Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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Proteggere il capitale naturale: via per uno sviluppo economico sostenibile

30 Dicembre, 2020

Il World Economic Forum ha stimato che una crisi ambientale potrebbe danneggiare significativamente l’economia globale, dal momento che la metà di essa, ovvero 44 trilioni di dollari, dipende direttamente dal capitale naturale. Città più ricche di vegetazione e stili di vita rispettosi dell’ambiente e in accordo con i cicli naturali sono la via per uno sviluppo economico sostenibile


Le città giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico, la sostenibilità ambientale ed energetica e per il progresso umano. Nonostante occupino solamente il 3 per cento della superficie terrestre, le città ospitano il 50 per cento della popolazione mondiale, producono il 70 per cento della CO2 e consumano l’80 per cento delle risorse naturali a livello globale. Inoltre, occorre considerare che circa l’80 per cento della crescita economica mondiale deriva dalle città, ma anche un terzo dei 2 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi generali attualmente a livello globale. Questi numeri rendono chiaro il motivo per cui alle città è stato riconosciuto un ruolo centrale rispetto ai nuovi obiettivi che la pandemia da Covid-19 ha posto all’attenzione di istituzioni, amministratori e stakeholder di tutto il mondo. I rapporti delle più importanti Agenzie internazionali (FAO, OECD, UNDP) sono concordi sul fatto che entro il 2050 il 70 per cento della popolazione mondiale vivrà nelle città e che il 90 per cento della crescita della popolazione urbana si registrerà in Africa e in Asia (Figura 1). Un obiettivo, che la FAO ritiene pregnante per il futuro della città, è rappresentato dall’iniziativa “Città verdi”, che prevede il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni urbane e periurbane in almeno 100 città del mondo (15 città metropolitane, 40 città intermedie e 45 cittadine), sulla base di 1000 centri urbani entro il 2030.

 

Figura 1. Popolazione espressa in miliardi nelle diverse aree di sviluppo nel periodo 1975-2050 (Fonte: Cities in the World. A new perspective on urbanisation.© OECD/EU 2020).

 

Ne consegue una sfida cruciale per le città, cui viene riconosciuto il dovere di difendere l’ambiente naturale nonché di formare e sviluppare luoghi sicuri, sani e vivibili in grado di salvaguardare il capitale umano e naturale. In tale obiettivo, si inserisce lo sviluppo e il mantenimento di sistemi alimentari sostenibili, della vegetazione urbana e l’accrescimento della resilienza ai cambiamenti climatici e ad eventuali future emergenze sanitarie che potrebbero limitare gli approvvigionamenti di cibo.  Secondo la FAO, la perdita di biodiversità costituisce una delle grandi minacce cui è esposto il nostro pianeta che va assolutamente contrastata al fine di impedire potenziali rischi quali crisi alimentari e idriche, disastri ambientali, conflitti interstatali e migrazioni climatiche. La perdita di biodiversità, causata dall’eccesso di urbanizzazione, ha portato infatti alla perdita di aree di coltivazione e conseguentemente alla scomparsa di alberi e vegetazione che hanno fortemente compromesso le normali funzioni ecosistemiche rispetto ai cicli biologici relativi all’acqua, al fosforo, all’azoto e al carbonio. I risultati più evidenti del processo incontrollato di urbanizzazione hanno portato non soltanto alla perdita di biodiversità, ma hanno anche aumentato i rischi di inquinamento, di diffusione di malattie trasmesse da vettori e amplificato gli effetti negativi del cambiamento climatico. A tal proposito, il Global Economic Risks Report del WEF (World Economic Forum), ha stimato che, dal momento che oltre la metà dell’economica globale, ovvero 44 trilioni di dollari, dipende direttamente dal capitale naturale, una crisi ambientale potrebbe produrre effetti deleteri sulla nostra economia. La riqualificazione urbana, l’aumento delle aree agricole, l’arresto del consumo di suolo, la progettazione di ambienti urbani con maggiori spazi per la vegetazione e la diversità naturale si profilano come una opportunità che non va ignorata se si vuole promuovere un progresso economico in accordo con i cicli naturali e con il benessere umano.


Per approfondire

  • Cities in the World. A new perspective on urbanisation.© OECD/EU 2020.
  • WEF (World Economic Forum), New Nature Economy Report, 2020.
  • Jamison Ervin. UNDP. I rischi di perdita di biodiversità per le città.

 

Foto: La Défense, Parigi (Andrea Campiotti)