Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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La lotta ai cambiamenti climatici centrale nella PAC post 2020

23 Ottobre, 2020

L’agricoltura occupa un ruolo centrale nel Green Deal europeo: previste misure mirate a ridurre le emissioni di gas serra nel quadro della lotta cambiamenti climatici, aumentare l’occupazione nel settore agricolo e dell'agroindustria e produrre in modo sostenibile


I pilastri della Politica agricola comune

La lotta ai cambiamenti climatici costituisce uno dei principali obiettivi della Politica agricola comune europea (PAC). L’attenzione per le problematiche ambientali e climatiche si è sviluppata negli anni attraverso misure trasversali contenute nei due principali fondi di finanziamento della PAC, il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), ovvero il primo pilastro, e il Fondo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR), il secondo pilastro. Quanto alla precedente PAC 2014-2020, essa prevedeva il cosiddetto “pagamento verde” (greening) nell’ambito del primo pilastro con il 30 percento dei pagamenti diretti al sostegno di pratiche agricole ecologicamente corrette e la “priorità climatica” (condizionalità), contenuta nel secondo pilastro, a favore di pagamenti agro-climatico-ambientali. Di particolare rilevanza era la Priorità n. 5 “Incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale”. Gli Stati membri dell’Unione, inoltre, devono destinare, stando agli obiettivi della PAC, il 30 percento del loro sostegno al reddito all’inverdimento, considerata come una delle misure agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), in relazione alla diversificazione delle colture, al mantenimento di prati permanenti e al sostegno alla biodiversità animale e vegetale (Figura 1).

 

Figura 1. Architettura della PAC 2014-2020 (Fonte: INEA)

 

Le misure a sostegno della lotta ai cambiamenti climatici

L’ambiente e il clima sono da sempre le condizioni naturali che determinano gli aspetti produttivi, operativi ed economici del settore agricolo europeo. Basti pensare la biomassa (biomassa solida, biogas e biocarburanti liquidi, con una quota superiore al 58 percento del consumo di energia da fonti rinnovabili, ne costituisce la principale fonte in Unione europea (Bioenergy Europe, Eurostat). Risulta pertanto naturale la piena adesione del mondo agricolo ai target e agli impegni assunti in ambito europeo, dapprima mediante l’Accordo di Parigi del 2015 e successivamente con il Pacchetto Clima ed Energia 2030. Si tratta di misure atte a ridurre le emissioni di gas serra, aumentare l’utilizzo delle rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica. Il settore agricolo, in particolare, è responsabile dell’emissioni di circa il 10 percento di tutti i gas serra emessi in Ue. Tra le principali emissioni, oltre all’anidride carbonica, proveniente soprattutto dall’uso dei fertilizzanti, il metano, derivante dal processo di fermentazione enterica e l’ammoniaca che deriva dalle deiezioni degli animali. L’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra è inquadrato all’interno della PAC post 2020, che ha messo da parte il “pagamento verde” a favore dell’introduzione dei cosiddetti “regimi ecologici” (Eco-schemes) all’interno del FEAGA, mentre il FEASR continuerà a finanziare gli interventi specifici per l’ambiente e il clima. La Commissione ha inoltre proposto che il 40 percento del bilancio complessivo della nuova PAC sia destinato a misure finalizzate a contrastare il riscaldamento globale; gli Stati membri, per parte loro, dovranno dedicare almeno il 30 percento delle dotazioni del FEASR per interventi direttamente focalizzati sull’ambiente.

 

Figura 2. Architettura della PAC 2014-2020 (a sinistra) e della PAC post 2020 (a destra). Fonte: Commissione Europea, 2018.

 

L’agricoltura centrale nel Green Deal

Per sostenere le misure contenute nella nuova PAC, sia sul fronte dell’occupazione, dove si prevede la creazione di 22 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura e di altri 44 milioni nell’agroindustria, sia in termini di misure di contrasto ai cambiamenti climatici, la Commissione europea la lanciato, a dicembre 2019, il Green Deal, un ambizioso piano di investimenti che ha come obiettivo finale quello di rendere il “vecchio Continente” climaticamente neutrale entro il 2050. L’agricoltura occuperà un ruolo di primo piano all’interno della strategia che prevede come sub-obiettivi:

  • la riduzione del 50 percento dell'uso di pesticidi chimici;

  • la riduzione del 50 percento della perdita di nutrienti per il recupero della fertilità dei suoli;

  • la riduzione del 20 percento dell'uso dei fertilizzanti;

  • la riduzione del 50 percento delle vendite di antimicrobici per gli animali d'allevamento e di antibiotici per l'acquacoltura;

  • il raggiungimento di almeno il 25 percento di terreni agricoli biologici a livello europeo.

Non è da trascurare, inoltre, che la PAC supporta anche gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, all’interno del quale si individuano 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) e 169 target concernenti un insieme di temi fondamentali per lo sviluppo sostenibile del pianeta, dalla lotta alla povertà all’eliminazione della fame, dal contrasto ai cambiamenti climatici allo sviluppo di città più resilienti e sostenibili.


Per approfondire

 

Foto d’intestazione: Carlo Alberto Campiotti