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Green Deal: soluzioni naturali a sostegno della biodiversità e della sostenibilità in agricoltura

28 Febbraio, 2021

Il Green Deal europeo dà priorità a soluzioni naturali in grado di sostenere la biodiversità e la sostenibilità dei suoli agricoli e delle produzioni vegetali


I fertilizzanti sintetici contribuiscono alla crescita quantitativa e qualitativa delle colture vegetali, creando tuttavia significativi impatti sull’ambiente e sull’agricoltura. Le previsioni indicano a tal riguardo che il mercato dei fertilizzanti sintetici, nonostante una leggera flessione in termini quantitativi, conserverà un ruolo importante nei prossimi anni (Figura 1).

 

Figura 1. Il consumo di fertilizzanti in agricoltura nell’Unione europea (modificato da www.fertilizerseurope.com).

 

Dallo studio “A comprehensive quantification of global nitrous oxide sources and sinks”, sviluppato da un team internazionale di scienziati, tra cui il CNR-ISMAR, emerge che l’aumento delle emissioni di protossido di azoto (N2O) indotte dal crescente aumento di fertilizzanti azotati in agricoltura, è in contrasto con gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. Infatti, la sintesi di ammoniaca, circa175 Mt/anno per produzione industriale dei fertilizzanti azotati sintetici, è tra i principali responsabili di anidride carbonica a livello globale, circa mezzo miliardo di tonnellate di CO₂ ogni anno, corrispondente all’1,8 per cento delle emissioni globali di CO2 e circa l'1 per cento della produzione totale di energia mondiale (https://theconversation.com/green-ammonia-could-slash-emissions-from-farming-and-power-ships-of-the-future-132152). In questo contesto, appare ormai irrinunciabile l’opportunità rappresentata da soluzioni naturali basate su piante leguminose, che attraverso il fenomeno dell’azoto fissazione batterica riescono a sintetizzare l’azoto in modo naturale (Figura 2). Questo processo naturale, sotto il profilo ambientale ed economico, ha assunto di recente un ruolo prioritario nel Green Deal europeo, che punta su soluzioni naturali in grado di aumentare la biodiversità e la sostenibilità.Con l’azofissazione operata dalle leguminose sarebbe possibile ridurre al contempo l’inquinamento ambientale e i costi economici della concimazione azotata. Infatti, spesso soltanto una parte dell’azoto presente nei concimi viene trattenuta dalla coltivazione vegetale, mentre il resto rimane nel suolo oppure viene eliminato nelle falde acquifere e in atmosfera.

 

Figura 2. Quantità di azoto prodotta da alcune leguminose dai batteri simbionti del genere del genere Rhizobium (http://hdl.handle.net/11568/137830).


Foto d'intestazione: Carlo Alberto Campiotti