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L’Unione europea mette in campo gli “eco-regimi” per salvaguardare i suoli agricoli

26 Febbraio, 2021

Il nuovo strumento della PAC (Politica Agricola Comune) 2021-2026, denominato “eco-regimi”, rappresenta una soluzione sostenibile e una risorsa per gli agricoltori per aumentare la fertilità e il contenuto di carbonio dei suoli europei, oltre che per sostenere la qualità delle produzioni agricole e il contrasto al cambiamento climatico


Numerosi rapporti della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) hanno denunciato i danni causati dall’inquinamento dei suoli dovuto all’agricoltura intensiva e alla forte urbanizzazione al cibo, all’acqua e alla qualità dell’aria. A questo proposito, la Commissione europea con la strategia “Farm to Fork” e la strategia Biodiversità, lanciate entrambe nel maggio 2020 nell’ambito del Green Deal, ha evidenziato la necessità di raggiungere entro il 2030 la riduzione del 50 per cento dell'uso e del rischio di pesticidi, di almeno il 20 per cento dell'uso di fertilizzanti, del 50 per cento delle vendite di antimicrobici utilizzati per l'allevamento animale e acquacoltura, oltre all’obiettivo del 25 per cento dei terreni agricoli da dedicare all’agricoltura biologica. A supporto di questi obiettivi, la Commissione ha pubblicato un elenco di potenziali pratiche agricolenell’ambito dello strumento denominato “eco-regimi”contemplato dalla nuova politica agricola comune (PAC 2021-2026). Tra le numerose pratiche agricole, l’elenco comprende l’agricoltura biologica, la rotazione delle colture con leguminose e/o sistemi di allevamento a base di erba e le pratiche ecologiche per “l'allevamento del carbonio” da effettuare con agricoltura conservativa e/o con l'uso estensivo di prati permanenti e di terreni incolti per aumentare i livelli di carbonio organico. Dalla sostanza organica dipende la fertilità, la capacità di ritenzione idrica e la resistenza alla compattazione dei suoli, importanti per il deflusso regolare delle acque superficiali e la protezione dei suoli dall'erosione. La “Land Degradation Neutral World” (LDN),  promossa dal Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), rappresenta uno dei principali obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per la salvaguarda del suolo ai fini dell’alimentazione e del benessere climatico e ambientale di miliardi di persone nel mondo. L’obiettivo LDN, considera una serie di indicatori e parametri, quali: la copertura del suolo; il contenuto in carbonio organico e l’indice di produttività del suolo. Si stima che il 33 per cento dei suoli coltivati nel mondo abbiano perso tra il 25 e il 75 per cento del loro stock di carbonio originario, rilasciato in atmosfera come CO2, a causa di pratiche agricole che hanno causato il degrado della sostanza organica (Figura 1).

 

Figura 1. Stock globale di carbonio organico del suolo da 0 a 30 cm di profondità del suolo. Fonte: FAO and ITPS. 2020. Global Soil Organic Carbon Map V1.5: Technical Report. Rome, FAO (https://doi.org/10.4060/ca7597en).

 

Dalle rilevazioni effettuate dai ricercatori è emerso che le pratiche agricole non sempre favoriscono il mantenimento o l'accumulo di SO nel suolo, pertanto appare ormai opportuna l’adozione di pratiche agricole adatte a riqualificare i suoli agricoli europei sotto il profilo del contenuto di sostanza organica non soltanto per favorire le produzioni, ma anche per frenare i fenomeni erosivi del terreno. Le lavorazioni del terreno di tipo conservativo, l’adozione di coperture vegetali nei periodi invernali e/o di prati permanenti vanno sicuramente annoverate tra le pratiche agricole virtuose ai fini di mantenere la sostanza organica, oppure per evitarne una l’ossidazione veloce. Le rotazioni colturali con colture foraggere sono un’altra pratica agricola utile, così come l'aggiunta di sovesci, residui colturali e ammendanti organici di compost e letami ottenuti da matrici organiche controllate e certificate. Anche in Italia, il fenomeno della diminuzione della sostanza organica nei suoli coltivati ha assunto aspetti di degrado preoccupanti per alcune aree localizzate in Veneto, Lazio, Campania, Puglia e  soprattutto in Sicilia (Figura 2).

Figura 2. Stima del carbonio organico (CO) nei suoli italiani.

 

Aumentare le percentuali di sostanza organica nei suoli coltivati non soltanto consente produzioni più abbondanti e qualitativamente superiori nei paesi del sud del mondo, ma rigenera anche i terreni e contribuisce al contrasto del cambiamento climatico (FAO, 2017). In questo contesto, lo strumento degli eco-regimimesso in campo dall’Unione europea con la nuova PAC è fondamentale per sostenere azioni utili per un’agricoltura più sostenibile, in linea con gliobiettivi climatici e in accordo con la transizioneecologica del Green Deal.


Per approfondire:

  • List of potential Agricultural Practices that Eco-Schemes could support. January 2021. #EUGreenDeal;
  • FAO e ITPS. 2020.  Global Soil Organic Carbon Map V1.5: Rapporto tecnico. Roma;
  • FAO 2017. Voluntary Guidelines for Sustainable Soil Management Food and Agriculture Organization of the United Nations Rome, Italy;
  •  Il suolo: la radice della vita. APAT, 2008 ISBN 978-88-448-0331-5.

 

Foto d’intestazione: Carlo Alberto Campiotti