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Lo stoccaggio del carbonio fondamentale per un'agricoltura più sostenibile

28 Novembre, 2020

Contenere l'aumento della temperatura globale entro gli 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali, principale obiettivo dell’Accordo di Parigi, richiede che le emissioni di gas serra raggiungano lo zero netto entro il 2055-2070. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo giocherà un ruolo fondamentale l’agricoltura con i suoi serbatoi naturali per il sequestro e lo stoccaggio di carbonio da suolo e vegetali


Le filiere agro-alimentari hanno un impatto significativo sui consumi energetici dell’Unione Europea sotto forma di produzione, trasformazione, trasporto, conservazione, consumo di cibo e smaltimento dei residui alimentari. Per favorire la riduzione di energia fossile nel settore agricoltura e nell’industria alimentare l’Unione europea ha lanciato la strategia “Farm to Fork”, che ha l’obiettivo di favorire la diffusione di tecnologie che incrementino l’efficienza energetica e la riduzione di energia nel settore agricolo e nell’industria alimentare. La strategia pone particolare attenzione all’agricoltura, nonostante essa rappresenti solo una quota compresa tra il 2 e il 4 per cento rispetto al 15 per cento dei consumi totali di energia registrati nel settore (Figura 1).

 

Figura 1. Percentuale del tipo di carburante nel consumo energetico dell'agricoltura, UE-27per il 1998, 2008 e 2018.

 

L’agricoltura non consuma soltanto energia, ma è anche responsabile di circa il 10 per cento delle emissioni europee di CO2, il 70 per cento delle quali proviene dagli allevamenti e consiste di gas serra diversi dalla CO(metano e protossido di azoto). Secondo Greenpeace, la sola zootecnia europea emette il 17 per cento delle emissioni di CO2, pari a 502 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Alle emissioni di gas serra si aggiungono gli sprechi alimentari che negli Stati membri dell’Ue ammontano a 87,6 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, ovvero circa 173 kg pro capite. La metà dello spreco alimentare è generato dalle famiglie, il 19 per cento dalla trasformazione, il 12 per cento dalla ristorazione, l’11 per cento dalla produzione primaria e il 5 per cento dalla vendita all’ingrosso e al dettaglio. A questo proposito, la Commissione europea ha raccomandato a tutti gli Stati membri l’urgenza di adottare misure per ridurre lo spreco alimentare del 50 per cento entro il 2030. Tale raccomandazione è in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a “garantire modelli di consumo e produzione sostenibili”, in particolare con il target 12.3 che prevede, entro il 2030, di “dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite post-raccolta". Contenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi e perseguire gli sforzi per mantenerlo sotto gli 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali – l’obiettivo prioritario dell’Accordo di Parigi del 2015 – richiede che le emissioni globali di gas serra raggiungano lo zero netto entro il 2055-2070. Tra le strategie per favorire la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, senza apportare cambiamenti significativi nell'uso del suolo, vanno segnalate le attività agricole e di allevamento sostenibili e il sequestro di carbonio dal suolo (Figura 2).

 

Figura 2. Strategia di riduzione delle emissioni di CO2 per il settore agricoltura (Fonte: modificato da dati dell’Institute for European Environmental Policy).

 

Di qui la forte considerazione per il settore dell’agricoltura, ormai considerato fondamentale per raggiungere lo zero netto-emissioni di gas serra, sia con la produzione di biomasse per sostituire i prodotti fossili sia mettendo a disposizione terreni per costruire serbatoi naturali per il sequestro e lo stoccaggio di carbonio nel suolo e nella biomassa. L'agricoltura del futuro dovrà essere diversa da quella attuale, priva di impatti ambientali per massimizzare il suo contributo alla lotta al cambiamento climatico e al raggiungimento degli obiettivi dell'Unione europea che mirano a ridurre le emissioni di almeno il 65 per cento entro il 2030 (con il contributo di tutti i settori) e raggiungere zero emissioni nette entro il 2040. La diffusione tra le aziende agricole di pratiche e tecnologie ecologiche di produzione agricola e l’adozione di diete più ricche di alimenti vegetali e meno di carne e prodotti lattiero-caseari da parte dei consumatori rientrano tra gli obiettivi del Green Deal, della PAC (Politica agricola comune) e della strategia Farm to Fork, al fine di sostenere la transizione dell'Unione europea verso dimensioni di sostenibilità globale.


Per approfondire:

  • Lóránt A & Allen B (2019) Net-zero agriculture in 2050: how to getthere? Report by the Institute for European Environmental Policy.
  • Food losses and food waste: assessment of progress made inimplementing the Council conclusions adopted on 28 June 2016. General Secretariat del Consiglio dell’Unione Europea. Brussels, 9 November 2020.
  • Foraggiare la crisi. Sintesi del rapporto: Farming for Failure - How European Animal Farming Fuels the Climate Emergency. Greenpeace European Unit.

 

Foto d'intestazione: Carlo Alberto Campiotti