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PAC post 2020: più efficienza energetica e taglio delle emissioni di gas serra nella filiera agroalimentare

18 Ottobre, 2020

Con la nuova PAC e la strategia “Farm to Fork” l’Unione europea si impegna a rendere le filiere agroalimentari più sostenibili sul piano energetico e ambientale. Il 40 percento del bilancio complessivo dovrà essere destinato a progetti di tutela dell’ambiente e di contrasto al cambiamento climatico


L’impatto delle filiere agroalimentari

Le filiere agroalimentari hanno un impatto significativo sui consumi energetici dell’Unione europea. Nei paesi dell’Unione europea, l’energia impiegata nel ciclo di vita associato alle filiere agroalimentari (produzione, trasformazione, trasporto, conservazione, consumo di cibo e smaltimento dei residui alimentari) proviene per l’80 per cento da combustibili fossili e per il solo 7 percento da energie rinnovabili. Sotto il profilo ambientale, il sistema agriolo-alimentare europeo è responsabile del 10 per cento delle emissioni di CO2, derivanti prevalentemente da imput diretti (combustibile, elettricità e riscaldamento) e indiretti (produzione di fertilizzanti e pesticidi). Per quanto riguarda invece l’area OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il consumo diretto di energia nel settore dell’agricoltura rappresenta solamente una quota compresa tra il 2 e il 4 percento del consumo totale di energia, mentre quello dell’industria della trasformazione alimentare richiede una quota di energia circa tre volte superiore.

 

I dati del RAEE

Il Rapporto annuale sull'efficienza energetica (RAEE), elaborato dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e presentato lo scorso 15 ottobre nel corso di un webinar al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro, l’amministratore delegato del GSE (Gestore Servizi Energetici) Roberto Moneta e il presidente dell’ENEA Federico Testa, ha posto l’attenzione sull’importanza sul Green Deal, il piano di investimenti lanciato dalla Commissione europea per la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, fondato su una drastica riduzione delle emissioni di gas serra e su una crescita economica sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015. Il Green Deal europeo ritiene non più prorogabile, oltre all’applicazione delle migliori pratiche disponibili, soprattutto l'adozione di sistemi di gestione dell'energia ISO 50001. A questo proposito, l’ENEA riporta nel rapporto i risultati dei progetti TESLA e SCOoPE, sviluppati nel cinquennio 2015-2020, in termini di interventi (Figura 1) atti a consentire il taglio dell’energia fossile e delle emissioni di gas serra per rendere l’industria agroalimentare più sostenibile e meno vulnerabile a eventuali interruzioni dell'offerta energetica.

 

Figura 1. Risultati dei progetti TESLA e SCOoPE (ENEA)

 

Gli obiettivi della PAC post 2020

Le proposte della Politica Agricola Comune 2021-2027 stabiliscono che circa il 40 percento del bilancio complessivo dovrà essere indirizzato verso sei obiettivi trasversali per altri obiettivi del Green Deal, ossia:

  • contribuire all'agenda europea sul cambiamento climatico;
  • proteggere l'ambiente con le strategie inquinamento zero ed economia circolare;
  • preservare la biodiversità secondo la strategia sulla biodiversità per il 2030;
  • incoraggiare un consumo alimentare sostenibile;
  • promuovere alimenti sani e accessibili per tutti;
  • migliorare la posizione delle aziende e degli agricoltori nella catena del valore.

A questi obiettivi, si aggiunge valenza della maggiore qualità ecologica e ambientale dei prodotti e dei processi delle filiere agroalimentari che oggi rappresentano un valore competitivo per le aziende e i consumatori. Con la strategia Farm to Fork (F2F), la Commissione europea punta inoltre ad accelerare la diffusione sul mercato e tra gli agricoltori di interventi di efficienza energetica al fine di tagliare i consumi di energia, le emissioni di CO2 nelle filiere agricole e, soprattutto, quelle di protossido di azoto e metano prodotte dagli allevamenti che costituiscono il 70 per cento dei gas serra immessi in atmosfera. Come evidenzia il RAEE, la Commissione europea considera l’agricoltura e l’agroindustria dei settori prioritari per raggiungere l’ambizioso obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Importante per raggiungere tale obiettivo sarà l’informazione per le aziende rispetto ai possibili interventi di efficienza energetica, di sicurezza alimentare, risparmio di acqua, riduzione degli input energetici e benessere dell’ambiente. A questo proposito, sottolinea il rapporto, sarà necessaria:  

  • una maggiore consapevolezza delle imprese sui consumi e l’impiego dell’energia;
  • la definizione di obiettivi e metodi di valutazione coerenti con le strategie energetiche, ambientali, climatiche ed economiche delle aziende;
  • la priorità di intervento sulle aree della catena agroalimentare che richiedono maggiore attenzione in termini di risparmio di energia;
  • la valutazione attenta del rapporto costo-efficacia delle pratiche e delle tecnologie per diminuire i consumi e gli sprechi energetici nei settori agricoltura e agroindustria;
  • la diffusione di informazione alle aziende sugli incentivi disponibili sotto forma di “bonus”, “ecobonus”, “crediti agevolati” a supporto dell’efficienza energetica.

Per approfondire:

  • Rapporto annuale efficienza energetica 2020. efficienzaenergetica.enea.it.
  • OECD, Joint Working Party on Agriculture and the Environment. 
  • COM/TAD/CA/ENV/EPOC(2016)19/FINAL.