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Le piante migliorano l’efficienza energetica e riducono i costi per il raffrescamento

12 Giugno, 2021

La Commissione europea punta sulle piante per migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi per il raffrescamento degli edifici 


Il riscaldamento e il raffrescamento per usi residenziali, commerciali e industriali rappresentano una quota rilevante della domanda totale di energia finale. Secondo la Commissione europea, nell’Unione, il riscaldamento e il raffrescamento nel settore edile e in quello industriale costituiscono la metà del consumo energetico (COM(2016) 51). Secondo l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell'Unione europea, nel 2019, circa il 75 cento dell’energia utilizzata per riscaldamento e raffrescamento è stato generato mediante combustibili fossili, mentre solo il 22 per cento è stato coperto attraverso le energie rinnovabili. Attualmente, la domanda di riscaldamento negli edifici e nell'industria supera quella di raffrescamento; tuttavia, si prevede un forte aumento della domanda di energia per l’aria condizionata, la refrigerazione degli alimenti e la conservazione di prodotti medici, anche tenuto conto che la popolazione mondiale è destinata ad aumentare nei prossimi anni e che nel 2050 oltre 9 miliardi di persone abiteranno il pianeta. Il ruolo del freddo nella sicurezza alimentare sarà certamente fondamentale nell’ambito delle politiche energetiche europee e mondiali: la FAO stima che la domanda alimentare dovrà crescere necessariamente del 50 per cento al fine di soddisfare i bisogni della popolazione mondiale. Quanto al settore edile, a livello europeo, si stima che entro il 2030 l’energia utilizzata per il raffrescamento degli edifici potrebbe rappresentare oltre il 70 per cento dei consumi energetici totali, mentre quella utilizzata per il riscaldamento diminuirà di circa il 30 per cento. A questo proposito, il rapporto della GlobalAbc riporta che se gli edifici venissero adattati al clima e all'uso locale mediante tecniche di raffreddamento passivo – tra le quali rientra l’uso della vegetazione – si potrebbero generare risparmi fino al 25 per cento dell’energia usata per il raffrescamento. L’Unione Europea con la COM(2013) 249 final “Infrastrutture verdi – Rafforzare il capitale naturale in Europa e la Direttiva (UE) 2018/844, ha posto l’accento sull’importante ruolo che svolgono le soluzioni naturali, come coltri vegetali, giardini pensili, corridoi verdi, piantumazioni urbane di siepi e alberi, al fine di migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. Infatti, il verde riducela radiazione solare incidente e il passaggio di calore agli ambienti interni e, conseguentemente, i costi legati al condizionamento dell’aria (Figura 1).

 

Figura 1. Risultati preliminari di una ricerca ENEA sull’impiego dei sistemi vegetali parietali per diminuire il passaggio di flussi termici verso l’interno degli edifici. Il LAI rappresenta l’Indice di Area Fogliare della specie vegetale utilizzata Partenocissus quinquefolia L. Planch.

 

Particolarmente rispondenti sono le piante a foglia caduca posizionate a Est, Sud e Ovest perché agiscono da schermatura naturale nei confronti della radiazione solare nel periodo estivo e ne consentono il passaggio nel periodo invernale. A questo proposito, di interesse didattico sono i corsi di formazione organizzati dalla Scuola delle Energie dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dalla Regione Lazio, attraverso Capitale Lavoro, sull’impiego delle coltri vegetali per il raffrescamento degli edifici.


Per approfondire:

 

Foto d’intestazione: Edificio prototipo presso il Centro Casaccia dell’ENEA (Foto: Carlo Alberto Campiotti)