profuma di &hellip;..merendina! S\u00ec proprio cos\u00ec pu\u00f2 rispondere un ragazzo che della vaniglia conosce il sentore nelle merendine cellofanate. Da padre l&rsquo;autore accoglie la risposta perch\u00e9 comunque suo figlio si \u00e8 inchinato per annusare. Amore per la musica che accompagna le pagine tra la realt\u00e0 del Rifugio Dal Piaz e la fantasia. Intreccio tra le vite di pazienti con le loro malattie, psicosomatiche o psicoaffettive come Pier\u00ecn innamorato dell&rsquo;acqua, o meglio delle mitica anguana che nelle pozze cristalline abita. O Chino che disprezza senza mezzi termini gli escursionisti sempre di corsa che sembrano avere un unico scopo raggiungere cime e scendere nel minor tempo possibile per poi raccontarlo. Ma di quelle cime non conoscono nemmeno il nome. Lui, Chino le ha battezzate tutte perch\u00e9 tutto deve avere un nome per essere riconosciuto.<\/p>\n<p>E il dolore? Dove troviamo il dolore della perdita? Il bambino \u00e8 turbato dalla pianta carnivora che avvolge la formica e se la mangia. Ma di uccelli morti non ne vede! Gi\u00e0 sono pasto di qualche predatore, magari umano. E pone la domanda: ma dove sono gli uccelli morti? Gli uccelli non muoiono mai vanno a volare da un&rsquo;altra parte \u00e8 la risposta del padre. Gi\u00e0 chi muore vola in un altro cielo! E senza citarlo pensa a suo padre e a se stesso quando se ne andr\u00e0. Lasciamo al lettore curioso scoprire le tante storie, di miti, leggende e di umani legati a questa terra. Citando la zia Dirce l&rsquo;autore ricorda sempre che &ldquo;la vita non \u00e8 un&rsquo;autostrada&rdquo;. Sperimentando una lenta camminata lungo un sinuoso sentiero di montagna, senza la bramosia di raggiungere una cima, ciascuno pu\u00f2 verificare che, solo passo dopo passo, possiamo cogliere quanto correndo non vediamo.<br \/>Qualche escursionista del sabato con ciaspole, ramponi e cronometro al polso pu\u00f2 non apprezzare questo scorrere delle parole dell&rsquo;autore, le sue divagazioni mitologiche, botaniche o musicali. Ma a pensarci bene il divagare \u00e8 un mestiere antico dei Sapiens, perch\u00e9 se non avessimo cambiato direzione avremmo perso occasioni uniche di conoscenza e sapienza.<\/p>\n<p><em>Alberta Vittadello<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":10010,"template":"","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":""},"class_list":["post-10009","libro","type-libro","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"featured_img":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Drigo-gli-uccelli-non-muoiono-mai.jpg","coauthors":[],"author_meta":{"author_link":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/?author=4","display_name":"NoName"},"relative_dates":{"created":"Pubblicato 3 anni fa","modified":"Aggiornato 3 anni fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 06\/04\/2023","modified":"Aggiornato il 06\/04\/2023"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 06\/04\/2023 10:33","modified":"Aggiornato il 06\/04\/2023 10:33"},"featured_img_caption":"","tax_additional":[],"series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro\/10009","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/libro"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/libro"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzaegoverno.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}