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Taglio delle emissioni e politiche di forestazione, l’UE vuole diventare “carbon-free” entro il 2050

12 Luglio, 2021

Riduzione delle emissioni di CO2 dal 40 al 55 per cento entro il 2030 e obiettivo “neutralità climatica” nel 2050. Fondamentali per raggiungere gli obiettivi le politiche di forestazione per il sequestro e il mantenimento del carbonio organico nelle piante e nel suolo.


Nel 2019 le emissioni di CO2 a livello globale si sono stabilizzate a 33 miliardi di tonnellate (Gt), in linea con i risultati dell’anno precedente. Gli Stati Uniti e l’Europa sono risultati i maggiori produttori di emissioni di CO2. Nel 2020, invece, la pandemia da Covid-19 ha ridotto le emissioni globali di CO2 di quasi 2 Gt. Tale riduzione di emissioni è stata provocata soprattutto dalla diminuzione della domanda di petrolio conseguente al lock down attuato nei maggiori paesi industrializzati. La combustione di combustibili fossili è la più grande fonte di emissioni di anidride carbonica, essendo responsabile di oltre l’87 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, dovute soprattutto a causa dell’energia fornita alle centrali elettriche, alle automobili, agli aerei e agli impianti industriali. Nel 2020 le emissioni globali di CO2  legate all’energia (31,5 Gt) hanno contribuito a raggiungere la concentrazione media annua di CO2 più alta di sempre con 412,5 parti per milione, circa il 50 per cento in più rispetto ai livelli registrati all’inizio della seconda rivoluzione industriale. Tra i combustibili fossili più utilizzati per i consumi energetici troviamo il carbone, il gas naturale e il petrolio, mentre rispetto alle emissioni di CO2 i maggiori emettitori sono il carbone (43 per cento), il petrolio (36 per cento) e il gas naturale (20 per cento). Secondo la Global Energy Review 2021 pubblicata dall’Agenzia internazionale dell’Energia, le emissioni di CO2 potrebbero aumentare del 5 per cento nel 2021, superando la quota raggiunta nel 2019, ossia 33 miliardi di tonnellate, e riportando le emissioni globali di CO2 ai livelli pre-Covid. Non a caso, il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha avvertito che "se i governi del mondo non iniziano seriamente a tagliare le emissioni di anidride carbonica, nel 2022 la situazione potrebbe peggiorare” (Figura 1).

 

Figura 1. Emissioni globali di CO2 (in Giga tonnellate) legate all'energia, 1990-2021.

 

L’Unione europea ha portato l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dal 40 al 55 per cento entro il 2030 e punta a raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi l’industria energetica di ciascuno degli Stati membri dovrà adeguarsi affinché l’economia europea rimanga "all'avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici”, come ha sottolineato recentemente la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Per il conseguimento degli obiettivi giocherà un ruolo di primaria importanza la PAC 2021-2027e in particolare la strategia “Land Use, Land Use Change and Forestry” (LULUCF) che punta sulla capacità delle piante e dei suoli di assorbire e trattenere la CO2 presente in atmosfera attraverso la fotosintesi e la crescita degli alberi che consentono l’accumulo di materiale organico nelle piante.  Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 saranno quindi necessarie le strategie volte a favorire politiche di forestazione per il sequestro e il mantenimento del carbonio organico nelle piante e nel suolo.


Per approfondire:

  • Global Energy Review 2021. Assessing the effects of economic recoverieson global energy demand and CO2 emissions2021.
  • Anke Herold, Hannes Böttcher, Sabine Gores, Cristina Urrutia. 14.05.202. Background Paper | 2030 Climate Target: Review of LULUCF Regulation.
  • Forging a climate-resilient Europe - the new EU Strategy on Adaptation to Climate
  • Change. Brussels, 24.2.2021. COM(2021) 82 final.

 

Foto d’intestazione: Carlo Alberto Campiotti